Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.14:23

«Ho visto Luca cadere»

07 settembre 2008
  | Matteo Indice

«Li fissavo col binocolo e sono tornato alla finestra dopo dieci minuti, perché c’era qualcosa di strano. Quei ragazzi salivano lenti, troppo lenti e poi non erano legati e non indossavano il casco, condizioni inammissibili su un tragitto del genere. È stato un secondo e ho visto la sagoma che andava giù, una caduta di oltre trecento metri fino al ghiaione, impossibile sopravvivere. E bisogna guardare, sì, non puoi girarti per la paura o per lo sgomento. Perché è necessario chiamare i soccorsi per quelli che sono rimasti, fare in modo che i tempi siano veloci, comunque».

Erano da poco passate le 9 di ieri mattina quando Hervé Tranchero, da trent’anni gestore del rifugio “Quintino Sella” di Crissolo (Cuneo) ai piedi del Monviso, ha assistito in diretta alla tragedia: Luca Guida, 25 anni, di Genova e sindacalista Cisl, è precipitato dalla via est mentre stava salendo con quattro compagni - fra loro un altro genovese, il trentacinquenne Fabrizio Rossotto - rimasti illesi. Difficile, al momento, stabilire con precisione le cause dell’incidente, il motivo per cui la vittima ha messo un piede in fallo. «Aveva piovuto per tutta la notte - aggiunge Tranchero - e la temperatura era bassa: basta poco e si formano strati di ghiaccio pericolosissimi, ingestibili».

Luca Guida era giunto a Crissolo sabato pomeriggio, insieme ad un gruppo di amici tutti partiti dal capoluogo ligure. Dopo aver parcheggiato, hanno camminato per oltre due ore fino al rifugio e qui si sono accampati, 2640 metri di altezza, utilizzando la tenda che si erano portati da casa. Prima dormire hanno cenato al ristorante e ieri mattina si sono messi in marcia. Hervé Tranchero sospira, al telefono: «Solitamente, chi intende avventurarsi lungo la via est parte alle 4 - 4,30, non più tardi. Ma è vero che il maltempo della nottata può avere in qualche modo stravolto i loro piani. Solo che ritardando occorre prestare molta attenzione, organizzarsi al meglio». Ci vogliono almeno dieci ore, per l’andata e il ritorno. Ed evidentemente non tutto il gruppo era convinto sull’opportunità d’avventurarsi lungo il percorso più difficile, se è vero che Luca e Fabrizio hanno dovuto trovare altri tre compagni sul posto per imbastire una spedizione più numerosa.

Il dramma si è consumato a quota 3350: «Capita spesso che osserviamo le spedizioni, in quanto le famiglie degli scalatori ci telefonano chiedendo notizie. E perlomeno siamo in grado di fornire indicazioni più o meno attendibili sul rientro». Ma ieri Hervé non ha impiegato molto a capire che non ci sarebbe stato niente da fare. E il resto è la cronaca di un’altra sciagura in quest’estate di sangue sulle montagne: l’intervento del Soccorso alpino, il ricovero in ospedale di Rossotto, salvo e sotto choc, l’indagine dei carabinieri e del sostituto procuratore di Saluzzo Caterina Centola e ancora la salita degli altri tre ragazzi, poiché in montagna non ci si ferma.

«È stato un secondo - ha spiegato sommariamente il genovese scampato agli inquirenti - e lui è scomparso senza che io potessi fare nulla. Non pensavamo di correre pericoli così gravi».

I militari cercheranno di capire nelle prossime ore se il gruppo si era mosso con tutte le precauzioni, in possesso d’ogni dotazione di sicurezza. Gli amici di Luca e Fabrizio che si trovavano sull’altro versante hanno saputo dell’incidente al cellulare, avvertiti dai parenti dopo che si è innescato l’inevitabile tam-tam telefonico.

Guida era amato e stimato nel suo quartiere (Rivarolo in Valpolcevera), dove viveva con i genitori e la sorella maggiore. Amava la montagna ed è sempre stato uno sportivo - prima portiere a calcio e poi giocatore di ping pong - oltre che educatore in parrocchia. «L’avevamo visto sabato - ricordano adesso gli amici - gli brillavano gli occhi e non faceva altro che descrivere il viaggio del fine settimana sul Monviso».


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Commenti inseriti 24 — pagina 1 di 3

09/09/2008 01:36 Simone, Genova-Italia.

Caro Luca, ti ho conosciuto nell'aprile del 2006, nell'indimenticabile esperienza di "Proposta"; siamo stati insieme al Reopasso...ci accomuna la montagna...questa sera ti abbiamo ricordato nella preghiera nella tua parrocchia, certi che il Signore ti abbia già accolto tra le Sue braccia...Arrivederci!
SIMO

09/09/2008 01:32 simo&davide, genova.

Luca,un altro angelo che è volato lassù nel cielo...purtroppo..Ci mancherai tantissimo..Vivrai e sarai sempre nei nostri cuori..

09/09/2008 00:18 lina, bolza.

ciao luca,anche se non ti conosco ti abbraccio forte,proteggi i tuoi cari da lassu'....se anche a te ti a voluto lassu' significa che eri una persona veramente speciale....anche tu come dani. come andrea e come tanti altri piccoli angeli....ciao luca ....

08/09/2008 22:07 Ilaria, Genova.

Ciao Luca, ti conoscevo appena, ma due miei carissimi amici sono ancora sconvolti e così tutte le altre persone che ti volevano bene. Prego per loro e soprattutto per la tua famiglia, perchè possano superare questo dolore...

08/09/2008 22:03 alice, genova italia.

..non è giusto....tutti dicono che ora sei in un posto migliore....ma il tuo posto era qui....con la tua famiglia...con noi...riposa in pace angioletto...noi ti porteremo sempre nel cuore...


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