roma. Susan volteggia nel cielo come la Lucy dei Beatles. Non ci sono diamanti, però, nel suo paradiso. Paesaggi di sogno, certamente, altrimenti che paradiso sarebbe, ma c’è anche molta disperazione. Perché Susan Salmon è finita “in the sky”a quattordici anni, violentata, uccisa e fatta a pezzi da un vicino di casa e lei non si rassegna al furto del suo futuro. Continua a vegliare sulla terra, a lanciare come può messaggi a padre, madre, fratellino e sorella, finché riesce a guidarli sulle tracce del serial killer.
In molti conoscono questa storia, tutte le migliaia di lettori del romanzo “Amabili resti” di Alice Sebold, best seller uscito nel 2002 ed edito in Italia da e/o, che ora manda in libreria la tredicesima edizione. Chi non la conosce ancora, l’apprezzerà con il film omonimo che il regista neozelandese Peter Jackson, 48 anni, diventato famoso con la saga “Il signore degli anelli”, ha realizzato lavorandoci sopra per ventiquattro mesi. Negli Stati Uniti uscirà il 10 dicembre, noi invece aspetteremo il 5 febbraio. Intanto, due sere fa, è stato presentato a Londra in una prima reale con il principe Carlo e sua moglie Camilla.
Per Susan Salmon, Peter Jackson ha lasciato da parte i kolossal che produce, scrive, anima di mirabolanti effetti speciali. Ha addirittura abbandonato la sua terra, per andare a girare in Pennsylvania. «Era fondamentale, la Sebold è nata lì e descrive nel libro molti luoghi della sua infanzia, ci sembrava essenziale conservarne il clima» dice, dove il pronome “ci” include Fran Walsh, sua compagna nella vita e nel lavoro, con la quale ha scritto la sceneggiatura. Ma è rimasto in America lo stretto necessario per le riprese. Poi, per gli interni e gli effetti speciali, se n’è tornato ai suoi stabilimenti, diventati il centro del cinema che conta. È là che ha appena rifinito le mirabilie di “Avatar”, il nuovo film di James Cameron. È là che si sta occupando di “Tintin”, il progetto ispirato ai fumetti di Hergé, un’altra trilogia di cui Steven Spielberg dirigerà la prima parte, per poi passare la mano a lui e che, infine, i due ragazzi irresistibili dirigeranno insieme. È là che vedranno la luce i due appuntamenti con lo “Hobbit” di Tolkien, del quale affiderà la regia a Guillermo Del Toro.
Per “l’amabile resto” Susan Salmon, Jackson il campione d’incassi, l’uomo dei tre Oscar e delle diciassette nomination, ha scelto Saorsie Ronan, la giovane attrice irlandese candidata alla statuetta per “Espiazione”: «Avevo bisogno di una ragazza che non si muovesse come appena uscita dal Disney Channel, tipico di quasi tutte le giovani attrici americane. Doveva avere un’aria quasi antica, poiché la storia è ambientata nel 1973. Le ho dato alcune indicazioni e lei ha preso le redini del personaggio».
Il resto del cast non è da meno, dai genitori, Mark Wahlberg e Rachel Weisz, alla nonna Susan Sarandon al vicino di casa, uno Stanley Tucci a dir poco inedito: «Doveva essere l’americano medio e anonimo, mentre lui è un tipo mediterraneo, scuro di pelle e di occhi. L’abbiamo trasformato completamente, il che, fra l’altro, l’ha aiutato a superare il trauma di calarsi nei panni di un cattivo così cattivo, su cui aveva dei dubbi». La ragione per cui Jackson ha deciso di firmare “Amabili resti” è semplicissima: «Affrontare un tema difficile e netto: la morte violenta e prematura di una ragazzina, una delle tante protagoniste della cronaca nera attuale, purtroppo. Il rischio era di farne un film grigio e tetro, invece abbiamo conservato lo stupore di una giovinetta, il suo senso dell’umorismo, la sua vitalità, pensando a qualcosa che fosse adatta anche a nostra figlia adolescente. Soprattutto abbiamo conservato il messaggio d’amore: quando perdi una persona cara, devi imparare ad amarla in modo diverso, perché lei in qualche modo continua vivere».
Jackson il credente? «È una legge fisica a dire che l’energia non si distrugge, cambia solo forma. Sì, credo che ci sia una continuità. Ma io non so nulla della vita dopo la morte e il film è solo un film: un puro intrattenimento che ti porti fuori dalla realtà, per il tempo che dura».
tagliaferri@ilsecoloxix.it
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