Mancano almeno 800 mila euro nelle casse del commissario straordinario alla bonifica per il sito inquinato Ecolibarna, il prefetto di Alessandria, Paolo Francesco Castaldo, per poter assicurare una messa in sicurezza minima. Cifra che sale a 14 milioni di euro se si parla di messa in sicurezza permanente e 40 milioni per la bonifica totale. La chiara analisi della situazione è emersa dopo l’ultima riunione del tavolo tecnico convocato dal prefetto, al quale hanno partecipato, oltre al Comune di Serravalle Scrivia, anche la Provincia, i consiglieri regionali e i parlamentari di zona.
Senza finanziamenti, è a rischio l’intera struttura commissariale, come ha già paventato il capo del dipartimento di Protezione civile e attuale sottosegretario Guido Bertolaso in una nota inviata a Provincia e Comune. Il provvedimento potrebbe scattare a fine anno, quando scadrà l’ultimo decreto che individuava nel prefetto il coordinatore per la messa in sicurezza del sito, dichiarato di “interesse nazionale”. Nei giorni scorsi è stata appaltata a una ditta di Cuneo la realizzazione di un muro-diaframma a monte dell’ex stabilimento che dovrebbe impedire alle falde idriche di filtrare tra i bidoni di veleno sepolti alle porte di Serravalle e di trascinare l’acqua contaminata fino al torrente Scrivia, attraversando i campi e le case della località Fabbricone. I lavori impegnano una cifra di circa 3 milioni di euro, “prosciugando” i fondi oggi a disposizione del commissario.
«Siamo arrivati a un punto di svolta in cui occorrerà capire se serve ancora la figura del commissario o se la bonifica può tornare in carico al ministero degli Interni e, pertanto, agli enti locali», ha spiegato senza mezzi termini il prefetto Castaldo. Un’ipotesi che il sindaco di Serravalle, Antonio Molinari, vorrebbe allontanare con forza: «Occorre fare il possibile affinché l’esperienza del commissario non venga meno, oppure il rischio è che la situazione torni a incancrenirsi», ha detto Molinari. Ma un commissario senza portafoglio non può lavorare. «Occorre definire una strategia comune a tutti gli enti per reperire nuovi finanziamento. Chiediamo l’impegno della Regione e dei parlamentari affinché non si interrompa il lavoro svolto fino ad oggi», è stato l’appello lanciato dal presidente della Provincia Paolo Filippi e dal neo assessore all’Ambiente Davide Sandalo. Ottocento mila euro è la stima dei fondi necessari per poter avviare l’analisi dei terreni agricoli circostanti alla discarica dove, per decenni, sono stati sepolti dalla ditta Gastaldi, poi Ecolibarna, rifiuti tossico-nocivi. «E’ quanto servirebbe per poter vedere se i 20 ettari attorno al sito sono contaminati, o se lo è la falda sotterranea. In base ai carotaggi potremo dire se quei terreni sono ancora coltivabili», ha spiegato Sandalo. All’appello hanno in parte risposto i consiglieri regionali Bruno Rutallo e Rocchino Muliere e l’onorevole Franco Stradella. Il muro diaframma, i cui lavori inizieranno a breve, insieme alla caratterizzazione delle aree esterne sono considerate le “misure minime” per la sicurezza della zona. Ma per “l’intombamento” della discarica occorrerebbero 14 milioni di euro.
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