Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 03/07/2009 h.20:08

G8, la delusione dei pm

15 luglio 2008

Aria da “day after” oggi in procura dopo la sentenza del tribunale sui fatti accaduti nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 del 2001, che ha in pratica smantellato l’impostazione accusatoria, non condannando i vertici apicali per il reato di abuso d’ufficio a fini dolosi, contestato dai pm come sostitutivo del reato di tortura. «Anche questa volta - è il desolato commento che si raccoglie in procura - si sono voluti salvare i vertici».

La sentenza ha stabilito 23 anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30. Tutti i reati comunque saranno prescritti nel gennaio del 2009. I Pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne per 44 imputati di oltre 76 anni di carcere e una sola assoluzione. Il reato di abuso d’ufficio è stato riconosciuto solo per l’ispettore Antonio Biagio Gugliotta, responsabile nella caserma della polizia penitenziaria, condannato a 5 anni.

Tutti gli altri vertici sono stati assolti da questo reato: Alessandro Perugini, il funzionario di polizia con il grado più alto presente nella struttura, il commissario capo Anna Poggi, l’allora colonnello della polizia penitenziaria Oronzo Doria, ora generale, i capitani Cimino e Pelliccia del disciolto corpo degli agenti di custodia (gli ultimi tre imputati sono stati completamente assolti). Il tribunale ha invece riconosciuto il reato di abuso di autorità contro detenuti come aveva chiesto l’accusa.

I pm, pur non nascondendo la loro delusione, riescono tuttavia a commentare:«È motivo di soddisfazione aver portato a termine questo grosso processo. Ci ha certamente rammaricato l’esclusione da parte del Tribunale del reato di abuso d’ufficio che avevamo contestato ai responsabili della struttura. Aspettiamo comunque di leggere le motivazioni della sentenza per un eventuale appello».

«Ero sicuro - ha commentato il sottosegretario Roberto Castelli, all’ epoca del G8 ministro della Giustizia, che si sarebbe accertata la verità dei fatti. La verità non piace a tanti perché il teorema è stato smontato». Di parere opposto è Franco Giordano del Prc:«Con la sentenza di ieri sul G8 di Genova si è decisa l’impunità per i protagonisti di una delle stagioni più buie per la storia della Repubblica Italiana, uno degli episodi più drammatici ed inquietanti, in cui è stata sospesa le democrazia».

Soddisfazione per la sentenza è stata espressa invece dal medico Giacomo Toccafondi, dirigente sanitario della caserma nei giorni del G8, perché il suo ruolo di `seviziatore´ nella caserma è stato molto ridimensionato dai giudici. «La sentenza - ha commentato - ha cancellato l’impostazione dell’accusa che fossi una sorta di “Menghele” nella caserma di Bolzaneto». Toccafondi, difeso dagli avvocati Alessandro Vaccaro e Nicola Scodnik, è stato condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione solo per i reati di omissione di referto e per due ingiurie.

«Sono contenta, è finito un incubo durato sette anni», ha detto Sonia Sciandra, uno dei quattro medici imputati che è stata assolta.«L’ accusa di aver parteciapto alle torture di Bolzaneto - ha aggiunto - mi ha rubato sette anni di vita e di serenità».

Alessandro Perugini, ufficiale di polizia con il grado più alto nella caserma di Bolzaneto, preferisce non fare commenti alla sentenza, prima di aver letto la motivazione del tribunale. «Vorremmo prima capire - spiega il difensore Vittorio Pendini - perché è rimasto in piedi l’abuso di autorità contro detenuti (art.608) mentre è caduto l’abuso d’ ufficio (art.323) che viaggiavano in parallelo».

È incredulo e amareggiato Massimo Pigozzi, assistente capo di polizia addetto alle traduzioni degli arrestati, transitato, secondo il difensore Nicola Scodnik, nella caserma di Bolzaneto durante il G8 solo per pochi minuti, per la condanna che il tribunale gli ha inflitto ieri: 3 anni e 2 mesi di reclusione. L’ episodio che gli viene contestato è uno dei più crudeli, verificatosi dentro la caserma: lo «strappo» alla mano subita dal manifestante Giuseppe Azzolina.

Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, ha sottolineato:«Grazie al processo molte verità sono state dette. Si può ripartire in questa città da una situazione di risarcimento civile nei confronti di chi ha subito violenze in quei giorni. Non parlo solo della città, né di quelli che hanno subito violenza dai black block. Parlo di quei ragazzi che hanno subito violenze nella caserma di Bolzaneto o nella scuola Diaz


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Commenti inseriti 3 — pagina 1 di 1

16/07/2008 11:36 adolfo, saint moritz.

è sempre più grande la vergogna di essere italiano, siamo sempre più lontani dall'essere un paese civile.
In tutto il mondo ormai siamo famosi per la nostra ottusa ipocrisia e crassa ignoranza
spero che almeno il g8 finisca nei libri di storia come una pagina buia che tutto ilmondo deve conoscere

16/07/2008 10:42 giopi ge, ge.

signora(poco) sindaca: paghi intanto lei ed i suoi bravi kopmpagni i danni fatti ai genovesi da sti 'bravi ragazzi' epoi in primis rispetto le decisioni dei magistrati, komuniasti spessissimo(lo vediamo tutti ) come lei!!!la prossima volta vedremo indirizzarli sulle alture di rivarolo, a casa sua, a 'protestare civilmente' come hanno fatto a genova Si vergogni **************** ???!!!!!!!

15/07/2008 23:47 dany-quarto, genova.

Con quest'ultima frase il sindaco dimostra una volta di più di stare contro le forze dell'ordine e dalla parte dei "presunti " malmenati a Bolzaneto. Deve solo riconoscere quello che c'è scritto nella sentenza e prenderne atto, anche se a lei non piace.


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