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Un accordo per una “movida” migliore

04 luglio 2008

Accordo fra Comune di Genova e associazioni dei commercianti per prevenire e limitare il disturbo della quiete pubblica ed evitare conflitti fra residenti e gestori dei locali: il protocollo è stato firmato alla presenza del prefetto del capoluogo ligure, Anna Maria Cancellieri, degli assessori comunali Francesco Scidone e Gianfranco Tiezzi e di Giacomo Rossignotti e Antonio Fasone, rispettivamente di Ascom e Confesercenti.

L’accordo si propone di mettere “in rete” abitanti, Comune, Polizia Municipale e associazioni di categoria: il Comune dovrà segnalare alle associazioni le situazioni critiche evidenziate dai cittadini, mentre Ascom e Confesercenti avranno il compito di contattare i gestori degli esercizi interessati e concordare con loro le soluzioni per risolvere il problema ed evitare conflitti.

«L’iniziativa punta al dialogo e alla conciliazione fra rispetto delle regole e la libertà di chi vuole uscire e divertirsi soprattutto in estate - ha sottolineato il prefetto - Quando questa strada non sarà percorribile, le forze dell’ordine saranno pronte a intervenire».

Il protocollo d’intesa, insomma, punta al «rispetto di tutte le libertà», come sottolineato dall’assessore Tiezzi: «È una risposta diversa rispetto alla repressione: lo stato di polizia non appartiene alla nostra cultura e crediamo che la via del dialogo sia più difficile, ma più costruttiva»; «l’iniziativa fa parte di quella filiera della concertazione e della condivisione che il Comune sta perseguendo - ha aggiunto l’assessore Scidone - Le regole devono essere rispettate, ma la generalizzazione non è positiva».

Alle associazioni di categoria spetterà il ruolo di mediazione: «Faremo opera di formazione e persuasione - ha detto il responsabile della sicurezza di Ascom, Mario Montessoro - concordando con gli esercenti i comportamenti da adottare, quali il contenimento del volume della musica e il rispetto degli orari, per evitare conflitti e sanzioni».

«In questo percorso - ha concluso il segretario di Confesercenti, Cesare Groppi - chiediamo alle forze dell’ordine di non far ricadere tutte le colpe sugli esercenti, ma di sanzionare anche gli eventuali comportamenti scorretti, gli schiamazzi o l’ubriachezza, dei cittadini che frequentano i locali».

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COMMENTI INSERITI 2— pagina 1 di 1

06/07/2008 17:38giuseppe sc, genova

Purtroppo mi date poco spazio.
Da circa 4 anni e mezzo, la cosi detta movida da noi, c'è tutte le notti non è solo nel centro storico, o Sampierdarena. Siamo nella zona alta di San Teodoro dove i rappresentanti della circoscrizione, sono latitanti o non vengono presi in considerazione . Non considerano neanche le prove documentali del degrado sociale che da qualche anno versa il nostro quartiere, ne quello che succede alla nostra gente.
Non ha idea a che punto è arrivata l'esasperazione. A questo punto dico, perchè le forze dell'ordine compresi i VV.UU non trasmettono al signor scidone l'elenco delle telefonate notturne di richiesta di aiuto ricevute dagli abitanti ? Perche non trasmettono gli esposti o denunce per minacce anche di morte che subiscono gli abitanti del quartiere. Allora io voglio sapere,
abbiamo il sacrosanto diritto al riposo notturno? La libertà e bella! Ma anche quella degli altri. Non possono far chiudere una latteria se vabene alle due di n

06/07/2008 03:47nuvola, genova

cosa dovrebbero fare le forze dell ordine?multare chi disturba la quiete pubblica?mi viene da ridere!sono dieci anni che abito vicino ad un pub,e tutte le volte che esasperata ho chiamato le forze dell ordine non si sono nemmeno fatti vivi!forse erano a mangiar focaccia nelle varie panetterie aperte di notte!colgo l occasione per ringraziarli

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