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Il cuore di Andrea Grassi, 17 anni, ha smesso di battere intorno alle 2 della notte. Era un lottatore, dice il padre, l’educazione l’aveva imparata bene. Ed è lottando che ha resistito quattro ore al dolore e all’impatto, tremendo, che l’ha proiettato a bordo del suo scooter contro un’Audi rubata inseguita dalla polizia e intenta a superare un autobus di linea. Il pirata della strada si è dileguato senza prestare soccorso imboccando, secondo quanto hanno detto alcuni testimoni la sera stessa dell’incidente, la via che porta a un palazzo fatiscente a lungo usato come dormitorio abusivo. Una scena che ha lasciato senza fiato chi l’ha vissuta di persona, e che ha proiettato nel dolore senza ragione una famiglia di Begato, quartiere periferico della città. Pochi giorni sono passati dall’omicidio di Tino Pisano, avvenuto nello stesso rione. Circostanze diverse e non assimilabili, ma fatto sta che in pochi giorni il quartiere genovese ha dovuto piangere due vite.
Quella di Andrea Grassi si è spenta a pochi metri da casa, in una via percorsa in motorino migliaia di volte per consegnare le pizze, per andare in giro, per raggiungere gli amici al Bowling di Bolzaneto. Il padre, Daniele, trova nel dolore parole di pace e dice: «Se l’investitore chiedesse perdono, lo perdonerei». Intanto le indagini cercano di dare un volto alla persona che guidava un’auto rubata lungo via Maritano e che non si è fermata dopo lo scontro con lo scooter di Andrea Grassi: la volante della polizia in quel momento era lontana, bloccata da un guasto.
Ieri gli investigatori sono riusciti a risalire alla provenienza dell’auto: le chiavi dell’Audi sono state prelevate da ladri durante un furto in un’abitazione sulle alture avvenuto in una notte di festa, tra il 23 e il 24 giugno, con la città deserta. I malviventi usarono la tecnica del nottolino per portare via diversi oggetti di valore. Tra questi, anche le chiavi dell’automobile che l’investitore ha lasciato abbandonata sul luogo dell’incidente. Tra le varie possibilità prese in considerazione, non si esclude quella secondo cui, viste le modalità con le quali è stato compiuto il furto, la persona in possesso delle chiavi dell’auto possa essere straniera. La polizia sta cercando di identificare il guidatore che non ha prestato soccorso alla vittima, mentre la Scientifica è alla ricerca di eventuali tracce da lui lasciate all’interno dell’auto. Intanto, il pm Cristina Camaiori ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo. Oggi il magistrato ordinerà l’autopsia sul giovane, anche se la causa della morte è stata il violento impatto frontale con l’auto.
La morte di Andrea Grassi ha ferito e sconvolto tutto il quartiere, a cominciare dai coetanei e dagli amici del ragazzo. Sul luogo dell’incidente è subito comparso il mazzo di fiori dell’amica Francesca, assieme a scritte vergate con lo spray colorato. Anche il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, si è detta «costernata e addolorata per la morte di Andrea, come sindaco e soprattutto come madre».
Si cerca il pirata, si chiede giustizia, si incrociano testimonianze. Uno degli zii dello studente ha segnalato un’auto che, all’incrocio tra via Maritano e via Teglia, sarebbe passata con il semaforo rosso a velocità sostenuta e avrebbe avuto il lunotto posteriore infranto. Secondo il parente del ragazzo, potrebbe essere stato il pirata che, trascorsa la notte tra gli alberi della zona, sarebbe riuscito a scappare via.
Un’altra ricostruzione del fatto giunge da un’abitante in via Teglia, vicina al luogo dell’incidente. La donna, tra i primi a chiamare i soccorsi per il ragazzo, stava sistemando il terrazzo che si trova proprio a livello di via Maritano. «Ho visto la macchina che superava l’autobus a velocità folle - racconta - E poi ho sentito il colpo: è stato un attimo». Secondo la ricostruzione della donna, «lo scooter di Andrea era seguito da altri due: avrebbe potuto essere una tragedia ancora peggiore». Una volta scesa in strada, la cittadina ha trovato la carreggiata piena di gente: «I passeggeri erano scesi dall’autobus, ma l’uomo era scomparso. Mi hanno detto di averlo visto infilarsi dove prima c’era una ditta di controlli elettromeccanici e dove fino a poco tempo fa c’era un dormitorio - continua la donna - Sarebbe stato molto veloce e sicuro nell’attraversare lo spazio che sbuca in via Ortigara».
