Bisce, topi, zecche. Nelle aiuole di Genova, quelle che un tempo erano sfalciate e tenute in ordine, a volte piantumate, da decine di associazioni disponibili ad adottarle e quindi a curarle, comincia a crescere la giungla della spazzatura. Da qui il bestiario. Che infastidisce non poco i cittadini.
Il Comune, alcuni municipi, hanno dimenticato gli accordi con queste associazioni, gli impegni presi che prevedevano da parte di Tursi almeno due pulizie generali l’anno delle aiuole compresa la potatura degli alberi, il controllo dell’impianto di irrigazione, così da consentire una manutenzione più agevolata e strumenti per attuarla ai volontari.
Parte dal municipio Centro Est la prima manifestazione di protesta: Giuliano Bellezza, capogruppo dell’opposizione Pd-Ulivo che quando era presidente si era battuto per creare una rete di volontari con i quali assicurarsi il decoro dei piccoli spazi di verde, stamane è nei giardini Piola di via Paleocapa con un gruppo di volontari a fare pulizia in aiuole dove pochi giorni fa hanno catturato, e massacrato, una biscia, poi un’altra, forse una vipera. Le zecche vi pullulano. La gente tiene le finestre chiuse per paura che le fronde degli alberi portino in casa ospiti indesiderati.
«C’è mancanza di politica sul verde urbano sia da parte di Tursi che del municipio -esordisce Bellezza- a costoro vogliamo chiedere dove vanno a finire i soldi per le manutenzioni del verde e dove sono finiti quelli aggiuntivi che la precedente giunta aveva assegnato per questo scopo al Centro Est. Sacrifichiamo qualche spaghettata in piazza, qualche sagra tipo Urbe, qualche strenna natalizia ai centri sociali degli anziani e garantiamo la pulizia del verde». Bellezza e i suoi volontari iniziano con i giardini Piola e poi proseguiranno. Da fare ce n’è soprattutto in Oregina dove il pregio del verde, lasciato andare così, diventa pesante difetto. Quindi interverranno in viale Bottaro-viale Bertani, per esempio, un’area verde dove si era manifestato un vasto interesse di cittadini: «il municipio e l’allora assessore al verde Dallorto vi avevano impegnato più di 30 mila euro per una complessiva sistemazione del giardino, oggi di nuovo malconcio». Quindi il gruppo dei volontari si sposterà in Carignano dove alcune aiuole sono in emergenza. «E l’emergenza a breve deflagrerà anche a Villa Croce - conclude Bellezza - perchè aver tolto il cinema all’aperto ha voluto dire spegnere anche cura, manutenzione, presenza. Certo hanno accontentato qualche decina di famiglie infastidite dal rumore, che comunque colpisce anche altre famiglie genovesi limitrofe ai concerti al Porto antico o alle manifestazioni notturne ai Forti. E allora che si fa? spegniamo la città?»
Intanto dei cinquanta accordi assunti a suo tempo dal municipio di Centro Est coi volontari ben pochi sono vivi e vitali. Ma tutta la città in verde risente di questo accordo che langue. La città che lo scorso anno, a primavera, proprio per questo sistema delle adozioni della aiuole era stata visitata e premiata dall’allora ministro Pecoraro-Scanio come capofila di questo progetto particolare, per questo record del volontariato sul microverde cittadino. Stavamo diventando una lezione per l’Europa.
Chi protesta oggi con falce e rastrello spera nel nuovo assessore al verde Elisabetta Corda, ma intanto la città che d’estate dovrebbe essere al meglio di sè per accogliere e refrigerare con piante e cespugli, ombra e fiori, sta diventando una nemica. Basta osservare lo stato della piastra a copertura del Bisagno, a Staglieno, dove l’erba alta e l’immondizia dilagano, impediscono di avvicinarla. Oppure addentrarsi a Brignole, nei giardini prospicienti la stazione ferroviaria, dove le aiuole qua e là sono discariche, e le antiche statue firmate da De Albertis attorno alla fontana sono bistrattate.
E ancora osservare a debita distanza il groviglio di verde incolto di Valletta Carbonara dove per costruire l’ingresso di un parcheggio si è anche tagliato, senza chiedere alcun premesso, un esemplare di pino, unico in Liguria.
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Commenti inseriti 27 — pagina 1 di 4
Le uniche aiuole in ordine sono quelle "adottate" da imprese o associazioni. Chiedo al Secolo di fare un bel reportage su questo fenomeno.... mi piacerebbe sapere se l'adozione continua a svilupparsi oppure se la presente amministrazione ha deciso di far sentire la sua discontinuità con Pericu anche in questa cosa positivo della precedente gestione del Comune.
Spero anzi che in futuro associazioni o volontari possano adottare addirittura i giardini e parchi cittadini. Perché se stiamo ad aspettare i giardinieri comunali (evidentemente mal coordinati dai tanti - troppi - dirigenti vari ed assessori) stiamo freschi
i giardinetti abbandonati...genova com'era genova com'è...gli occhi dicono siano lo specchio dell'anima,i giardinetti sono,senz'altro,lo specchio della città,nella pulizia,nell'economia,nello sport...in tutto...ma perchè non viene dato in appalto il governo della città ad una ditta specializzata,come l'amministrazione comunale di s.margherita sta facendo con una società fiorentina per il recupero delle multe?!....
Ommu,
le unike teste ke rotolano sono kuelle dei rettili e dei topini
Per questo fallimento amministrativo si avrà il coraggio di far rotolare qualche testa?
...i giardini sembra facciano parte di un 'altra amministrazione ....da quando c'e' ASTER che fa tutto ( ovvero nulla ) ...sembra di stare in sud america qui !!! che bello schifo generale , ma tutti li votano ancora e poi si lamentano ...alla Taffazzi !!!
ma qui serve amche una regola su chi lavora per il Comune ...troppi imboscati e nessuno che lavora !!!! ma lo stipendio lo paghiamo noi....mai visto una città cosi' abbandonata come Genova , sarebbe la piu' bella se volessimo !!!
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