Nel giorno dei primi applausi liberi da sciovinismo, com’è successo per “Baaria”, andati ieri a “The Road” di John Hillcoat e a “Life During Wartime” di Todd Solondz già in corsa per il Leone, scoppiano le prime polemiche. Se proprio il film di Tornatore torna alla base sul boomerang delle stroncature straniere, l’Italia nel suo complesso non ci fa un gran bella figura in almeno due film: “Francesca” del romeno Bobby Paunescu e “Videocracy” di Erik Gandini. Nel primo caso si è arrivati all’applauso per gli insulti che il padre della protagonista lancia al sindaco di Verona e ad Alessandra Mussolini, accusati di razzismo. Esternazione pubblica che, unita alla beffa, ha spinto la Mussolini a minacciare azioni legali contro Paunescu. Applausi per “Francesca” e folla per “Videocracy”, ma siamo davvero come ci dipingono gli stranieri?
Sì perché questi due film toccano il nervo più sensibile del nostro orgoglio. Essere giudicati per stereotipi e non per il made in Italy, che dalla moda alla Ferrari alla nazionale ci ha sempre riservato un posto d’onore nel mondo, brucia da morire. Prima c’è stata la stampa estera, convergente soprattutto su Berlusconi, ora ci si mettono pure i film. Passi che Variety abbia definito “Baaria” un “fracasso all’italiana” per l’intervento critico a gamba tesa di Berlusconi e che Marina Ripa di Meana protesti, da animalista, per la scena in cui viene sgozzata una mucca e ne viene bevuto il sangue. Ma che alla proiezione di “Francesca” si scateni la bagarre era impensabile anche solo un anno fa. Tutto per due insulti che il padre della protagonista, una maestrina buona buona che vuole aprire un asilo per immigrati in Italia, sibila per evitarne la partenza: “La Mussolini, una tr… che vuole ammazzare tutti i romeni” e “Sindaco di Verona di m……”.
Se il sindaco Flavio Tosi cercherà di smorzare i toni, durante la giornata, producendo una lettera del console romeno a Milano Tiberiu Mugurel Dinu, la Mussolini risponde per le rime: «Quando ho parlato della violenza di alcuni romeni in Italia l’ho fatto citando statistiche e numeri. Vuol dire che ho colpito nel segno, questo film dimostra che sono violenti anche nel linguaggio. Sono allibita che possa essere presentato un film con un insulto del genere». Altrettanto pronta la replica di Paunescu: «La signora Mussolini ha dichiarato pubblicamente che tutti i romeni hanno lo stupro nel loro dna, sono sicuro che se ha fatto queste affermazioni si è presa le sue responsabilità».
Tutto risolto? Per nulla. Nel film veniamo definiti “maccaronari” e il seme dell’intolleranza italiana viene fatto risalire all’omicidio di Giovanna Reggiani, seviziata e uccisa il 30 ottobre 2007 a Tor di Quinto da Romulus Nicola Mailat: «Sì, sono partito da quel giorno» spiega Paunescu «per ricordare tutto quello che è successo in seguito. La percezione che avete avuto di noi, il clima di paura che si è instaurato. Eppure almeno un milione e 400 mila romeni vive qui, abbiamo inserito ventimila nostre imprese, ma quando abbiamo sentito quelle parole ci siamo sentiti traditi. E’ naturale che nutra una profonda speranza che tutto questo cambi, ma come si fa a dire che Verona deve essere città libera dai romeni?». Paunescu ha un bel dire che “Francesca”, interpretato con misura e idealismo da Monica Birladeanu, è «sulla crisi d’identità degli ex paesi comunisti». A questo punto, nemmeno se ci si mette d’impegno farà passare la storia esemplare della maestrina come un ponte fra i due Paesi. Infatti la Mussolini rincara la dose: «Il mio avvocato mi ha detto che oltre al risarcimento dei danni, si può chiedere anche il sequestro del film».
