Paride Batini, console della Compagnia unica, cerca lo scontro con l’Autorità portuale e, tramite i sindacati, chiede al presidente del porto Luigi Merlo - minacciando scioperi - dei soldi che lui non può dare perché al centro dello scandalo Multipurpose, secondo i pubblici ministeri frutto di una truffa.
Si arroventa lo scontro sui moli genovesi proprio mentre - e non sembra affatto un caso - i giudici si preparano a chiudere la prima tranche d’inchiesta penale sul porto. La Procura ha messo nel mirino e contesta un versamento di un milione e 728.000 euro concesso dall’allora presidente del porto Giovanni Novi alla Compagnia unica dei lavoratori. Ufficialmente soldi dati per la gestione transitoria del Multipurpose, nelle accuse che arrivano da Palazzo di giustizia una truffa che nei prossimi giorni potrebbero portare all’iscrizione di nuovi nomi eccellenti nel registro degli indagati. Una tranche di questi soldi è già stata assegnata alla Compagnia. I pm ne hanno chiesto e ottenuto il sequestro, poi coperto da una fideiussione di Novi visto che tale somma non è stata trovata.
Ieri le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti si sono visti con Paride Batini e, al termine dell’incontro, hanno spedito due comunicati. Uno per “rompere” il dialogo sul patto per il lavoro, cioé il tavolo che ha il compito di mettere mano all’organizzazione del lavoro in banchina. L’altro, una lettera aperta, per chiedere la seconda tranche dei 1.728.000 euro promessi da Novi e che, qualora fossero consegnati, sarebbero con tutta evidenza immediatamente sequestrati. L’importo, secondo quanto deciso a suo tempo, doveva essere consegnato entro il 30 giugno. Una richiesta simile era stata inoltrata dalla stessa Compagnia dei lavoratori nei giorni precedenti e l’Autorità portuale aveva spiegato di non poter dare quei soldi proprio per le note vicende giudiziarie. Anche i revisori dei conti avevano espresso perplessità.
I sindacati parlano di soldi, ma è tutto da dimostrare, che sono «solo salario dei lavoratori per prestazioni lavorative concretamente effettuate», e sostengono che «la mancata corresponsione di quanto dovuto costituirebbe danno gravissimo per i lavoratori stessi». Poi la minaccia di scioperi: «Le organizzazioni sindacali, nell’esercizio dei loro compiti di difesa dei diritti e del salario dei lavoratori, sottolineano che se l’Authoritydovesse perseverare con tale attegggiamento (il rifiuto di pagare, ndr). assumeranno tutte le iniziative di lotta necessarie per l’ottenimento di quanto dovuto e riconosciuto nelle sedi preposte».
Un messaggio accolto in Autorità portuale in bilico tra rabbia e stupore. Anche perché viene da un soggetto, il sindacato, presente in quel Comitato portuale che ha il compito di vigilare sul rispetto delle leggi. E perché punta a dipingere il presidente come “affamatore” dei portuali, alzando la temperatura dello scontro. «Le organizzazioni sindacali - è la risposta di Merlo - omettono di ricordare quanto di dominio pubblico, vale a dire che la transazione sopra richiamata sia oggetto di indagine giudiziaria in corso e che, per la parte di pagamento già effettuato, di sequestro penale disposto dall’autorità giudiziaria. Si comprendono certamente le ragioni dei lavoratori, che potranno essere fatte valere in tutte le sedi competenti: allo stato, tuttavia, l’Autorità portuale di Genova non può certamente ignorare quanto disposto dalla magistratura».
Dura risposta anche sul fronte del confronto sull’organizzazione del lavoro: “Sono sorpreso e meravigliato. – ha detto Merlo -. A conclusione dell’incontro di lunedì scorso avevo percepito delle organizzazioni sindacali un giudizio positivo sulla discussione avviata e su come il patto del lavoro, di cui è stata ribadita da tutti anche in quella sede la centralità, avrebbe potuto tradursi nel rispetto delle norme vigenti. Quindi non comprendo che cosa e chi a due giorni di distanza abbia potuto far modificare questo dialogo positivo».
L’unica cosa che è cambiata dopo il tavolo di lunedì coi sindacati è l’incontro, ieri mattina, tra Cgil, Cisl, Uil e il console della Culmv Paride Batini. Che evidentemente esercita ancora un certo ascendente nei confronti dei sindacati di cui, pure, dovrebbe essere una controparte. Il console, proprio mentre si allunga l’ombra della magistratura, ha deciso di andare allo scontro. E i sindacati lo seguono.
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Commenti inseriti 17 — pagina 1 di 3
Più leggo e più sono schifato. Allora è vero che quella dei camalli è (o almeno è diventata) una lobby che monopolizza il porto e sfrutta gli interinali come tappabuchi. Una società privata che sfrutta i "soci": l'inganno delle cosiddette "cooperative". Batini sembra proprio un padrone come gli altri, che si nasconde dietro la sua fama di comunista.
Sbaglio o è anche vicino a quei *** di Lotta Comunista, rivoluzionari a chiacchere, settari estremi ma che poi fanno le peggiori porcherie e svendite con la Cgil eccetera? Il loro Francesco Grondona segretario della Fiom genovese è anche nel direttivo nazionale.
Sono schifato da Batini e da tutta la storia. Lo scrivo da comunista, rassegnato ma non pentito, quaranatanovenne.
Con i lavoratori di tutte le compagnie e di tutto il mondo,contro le lobby, i falsi comunisti e gli ipocriti corrotti. ***!
Berlinguer si vergognerebbe di voi.
Ne'sindaco ne'autorita'...solo culmv in citta'! Hasta siempre comandante Batini
Compagno Paride blocchiamo la citta'....ssssiiiii
Tutti sotto la sede del secolo...!!! solo culmv! Vaccari sei patetico
Tanta rabbia verso persone che lavorano e talvolta sul lavoro lasciano la pelle. Come mai quando notai e farmacisti fanno ostruzionismo per mantenere privilegi e rendite di posizione nessuno si indigna? E i problemi del porto provengono tutti dai portuali? Terminalisti e altri non c'entrano niente? Sono verginelle immacolate?
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