Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.14:23

La bella vita del maniaco
L’opinione dei magistrati

28 agosto 2008
  | Matteo Indice

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- la vera storia del maniaco dell’ascensore (dal Secolo XIX del 10 febbraio 2008)
- l’opinione di Sansa e Sossi

Joe Codino adesso studia matematica e si sente «un figo», una specie di leader nel carcere dove ha accesso alla palestra, alla tv, può prendere il sole mentre i suoi più stretti compagni di cella - nell’evocativa «sezione protetta» - sono stati ex poliziotti o carabinieri, oltre a un assassino di cui è diventato amico. «Com’è possibile che io, che uno come me, sia ancora qui dentro?». Sulla base di questo ragionamento, nelle scorse settimane, ha dato il benservito all’avvocato che aveva avuto la pazienza di ascoltarlo e di difenderlo.

E al culmine del «narcisismo istrionico» certificato dagli psichiatri visita dopo visita, è riuscito semplicemente a imporsi nella sua nuova vita, che sembra quasi migliore della vecchia.

Il maniaco dell’ascensore Edgar Bianchi - condannato a 14 anni e 8 mesi per aver violentato 25 ragazzine a Genova fra il marzo 2004 e il settembre 2006 - due anni dopo è questo e molto di più: un personaggio «ascoltato» dai compagni d’una delle prigioni-modello del Paese, Chiavari che fa scuola per il rispetto dei diritti e le possibilità di reinserimento o recupero offerte ai suoi ospiti. Anche se quel soprannome, passato di moda in quanto s’è rasato i capelli, gliel’ha affibbiato un ex galeotto trasferito di recente, uno che con i nuovi compagni s’è un po’ lamentato dello «strapotere» del “mostro” e della sua sfrontatezza dietro le sbarre. Per capirci qualcosa bisogna riannodare i fili sottili d’una ricostruzione necessariamente confidenziale, e però corroborata dal nostro giornale con un paio di testimonianze (perlomeno) pesanti.

All’inizio dell’estate passa da Chiavari a Sanremo Silvano Bartolini, il sessantenne che nel dicembre di quattro anni fa, a Casarza Ligure, uccise la cartomante Paola Ottini, la maga “Miriam” nota per le sue comparsate televisive. In cella ha rigato dritto, non ha mai avuto richiami ufficiali e intravede la possibilità d’essere ammesso a qualche beneficio. Nella città dei fiori, tuttavia, parrebbe dolersi del colpo di scena poiché le condizioni sono decisamente più aspre.

Il Secolo XIX ha parlato con uno dei detenuti che hanno incontrato Bartolini. Si tratta d’un personaggio dalla solida credibilità, di cui viene omesso il nome perché ancora protagonista di delicate inchieste, delle quali ha consentito sviluppi clamorosi e impensabili. «Il killer - sono le sue ammissioni - ha sempre ribadito senza mezzi termini che a Chiavari si stava molto bene; in un paio d’occasioni aveva avuto pure la possibilità di consumare pesce per cena, cucinato da un ex ispettore dentro per droga. E addebitava il suo spostamento ai dissapori con “Joe Codino”, come lo chiamava, e “Il grassone”».

Il primo è, appunto, Edgar Bianchi, protagonista della catena di aggressioni a sfondo sessuale che per quasi tre anni fecero impazzire polizia e carabinieri nel capoluogo ligure, terrorizzando tutti i genitori delle studentesse (molte vittime erano state pedinate dall’uscita della scuola fino agli ascensori nei quali si materializzava, puntuale, la violenza, ndr); il secondo è Sergio Truglio, il muratore genovese padre di due figli che deve scontare trent’anni per aver assassinato e bruciato, il 27 ottobre 1999, la prostituta serba Gordana Matic nelle campagne di Lumarzo, e oggi è rinato facendo il muratore nelle case circondariali di mezz’Italia. Condividono gli spazi del settore speciale, ricavato sopra l’ala destinata ai “comuni”, e destinata a ex collaboratori, appartenenti alle forze dell’ordine o criminali sessuali.

Ventidue persone al massimo (la capienza complessiva del penitenziario, aggiornata allo scorso maggio, è di 74 uomini) suddivise a loro volta in tre stanze, ora d’aria su una superficie dedicata e opzioni inimmaginabili altrove: per l’esercizio fisico, per lo svago e per lo studio, quest’ultimo giustamente fiore all’occhiello della direzione.

