Tanto tuonò che piovve. Il Comune di Genova ci è riuscito, sfratterà le prostitute dai “bassi” del centro storico. Non da tutti, che sono 2.500 tra magazzini, cantine e depositi. Soltanto da quei 50, ufficialmente trasformati in lupanari, che si aprono nei vicoli a ridosso della Maddalena, caruggi in cui per centinaia di anni l’economia ruotava intorno al mestiere più antico del mondo. Ma ora che l’economia risente negativamente dei sorrisi ammiccanti (e spesso non più giovanissimi), dei corpi esposti e del vociare delle donne di strada, il Comune interviene con un’ordinanza annunciata una quindicina di giorni fa, ma definita martedì sera. Ordinanza creativa, in linea con il decreto Maroni, che diffiderà i proprietari dei “bassi” dal tollerare che nei loro locali (profumatamente affittati ad oltre 700 euro al mese) si continui ad esercitare la prostituzione. Dopo la diffida, arriverà la denuncia per la violazione dell’articolo 650 del codice penale (inosservanza ai provvedimenti dell’autorità, contravvenzione punita con ammenda) e, nel caso, anche il sequestro penale preventivo dell’oggetto del reato. Il “basso”, appunto.
A settembre l’ordinanza, che ora è in mano all’avvocatura del Comune per la trascrizione formale, sarà pronta e, dopo l’ok del prefetto, il sindaco Marta Vincenzi potrà firmarla. E su questa firma la sinistra, Rifondazione e i Comunisti italiani che fanno parte della maggioranza di centrosinistra che regge il governo di Genova, storcono il naso. Di più. Chiedono un confronto al quale si arriverà con l’eco delle parole del segretario regionale di Rifondazione comunista, Giacomo Conti: «Sulla sicurezza la giunta Vincenzi è come quella di Alemanno, sta perdendo la misura». La misura del centrosinistra, ovviamente. Conti resta fermo sulle sue convinzioni. Le ordinanze del sindaco Vincenzi non gli piacciono e non lo nasconde. «Il degrado sociale non può essere affrontato a suon di ordinanze».
Lontano dalla diplomazia che alcuni esponenti di Rifondazione comunista usano varcando la soglia di palazzo Tursi, quando apprende che dopo lo sgombero dei bassi, il Comune sta pensando (e senza bisogno di alcuna ordinanza) anche ad un vigile di quartiere con l’unico scopo di tenere lontani i punkabestia dalle scalinate della cattedrale di San Lorenzo, Conti sbotta: «Sono uscite estemporanee, che perdono di vista il senso di un programma e di una giunta di centrosinistra. Un’operazione di immagine che trasferisce il peso sugli ultimi, sugli sfigati. Alla Vincenzi chiediamo programmi e misure che siano di centrosinistra e smetterla di inseguire il centrodestra con iniziative che, tanto, non hanno alcun senso: portano solo pseudo-consenso».
Ha il suo da fare Francesco Scidone, assessore alla città sicura, a spiegare che l’obiettivo non è combattere la prostituzione «ma di eliminare il degrado che deriva anche dalla prostituzione e di restituire la zona della Maddalena a abitanti, turisti e commercianti». A puntualizzare che «se il Comune è dovuto ricorrere ad un’ordinanza del genere è perché una risposta alla gente del centro storico la si doveva pur dare. Mica gli si può dire che il Comune ha cose più importanti da fare che occuparsi di prostitute». E a promettere che «con le ordinanze creative Genova ha chiuso: questa è l’ultima, poi basta con il decreto Maroni».
Comunque sia, martedì sera, insieme all’avvocatura del Comune e alla polizia municipale, la giunta ha definito le linee dell’ordinanza che, probabilmente da metà settembre, darà la possibilità ai vigili e alle forze dell’ordine di bussare alla porta dei proprietari dei bassi e di denunciarli se non hanno provveduto a cambiare la ragione sociale dell’attività che vi si svolge. L’ordinanza infatti disciplina, testualmente, «le tipologie di utilizzo dei locali posti a piano strada» di una zona, però, molto ben delimitata: la Maddalena, via degli Orefici, via Cairoli, via San Luca e via Luccoli. Fondamentalmente dirà che non vi si può esercitare la prostituzione, mentre invece i bassi potranno tornare ad essere magazzini, fondi, cantine. Non per questo dovranno perdere una fisionomia economica. Anzi, ben vengano al posto di “Bocca di rosa”, attività altrettanto commerciali: locali pubblici, artigiani, negozi. Ben vengano attività che presuppongono un viavai di persone. Ma a due condizioni. La prima : che il titolare abbia la partita Iva; la seconda: che vi sia il requisito della sorvegliabilità. Insomma, che non vi siano pareti di pietra, ma vetrine trasparenti.