«Conoscevo il ragazzo, non si può morire così, non è un incidente, è morire ammazzati». Il dolore della testimone non conosce eufemismi. Resta in attesa, come tutta Begato, di una sola risposta.
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COMMENTI INSERITI 14— pagina 1 di 2
nella disgrazia,sono felicissima che finalmente abbiano preso quel pirata bastardo,anche se a distanza di mesi.Allora forse una giustizia c'e'!
ciao piccolo andreino.. nn era così ke dovevi finire la tua vita x un figlio di puttana..eri una persona piena di vita sempre con il orriso.. quanti ricordi ke ho di te.. quella volta ke eravamo a casa mia.. qnt botte che ci siamo dati,ero sempre io a prenderle.. e quella volta che hai preso una mia foto di quando ero piccina.. nn volevi più rdarmela e alla fine te la sei tenuta..non riesco a pensare che nn ci sarà più niente di tutto questo..quanto ridere qll sera alla notte bianca qnd ci siamo incontrati.. andreino ti porterò sempre nel mio cuore.. e impossibile dimenticare una persona fantastica cm te.. proteggici da lassù.. ti adoro andreino.. mancherai tantissimo a tutti..
ma perchè oreste?non è possibile..se non fossi nato a begato saresti vivo?perfavore basta con questa ignoranza,in un mio mex di ieri scrivevo che in circostanze simili è morto un'altro mio caro amico,mannaggia però a recco a pochi metri da casa sua..brutta zona recco vero?per non parlare di corso italia,investito sulle strisce,sestri tranciato da un'autobus,voltri ecc....ne avrei fino a domani..piccolo andrea il motivo non è perchè abitavi a begato,dove avevi un mondo di amici che ti amavano e ti ameranno per sempre,il motivo solo dio lo sà...proteggici da lassù,e salutami tino...oreste diamo un taglio all'ignoranza,stringiamoci intorno alla famiglia,anch'essi di begato....ciao angioletto..
Questa si puo` chiamare una tragedia sono la zia di Carlo;compagno di Andrea. Giocavano a pallone insieme,e` un grande dolore per tutti.Begato ultimamente la si puo` definire la
'zona nera'. Troppe disgrazie stanno succedendo.
Sentite condoglianze a tutti i famigliari.
Giustizia per Andrea! Un abbraccio alla sua famiglia. Gigi
Non ci sono parole,non si puo morire a 17 anni,io ho perso un fratello 2 mesi fa anche lui un grande lottatore nonostante la sua malattia, so il dolore tremendo che si prova a perdere una persona speciale. Voglio pensare che il vostro Andrea sia un'altra stella che brilla ogni sera in cielo.
sentite condoglianze ai famigliari e agli amici di andrea.
non è giustoooo......andrea era un ragazzo dal cuore d'oro.... xk proprio a lui???..... ora sei un angelo! starò vicina a tuo fratello, promesso... da lassù proteggi tutti noi....cavolo ci mankiiiii!!!!!!!!
non ci sono piu parole per tutte queste assurde morti..stanotte quando o visto tutti quei fiori magliette,mi e venuto un grosso magone..faccio le mie piu sentite condoglianze alla famiglia..vorrei solo che chi commette certi reati venga messo nei forni del ilva..ciao piccolo riposa in pace....
purtroppo il cuore di andrea si è spento,,,tutti durante la sera,la notte speravamo ce la facesse,ne eravami convinti perchè andrea era sempre stato molto forte,,,nn pensavamo mai in una tragedia del genere...Io ho 16 anni,faccio il soccorritore,e ringrazio dio di nn aver mandato me a soccorrere Andrea,xk il dolore,nel vederlo steso a terra in una pozza di sangue, mi avrebbe scioccato...
spero k sia fatta giustizia,,,xk nn si puo morire a 17 anni...ciao andre,,,ti vogliamo un sacco di bene...
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