E la querelle riparte. Domenico Procacci della Fandango, che distribuirà “Francesca” in Italia, non intende tagliare nulla. Nessuna censura. Il film verrà portato nelle sale in versione originale: «Se poi arriverà un’azione legale vedremo. È un bel film ed è giusto che arrivi qui perché abbiamo un atteggiamento sempre più rigido vero gli immigrati. Prima davamo la colpa di qualsiasi nefandezza agli albanesi, ora tocca ai romeni». Battuta che viene ripresa anche in un altro film che non ci risparmia nulla: “Honeymoons” di Goran Paskaljievic presentato alle Giornate degli autori, dove veniamo dipinti ipocriti e meschini. E visto che i guai non vengono mai soli, a dar man forte al sospetto che siamo un po’ intolleranti arriva anche “Il colore delle parole” di Marco Simon Puccioni, documentario sulle migrazioni dall’Africa. L’autore ha le idee chiare: «Parlare di migrazione in Italia è difficile, la cittadinanza deriva ancora dal diritto di sangue, invece che di suolo».
Ora, risulta piuttosto difficile capire come certi temi nobili possano andare d’accordo con un film come “Videocracy” dell’esule Erik Gandini, che ha già avuto come risultato di spostare l’attenzione per tutta la giornata sull’arrivo o meno di Fabrizio Corona. La proiezione serale è stata presa d’assalto, costringendo a un bis nella notte. Che poi la “telecrazia” suggerita da Gandini abbia colori e aspetti grotteschi poco importa. Dalla Svezia, il regista racconta l’avvento delle tv di Berlusconi come un passaggio irripetibile e unico nel suo genere. E la metamorfosi da spettacolo a filosofia di vita, molto più vicina all’impresario Lele Mora e al fotografo che al resto del Paese, francamente è inquietante. Ma ci vedono davvero così all’estero, o possiamo sperare ancora nella letteratura, nel cinema d’autore, nel pallone e nelle canzoni? O anche questo ormai è stereotipo?
tortarolo@ilsecoloxix.it
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Commenti inseriti 6 — pagina 1 di 2
***cancellato: contenuto xenofobo***
Beh forse i romeni non avranno tutti lo stupro nel dna, ma a quanto pare un bel pò di loro sicuramente. Oppure gli stupratori vengono tutti qui. Purtroppo ho visto anche io scene di intolleranza da parte di stranieri propotenti e prevaricatori, sempre pronti a gridare al razzismo anche quando il razzismo proprio non c'entra.
Comunque se stanno così male in Italia che ci vengono a fare? Se ne rimangano nelle loro nazioni prive di delinquenti e di razzisti dove i loro governi gli danno lavoro e case.
grande viallik!io concordo con te!se il paese va a rotoli è x colpa dei buonisti ipocriti...e le scene delle multe le ho visto pure io...o che entrano i controllori e sta gente non la guarda x paura di prendere delle botte,o farsi coraggio e multarsi e finire in ospedale x le percosse...a sto punto,nn x essere cattiva,vorei che tutta sta gente che difendwe loro venga colpita in prima persona...poi ved come la pensano dopo.che dite?
ruccutedd, te la canti e te la suoni come vuoi, gente come te fa male all'Italia ed è per questo che ci mancano di rispetto.
Noi siamo sempre stati un popolo tollerante, ma quando è troppo è troppo, purtroppo il vostro finto buonismo e lo stravolgimento delle regole, dove tutto è permesso tranne colpire i delinquenti, ha fatto si che oggi non si possa elevare neanche una multa senza essere offesi e derisi, scenetta vista personalmente da un extra comunitario ad un viglie, insultato senza che questo potesse intervenire!
Ora dimmi ti sembra giusto tutto questo, che c....o c'entra papi, siete solo capaci a riempirvi la bocca di imbecillità e di critiche mai costruttive.
Il difficile è fare, leggi severe rispetto delle regole cose a voi sconosciute e il degrado si è visto!
Ma solo finchè non vi toccherà personalmente, le vostre cose i vostri interessi allora vi sveglierete dal sonno che vi ha offuscato la mente, ma sarà sempre troppo tardi!
comoda la cosa...ci insulatano e disprezzano pero vengono tutti qua...chissa perche...xke fanno i cavoli che volgiono e nel loro paese nn farebbero...se hanno cosi da criticare ******** *********!!!!********* che non siete altro...poi mi dite come si fa a non diventare razzisti leggendo ste cose???
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