Contro chi contesta l’accanirsi del Comune contro i poveracci, Scidone replica , carte alle mano. «Di quei cinquanta bassi che sono oggetto dell’ordinanza, conosciamo tutto: il proprietario, il locatario, i termini del contratto di affitto e quando si paga. Andiamo a colpo sicuro, non ce la prendiamo con qualche sprovveduto».
Probabilmente succederà questo alla Maddalena: le prostitute lasceranno i 50 bassi adibiti ad alcova. Però continueranno ad adescare i clienti in strada, a litigare con i papponi, a mostrare ai passanti tutto ciò di cui il cielo le ha fornite. Continuerà tutto come al solito, ma al piano nobile dei palazzi, dove l’ordinanza non può arrivare e neppure lo Stato può farci nulla.
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Commenti inseriti 82 — pagina 1 di 9
A mio parere occorre avre buon senso nell'effettuare commenti. Da unlato esiste una direttiva del governo da far rispettare, inoltre ricordiamoci che l'attività delle donnine dei bassi non rispetta la legge in matria di abitabilità, sicurezza, disciplina fiscale. Però è anche vero che nel centro storico ci sono problemi ben più gravi, sarebbe meglio che la Giunta usasse tutte queste energie per combattere spaccio, violenza, degrado etc. etc.
Il commento di "Bocca di Rosa" (ovviamente dal mio punto di vista) e' il piu' centrato.
Saluti a Tutti e buon fine settimana.
Andrea
misura presente nel decreto legge varato dal Consiglio dei ministri in materia di sicurezza. AFFITTI IN NERO - Confisca degli appartamenti affittati a stranieri in condizioni di clandestinita'......non parla di lucciole
ma neanche haimè di moschee nascoste......!!!!!
Uhmm!!!! non ditemi che non sapete dove stanno!!!!!
fatevi un giretto dai 4 canti di s. francesco
Premetto che sono contrario a questa ordinanza ma mi meravigliano quelli che se la prendono con il sindaco. Lei non fa altro che applicare il decreto Maroni che tutta Italia ha voluto per combattere la criminalità dilagante o quasi. I 50 bassi sono in zone dove sia i residenti che i commercianti mugugnano perchè a loro dire le prostitute rovinano la loro quiete e i loro affari. Non si può osannare Maroni e poi prendersla quando le sue direttive vengono applicate. Però dimenticavo una cosa l'importante è dare contro il sindaco e la giunta, quindi tutto va bene anche accusare il sindaco che applica il decreto Maroni.
BRAVA MARTAAAAA
Trasforma le alcove in fondi commerciali...le prostitute staranno in mezzo alla strada e poi consumeranno ai piani alti...li non puoi fare niente.
BRAVA MARTAAAA
ma con la tua giunta non vi siete ancora accorti che le piccole imprese stanno chiudendo tutte soffocate da tasse statali,regionali e multe che sono,a volte,veri e propri soprusi dei tuoi vigilini piccoli e meschini.(non tutti per fortuna).
Nelle forze dell'ordine manca personale(polizia e carabinieri) ma i vigili chissa' per quale strana ragione piu' di una volta controllano un incrocio o altro in 4 o piu' (uno controlla,gli altri chiaccherano).
BRAVA MARTAAAAA
ma perche' non munite le prostitute (quelle non sfruttate naturalmente) di P.IVA a loro il lavoro non manca,forse avendo piu' entrate il comune ridurebbe alcune tasse...lo so' come detto in un altro post sono scemo...quello che mangiate non vi basta mai e la cosa buffa e' che nonostante la vostra ingordigia non scoppiate mai ;-)
BRAVA MARTAAAA
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