Di lui si conosce il volto, il nome, l’età e la nazionalità. La sua foto, per ora top secret per i media, è in queste ore trasmessa a tutti i commissariati e le questure del nord Italia. E oltre. Sta viaggiando attraverso i canali telematici della polizia per un’imponente, frenetica caccia all’uomo.
Anzi al ragazzo. Perché il pirata della strada che martedì scorso ha rubato un’auto e poi travolto e ucciso un diciassettenne a Genova, ha appena 22 anni. È di origine albanese, ha qualche precedente di polizia, tant’è vero che le sue impronte digitali hanno portato gli investigatori della Scientifica alla sua identificazione completa. Era domiciliato a Rivarolo, zona del ponente cittadino vicina al quartiere Begato, dove è avvenuto lo schianto mortale. Non aveva un regolare permesso di soggiorno, ed era stato denunciato un anno fa proprio per un altro furto d’auto.
Il lavoro dei poliziotti della sezione scientifica della questura di Genova, diretta da Daniela Campasso, ha permesso una svolta decisiva nell’indagine sull’omicidio, contestato come colposo e aggravato dal precedente furto d’auto e dalla successiva omissione di soccorso. In sole 48 ore dal tragico incidente di via Maritano, il magistrato titolare dell’inchiesta, Cristina Camaiori, ha avuto a disposizione gli elementi per spiccare, nei confronti dello straniero, un mandato di cattura internazionale. Provvedimento che il pm, ieri in serata, stava valutando.
Perché, stando ad indiscrezioni, il ladro d’auto - killer sarebbe fuggito verso il nord Italia la notte stessa dello schianto. Con un treno, si pensa, verso il confine con l’Austria. E si può ipotizzare che il ricercato stia cercando in questi giorni di “riparare” presso parenti in patria, in Albania.
Il tragico schianto va in scena martedì alle 21, in un quartiere popolare alle spalle di Genova. Begato, una collina “devastata” da una gigantesca speculazione edilizia negli anni ‘60. Tanto che gli enormi palazzi che congiungono la spalla di una collina con quella vicina, vengono chiamati “dighe”. Proprio Begato, sempre in precario equilibrio tra rilancio e degrado, il 22 giugno scorso era stato scosso da un tragico fatto di sangue: una sparatoria, per futili motivi, con un morto ammazzato e un ferito da un proiettile vagante.
In via Maritano, martedì sera, si incrociano due destini: quello di Andrea Grassi, 17 anni, viaggia su uno scooter verso la città, dove il minorenne voleva trascorrere qualche ora in compagnia di amici. Quello di un ventiduenne albanese viaggia invece su un’Audi A3 rubata nelle vicinanze. Il ladro sta fuggendo dalla polizia che lo insegue. Imbocca via Maritano, che porta a Begato, a tutta velocità. Si trova davanti un bus di linea. Il mezzo pesante costringe il ladro ad invadere la corsia opposta di marcia per proseguire la fuga. Per Andrea Grassi è la fine: travolto e ucciso, lasciato lì sanguinante. Mentre lo straniero scappa a piedi.
Le testimonianze dal quartiere, scosso dall’ennesima tragica morte, sono in bilico tra pietà, compassione e rabbia cieca. «Lo perdono, per quello che ha fatto - dice Daniele Grassi, padre della vittima - ma deve costituirsi. Non per me: lo deve fare per se stesso». Diverse sono invece le reazioni dei giovani del rione Begato: una compagnia di amici del giovane ucciso sussurra un suggerimento alla polizia: «È meglio che lo prendano loro per primi, perché se lo becchiamo noi lo uccidiamo».
Sono state alcune impronte digitali rilevate sul cristallo del finestrino dell’auto rubata a permettere la svolta nell’inchiesta, con la più classica - ed efficace - indagine di polizia scientifica: raccolta di reperti, confronto con il database, identificazione dell’uomo già in precedenza schedato dalla questura. La caccia al killer è ora portata avanti dagli uomini della squadra mobile genovese (retta da Gaetano Bonaccorso) e dalla sua squadra omicidi, coordinata da Alessandra Bucci. Oggi in serata i parenti e gli amici della vittima porgeranno l’ultimo saluto ad Andrea presso la camera ardente dell’ospedale San Martino. I familiari non hanno ancora fissato la data dei funerali.
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Commenti inseriti 60 — pagina 1 di 7
leggetevi la definizione di buonista! ("persona che non giudica dalle apparenze"??!!!non mi pare..)
Ho già detto qc parola sul povero ragazzo e famiglia (esistono altri altri link), qui mi ha colpita dal "dagli allo straniero" di antiche e infauste memorie...
Caro Giank, te lo devo spiegare io? Il nostro sistema di leggi e giustizia fa ridere, per questo i delinquenti emigrati preferiscono l'Italia!! Criminali non devono entrare, e se vengono commessi qui dei reati, qui bisogna punirli, non riaccompagnarli al confine, liberi di rientrare dopo 2h!!!
Siamo sommersi da ladri e compagnia bella visto che la loro "punizione"è l'espulsione!!Già i delinquenti italiani vengono coccolati con permessi, sconti di pena etc..
Il lupo cattivo non mostra sempre i dentoni affilati e se non usi i neuroni potresti non riconoscerlo..
"ragionamenti" come i vostri sono pericolosissimi per le (?poche?) persone oneste che vengono nel nostro paese e soprattutto per voi stessi.Buona fortuna
X il killer.. che tu sia maledetto ora e per sempre! ***! se non saranno le forze dell'ordine sarà un'altra giustizia a renderti con gli interessi tutto il dolore che ci hai recato. Andrea non ti dimenticheremo mai!!
Per Madiba: ma lo sai cosa dici vatti a leggere i commenti per i pirati della strada ITALIANI di Roma, Spezia, ecc. E poi vengono a dire che l'aggravante di clandestino non serve, certo se si vuol continuare a vivere in uno stato di potere della casta dei giudici , piu' forte di quella politica "vedi Di Pietro"
Terribile. Davvero non potevo credere alla notizia...un ragazzino di 17 anni, l'età del mio fratello più giovane. L'età delle nuove avventure, l'età delle scelte della vita, l'età che non vorresti mai veder passare. Terribile. Quello che non posso più accettare è di dover leggere poi tra le righe dei giornali, che il 22enne albanese è un irregolare, sprovvisto di permesso di soggiorno, e che nonostante fosse già stato arrestato per furto d'auto, si trovava ancora qui, a casa nostra, A DELINQUERE. Questo non è giusto, e non possiamo più permettere che queste persone siano libere di tornare a girare per le nostre città dopo essere state colte una volta in flagranza di reato. Andrea era un ragazzino italiano che si affacciava alla vita, quella vera, quella "da grande", ma lo Stato questa vita non è stato in grado di garantirgliela. Un abbraccio forte a tutte le famiglie che, come quella dei Grassi, hanno subito una perdita inaccettabile come quella di Andrea.
Un trentenne di Sestr
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