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| [Il bus “192” rimasto pericolosamente in bilico dopo lo schianto e l’auto protagonista (le foto sono di Razzore)] |
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L’impatto è stato violento, e il mezzo pubblico è finito con la ruota anteriore destra fuori dalla carreggiata, oltre la ringhiera metallica divelta, nel vuoto. Qualche metro sotto, dopo una piccola scarpata, c’è un caseggiato e diversi giardini e terrazzi condominiali. L’urto ha causato quattro feriti lievi, e gettato nel panico tutti i passeggeri.
Ancora un ladro d’auto in fuga dopo uno schianto, ancora un incidente con dinamica chiara, ma senza individuazione del “pirata”, che fugge a piedi per scansare vigliaccamente le sue responsabilità. Ancora una popolare periferia genovese turbata da un fatto che scuote l’opinione pubblica, in quartieri del capoluogo in eterno bilico fra rilancio e degrado. L’incidente di ieri va infatti in scena dopo la morte di Andrea Grassi, il diciassettenne deceduto nello scontro, dieci giorni fa a Begato, tra il suo scooter e un’Audi A3. Anche in questo caso, infatti, il conducente dell’auto, dopo l’impatto, era scappato a piedi senza prestare soccorso al ragazzo. La polizia lo sta tuttora cercando: dall’esame delle impronte digitali trovate a bordo dell’auto si è giunti a identificare un albanese di 22 anni, Ylbert Ndoi che, a tutta velocità per via Maritano, stava fuggendo dalla polizia a bordo di un auto, le cui chiavi erano state recuperate durante un precedente furto in appartamento. Il racconto di quanto è accaduto ieri sera al Cep è di un testimone oculare: Antonella De Giorgio, nella “doppia veste” di abitante della zona del Cep e di milite della Croce rossa di Voltri: la pubblica assistenza che ha effettuato, con due ambulanze, i primi, concitati soccorsi agli occupanti del bus “192”.
«Stavo passeggiando vicino casa, ed ho sentito un boato - racconta De Giorgio - ho pensato che fossero rumori che provenivano da un vicino cantiere edile. Ma dopo la “botta” ho udito anche grida di aiuto, ed ho capito. Visto che sono milite di primi soccorso, mi sono precipitata nel punto da cui sentivo provenire urla e lamenti».
La scena, per chi l’ha vista un istante dopo lo schianto, deve essere stata agghiacciante. Il bus era pericolosamente in bilico su una scarpata scoscesa, di circa dodici metri, che termina con la facciata di un palazzo.
«La gente gridava, dall’interno dell’abitacolo del “192” e il conducente, visibilmente nel panico e con contusioni lievi, ha aperto immediatamente le porte, permettendo ai passeggeri di mettersi in salvo - racconta la testimone - i feriti erano quattro, compreso l’autista. Oltre a lui ho visto un bambino, di circa 3 anni, con la fronte e in ginocchio sanguinanti: piangeva, e sono corsa verso di lui per soccorrerlo». Il “bollettino” dei feriti si completa con Giorgio P. 28 anni, che ha rimediato un trauma cranico. E con Hakkaru E., una quarantenne di origine nordafricana, anche lei ferita alla testa. Sono stati accompagnati tutti all’ospedale di Voltri per accertamenti, eccetto il bimbo che, vista l’età è stato accompagnato in “codice giallo” all’Istituto pediatrico Gaslini. In serata si è saputo che era in buone condizioni. Determinante, per le indagini sull’incidente - affidate per ora alla sezione di polizia giudiziaria della Municipale - è la sommaria descrizione del pirata della strada da parte del conducente del bus. «L’ho visto, non ha più di trent’anni, indossava un berrettino da baseball con visiera - spiegava ieri sera, ancora sotto choc Luigi P., 53 anni, mentre veniva accompagnato al pronto soccorso - in tanti anni di servizio non ho mai visto una cosa del genere... Ho sbandato per evitare l’impatto, ma è stata inutile. Andava fortissimo. E dopo lo schianto, l’ho visto correre verso monte, e dileguarsi dietro un’altra curva. Se non colpiva il mio bus finiva dritto nel vuoto. E poi contro il palazzo...». Le indagini subito dopo lo schianto, ieri sera, hanno permesso di scoprire che l’auto è di proprietà di una donna residente al Albaro. Contattata dai vigili urbani, la proprietaria del mezzo ha dichiarato di aver lasciato, giorni addietro, l’auto in custodia in un parcheggio, e di aver consegnato agli addetti le chiavi. Che in effetti sono state rinvenute nel cruscotto. Com’è procedura, il conducente Amt è stato sottoposto in ospedale ai test su alcol e droghe. L’esito degli esami è stato completamente negativo.
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Commenti inseriti 99 — pagina 1 di 11
Video effettuati con il telefonino del recupero dei pompieri del mezzo AMT coinvolto nell'incidente.
http://it.youtube.com/view_play_list?p=155056AC587FB965
Video del recupro del mezzo AMT
Kuella ke si firma "nessuna" deve essere la filosofa di begato... non ha nemmeno letto i post precedenti e si fa maestra a spron battuto... ahahahahha ripete le kose di altri (ke almeno erano dotti in materia)...FUMA DI MENO!! E se proprio devi fumare usa roba buona!
I miei genitori erano sul BUS, e si sono spaventati parecchio, anche se non ho chiara la dinamica e' andata davvero bene: c'e' da dire che le strade verso il CEP sono molto strette, perche' non mettere bus piu' piccoli e magari qualche corsa in piu'?
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