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«I padri di famiglia licenziati? Ditemi voi se un padre di famiglia è uno che non va a lavorare e si fa timbrare il cartellino da un collega. Sul caso dei provvedimenti decisi da Trenitalia nei confronti di otto manutentori ho ricevuto una marea di pressioni, da “amici” e “amici degli amici”. Queste persone sono state licenziate perché non si trovavano al lavoro, ecco perché». Urla, dal palco del Meeting di Comunione e liberazione a Rimini, il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli (nella foto). Urla e difende Trenitalia sul caso dei licenziamenti inviati agli otto meccanici dell’officina di Terralba, colpevoli a dire dell’azienda di aver fatto timbrare a uno solo degli otto il cartellino di tutti quanti. Oggi c’è di più, perché pubblicamente, ottenendo l’applauso di centinaia di partecipanti al convegno di Rimini dove ieri si parlava di infrastrutture e trasporti, il ministro porta la sua versione dei fatti.
Matteoli parla di assenza degli otto dal posto di lavoro. I sindacati hanno invece sempre asserito che nessuno ha lasciato il luogo di lavoro prima del tempo, e che l’unica leggerezza condannabile (ma non col licenziamento) fosse quella di non aver timbrato autonomamente il proprio cartellino di uscita. Una versione mai smentita né precisata da Trenitalia, che con un comunicato ufficiale si è limitata a dire di aver preso una decisione «per il rapporto di fiducia venuto a mancare con i propri dipendenti». Ma ieri mattina, a latere del convegno sulle infrastrutture di Rimini, l’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti ha preferito non rispondere alla domanda se confermasse o meno la versione illustrata pubblicamente dal ministro Matteoli.
Da Genova i sindacati continuano a confermare la stessa versione della vicenda. «Avrebbero dovuto allora licenziare anche il capocantiere, perché in un verbale afferma che gli otto hanno consegnato un locomotore riparato alle 18 e 02, dopo che erano finite le due ore di straordinario – dicono dalla Filt Cgil ligure – quelle persone erano al lavoro, e la timbratura di uscita, ore 18 e 33, è conseguente alle due ore di straordinario».
La prima presa di posizione ufficiale di un ministro del governo Berlusconi (Sacconi e Brunetta si erano trincerati dietro a un no-comment per rispetto della dialettica interaziendale) non è l’unica novità. C’è infatti la data della prima udienza relativa al primo degli otto lavoratori licenziati: il 5 settembre il Tribunale del Lavoro di Genova si pronuncerà sul ricorso presentato dagli avvocati Angelino Califano e Massimiliano Aloi, che hanno puntato tutto sulla sproporzione della pena comminata. Intanto sulla vicenda torna a pronunciarsi anche la Fit Cisl ligure, attraverso una lettera aperta che il segretario regionale Cinzia Ferrara e il segretario generale Mario Pino hanno inviato all’ad delle Ferrovie Moretti. «Questi nostri otto compagni di lavoro, per soltanto una mezz’ora di differenza, tra la timbratura del cartellino e la fine della lavorazione effettiva, sono stati licenziati senza preavviso – scrivono nella lettera - sono lavoratori senza precedenti disciplinari, con famiglia, alcuni con decenni di servizio, che quel giorno stavano lavorando, già oltre il normale orario, e che né intendevano né di fatto hanno frodato nulla all’azienda. Ci rivolgiamo a lei perché ritiri il provvedimento di licenziamento».
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Commenti inseriti 24 — pagina 1 di 3
Quello che non capisco e' perche' le persone si debbano giocare il posto di lavoro per farsi pagare mezz'ora in piu' di straordinario che non hanno fatto... Purtroppo capita spesso di "dover regalare" all'azienda anche 20 minuti di lavoro in piu' pero' ritengo che se si deve uscire per forza ad un certo orario e non si riesce a completare la mezz'ora di straordinario si timbra e si perdono i 20 minuti... Magari da fastidio pero' e' anche questione di "onesta' lavorativa".
x Leonardo
Difendere cosa?
Io non difendo proprio nuilla ed in ogni post ho scritto sempre a chiare lettere che i LAVORATORI delle FS hanno sbagliato e devono essere puniti per il loro errore, come d'altronde hanno sempre affermato i sindacati di categoria.
Il cartellino si timbra personalmente e non puo' essere delegato chichessia a fare tale operazione.
E' la punizione inflitta da FS che mi pare assurdamente dura per l'infrazione commessa dai rei.
Una cosa e' privare gli otto dello stipendio per sei giorni, un'altra cosa e' sbatterli in mezzo ad una strada.
Questi fascistoidi hanno voluto dare un segnale "forte" a tutti i lavoratori, così come a Genova nel 2001 hanno fatto massacrare i manifestanti (quelli che non erano vestiti di nero). Ovvero state attenti, non partecipate alle manifestazioni xchè altrimenti finite "male". Ai lavoratori, anche in vista dell'autunno caldo, vogliono dire: state attenti, non denunciate le mancanze delle aziende, xchè noi imprenditori vi possiamo licenziare quando e come vogliamo xchè il governo è dalla ns. parte. Quindi attenti lavoratori, studenti, pensionati, questo autunno non andate alle manifestazioni, potreste finir male, mettetevi la coda tra le gambe, chinate la testa, fate tutto quello che vogliono i padroni. E tacete! (e non censuratemi)
...O forse vuol proprio dire che chi lavora onestamente si e' discretamente rotto le scatole di vedere che c'e' chi ci marcia.
Ribadisco il mio primo intervento, difendere questi comportamenti equivale a difendere i parlamentari che non vanno in parlamento, chi non paga le tasse, etc... etc...
Chi sbaglia paga,
Proprio il sig. mattioli viene a pontificare di assenteisti, " mi facci il piacere mi faci" come direbbe TOTO'
Questi lavoratori da cosa riportato nei vari articoli di quotidiani diversi, non pare fossero dei fannulloni, ma
degli onesti operai, che svolgevano il loro lavoro nel
migliore dei modi; questa storia assomiglia da vicino ad un troppo zelante conservatore di museo, che voleva licenziare un custode reo di aver fatto il suo lavoro, fermando una donna con il viso coperto.
Siamo sicuri che il capo reparto non abbia voluto colpire questi ragazzi per favorire altri?
Certo hanno commesso una violazione andando sotto la doccia mentre il collega timbrava per loro, (se le ferrovie funzionassero ci sarebbero piu' treni ed i dipendenti non avrebbero bisogno di ricorrere a questi sotterfugi per non dover restare una o piu' ore fermi in stazione ad attendere il treno che li riporti a casa visto che l'indomani devono essere puntuali ad inizio turno)
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