Bianchi si sta diplomando, per esempio. «È senza dubbio uno degli studenti più brillanti - aveva ammesso poco tempo fa uno dei docenti, avvicinato al cancello della prigione e desideroso dell’anonimato - bravissimo con i numeri e capace di farsi rispettare e di avere uno sguardo “complessivo” sulla situazione dell’istituto». L’ex barman sorride spesso nonostante la “pappina” - come si dice in gergo - ovvero una condanna assai pesante.

Senza dimenticare i suoi compagni, con i quali contribuisce a creare il clima di estrema vivibilità che si respira nel Tigullio. Dal 2006 incrocia nella sezione protetta personaggi-simbolo della cronaca nera o giudiziaria in Liguria: Giuseppe Del Vecchio, un vecchio maresciallo finito nello scandalo del colonnello Riccio e accusato d’aver nascosto cocaina. E poi Gianni Sivolella e Giuseppe Bellingardo detto “zio Pino”, di cui si decantano le virtù gastronomiche, un tempo istituzioni alla squadra mobile di Genova. Li hanno condannati a dodici e cinque anni (sebbene in attesa dell’appello siano tornati ai domiciliari) per traffico di stupefacenti, in una delle vicende più imbarazzanti per la questura registrate dopo il G8.

La direttrice Maria Milano, contattata ieri, la mette giù più semplice: «Bartolini è finito a Sanremo per problemi di sovraffollamento. E respingo fermamente l’ipotesi che Edgar Bianchi, in effetti ospitato nel reparto protetto, possa aver rivestito qualsiasi ruolo nell’operazione o possa aver influenzato, fornendo presunte informazioni, una decisione che non spetta certo ai detenuti».

Gianstefano Torrigino, il legale che ha interrotto di recente il rapporto professionale con il maniaco, oggi sospira: «Devo ammettere che abbiamo avuto delle incomprensioni, che il confronto era mutato come se lui non si rendesse conto di quel che aveva fatto». Come se pensasse, in fondo, di non dover essere punito davvero.


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Commenti inseriti 68 — pagina 1 di 8

21/10/2008 16:16 bettibianca, ge.

le carceri devono mantenere la loro connotazione di luogo in cui scontare la pena, non di beauty farm, sala cinema, luogo in cui ricostruirsi il fisico. Ottimo lo studio (anzi direi l'OBBLIGO allo studio) e i programmi tv educativi e i tg x informazione oltre a una o più ore d'aria. Nient'altro. Ad ogni luogo la sua funzione. Non si fanno rave party in chiesa no? se il carcere diviene un circolo ricreativo che potere deterrente ha? e? tutto uno schifo e c'è chi si vanta di offrire servizi a 5 stelle!!!! non ci sono parole.....

21/10/2008 14:54 bettibianca, genova.

cancellato- tutto maiuscolo

21/10/2008 12:45 G77, genova.

...ma quante pecore... se l' ignoranza e la stupidità fossero delle piante quì ci sarebbe una foresta!
Quando mai la classe politica e di conseguenza chiunque ci governa non ha fatto leggi x i propri comodi?? Quando mai non c'hanno mangiato sù?? state scegliendo tra il marcio e la muffa!!
Quello che sò è che chi sbaglia dovrebbe (uso il condizionale perchè siamo in Italia) e ripeto dovrebbe pagare x quello che ha fatto senza sconti di pena, senza lungaggini burocratiche e senza priviliegi.... sono talmente dura e categorica che in un caso sono anche a favore della pena di morte e parlo di chi fà del male ai bambini, malato o no, non merita di vivere e non parlatemi della legge di Dio xchè io NON CREDO in Dio, ed anche se son passati secoli la chiesa ha ucciso per motivi ben più banali e stupidi, pensate se vostro figlio avesse la vita rovinata per sempre da un porco, siete sicuri che non desirereste la morte di quel porco???

21/10/2008 12:44 Franco, Italia-Germania.

CANCELLATO- NON OPPORTUNO

21/10/2008 12:31 fulvia, genova.

....la nostra costituzione lo prevede: il detenuto ha diritto alla rieducazione. Piaccia o meno in questi tempi giustizialisti e forcaioli è così!! Finchè non la distruggono, la nostra costituzione, resta una delle più avanzate al mondo. Poi, inviterei, i lettori a osservare con maggior spirito critico le notizie. Di questi tempi le strumentalizzazxioni sono all'ordine del giorno. ******


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