Si è conclusa nel primo pomeriggio, dopo quattro ore e mezzo, la prima parte della requisitora del pm Enrico Zucca nel processo che vede imputati 29 poliziotti, tra cui dirigenti e alti vertici, per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz, durante il G8 del 2001 a Genova.
Nonostante il processo rischi lo stop, se venisse approvato dalla Camera l’emendamento al decreto sicurezza, la requisitoria è iniziata senza alcuna eccezione da parte dei difensori. Secondo fonti giudiziarie, inoltre, la contestazione ad alcuni imputati del reato di porto d’armi da guerra (le bottiglie molotov) consente la prosecuzione del processo perché prevede pene maggiori, salvo stralciare la posizione degli stessi. Ad essere accusati del reato di porto di armi da guerra sono solo il vicequestore Pietro Troiani e l’autista Michele Burgio che fisicamente portarono le due molotov dentro la scuola, secondo l’accusa, come «falsa prova» a carico dei 93 no global arrestati.
Intanto domani proseguirà la requisitoria che si terrà complessivamente per quattro udienze, fino al 10 luglio, giorno in cui i pm formuleranno le richieste di condanna.
La requisitoria dei Pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini è cominciata oggi alle 10; al processo, che si tiene nell’aula bunker del tribunale, non era presente alcuno dei 29 poliziotti imputati.
Dopo l’appello del presidente del tribunale, Gabrio Barone, ha subito preso la parola il Pm Zucca, che ha evidenziato la difficoltà riscontrata nelle indagini nei confronti dei poliziotti, a causa della loro «omertà»: «Riteniamo - ha detto Zucca - di aver usato prudenza nelle indagini, ma ora chiediamo alla giustizia rigore. Invochiamo ordine e legge per il rispetto delle persone e dei diritti».
Zucca ha quindi citato il prefetto Ansoino Andreassi, che nella sua deposizione spiegò che all’origine della perquisizione nella scuola Diaz vi fu la ricerca da parte delle forze dell’ordine del riscatto del loro operato e della loro immagine, offuscata dai disordini e dalla morte di Carlo Giuliani; Andreassi rivelò che fu deciso di intraprendere un’azione più efficace nei confronti degli autori di reati che avevano caratterizzato le giornate del vertice e che avevano messo in crisi l’operato delle forze dell’ordine.
Sempre durante la prima parte della requisitoria, Zucca ha contestato - citando le deposizione dei testimoni della difesa - che ci sia stata una sassaiola da parte degli occupanti della Diaz contro alcune pattuglie della polizia; per l’accusa, l’episodio è importante perché la sassaiola è stato il motivo per cui i vertici della polizia hanno deciso l’irruzione nella scuola che sfociò nella cosiddette «macelleria messicana» e nell’arresto di 93 manifestanti.
Il Pm ha quindi citato uno degli imputati - Spartaco Mortola, all’epoca capo della Digos - come il poliziotto che parlò per primo di un lancio di oggetti contro le camionette; Mortola riferì il fatto direttamente a Kovac, allora responsabile della scuola adibita a dormitorio.
AGNOLETTO
«Alla Diaz vi fu un attacco ingiustificato basato su delle menzogne. E dopo le menzogne venne la mattanza cilena. Il pm dopo 7 anni è giunto a conclusioni coincidenti con quanto da sempre affermato dal Genoa Social Forum e dal movimento».«È fondamentale che il processo sulle violenze alla Diaz si concluda e non venga sospeso a causa della salva premier». Così Vittorio Agnoletto eurodeputato, ex portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8, interviene in merito alla requisitoria del pm al processo per le violenze alla scuola Diaz. «Ora il governo e il parlamento - dice Agnoletto - dovrebbero chiederne conto ai vertici delle forze dell’ordine. Come è possibile che chi, secondo il pm, si inventò la sassaiola, e chi coprì con la propria autorità queste falsità, oggi ricopra ruoli di estrema importanza nelle forze dell’ordine?». «Ma il governo Berlusconi allora fu complice di quelle violenze - prosegue - e oggi cerca di bloccare il processo. È fondamentale che il processo sulle violenze alla Diaz si concluda e non venga sospeso a causa della salva premier». Secondo Agnoletto «la sentenza di primo grado dovesse confermare i reati di cui i 29 imputati - nonchè tutori della legge nelle giornate del G8 di Genova - sono accusati, sarebbe un passo importantissimo per la ricerca di verità e giustizia su quelle giornate cilene: sospendere un processo su quella pagina nera della storia d’Italia sarebbe un atto ignobile».
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Commenti inseriti 15 — pagina 1 di 2
Ieri un finanziere coinvolto in furti sistematici al porto. Oggi poliziotti incriminati alla Diaz e 4 altri coinvolti nel pestaggio/omicidio di un 34enne di Trieste...
Siete tutti cosi' sicuri di volere + forze dell'ordine in citta'????
Askaro.
la licenza di uccidere glie l'ha lasciata il magistrato... non c'e' bisogno di fare kalkoli...
Mamma mia kuanta fervida immaginazione rossa ke hai...mi stai diventando kome Lorenzo & Giakomino!!!
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Non ci saranno stati i sassi,ma i bastoni scaricati da quel camion davanti a Brignole li abbiamo visti tutti,in diretta. poi basterà che la Procura sposti in avanti l'inizio delle indagini di qualche anno,e..il gioco è fatto (vedasi la data d'inizio del processo cosiddetto Mills)
Ho inviato un commento ore fa sull'affaire g8: certo è difficile alimentare un dibattito, anche civile, se i tempi di reazione del Secolo sono questi...mamma mia...
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