Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.14:23

Alcol, tabelle sbagliate

23 settembre 2008
  | Graziano Cetara
Marco Menduni

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Da oggi è obbligatorio esporre, nei locali in cui si servono alcolici, le tabelle che mettono in guardia contro gli abusi del bicchiere. Ma è già polemica. Sia perché l’informazione sul nuovo obbligo non è affatto chiara, sia perché nelle tabelle c’è un errore. Problema numero uno: tutti i locali dovranno esporle? No, perché le nuove norme fanno espresso riferimento solo ai locali dove c’è spettacolo, intrattenimento, o a quelli che chiudono i battenti a notte inoltrata. Appaiono così esentati bar, ristoranti, pizzerie.

Problema numero due: le tabelle provengono dal ministero della Salute e indicano le quantità delle diverse bevande alcoliche che si possono consumare per sedersi al posto di guida in condizione di sicurezza, pronti a sfidare l’etilometro. Ma il ministero ha comunicato di aver commesso un errore: «Nella tabella riprodotta nell’Allegato 2, nella sezione denominata “uomini”, nell’ambito della colonna riferita alla condizione “stomaco vuoto”, nella riga relativa alla bevanda “birra analcolica” , con riferimento al peso corporeo di Kg 90, il livello teorico di alcolemia “0,02” deve essere sostituito con “0,01”. La relativa richiesta di rettifica è stata inviata alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione». E così le tabelle dovranno essere esposte comunque, ma presto arriveranno in edizione riveduta e, soprattutto corretta.

La vera battaglia, però, è contro chi si mette al volante in condizioni alterate, creando una scia di sangue e di tragedie che sembra non finire. Franco Cozzi è uno dei procuratori aggiunti della procura di Genova ed è considerato come uno dei massimi esperti italiani in materia di statistica e di codice della strada. È a lui che fa capo la gran parte dei procedimenti penali relativi ai casi più gravi di guida sotto l’effetto di alcol o sostenze stupefacenti, registrati nel capoluogo ligure. Ed è sulla scrivania che l’emergenza assume i suoi contorni numerici, a Genova così come nel resto del Paese: 1.500 procedimenti già definiti (quindi arrivati a condanna) nei primi otto mesi dell’anno, un’impennata rispetto allo stesso periodo del 2007 pari al cinquanta per cento in più, che ha preso consistenza al ritmo di 250-300 denunce al mese.

«Sono aumentati i controlli, questo è vero. Ma in realtà è la diffusione del fenomeno della guida in stato di ebbrezza a essere cresciuto a livello allarmante. Sarebbe il caso di cominciare a parlare di criminalità stradale e non di comportamenti casuali connaturati al mettersi al volante di un’automobile».

La conferma arriva anche da un’altra prospettiva, quella del numero delle confische dei mezzi alla cui guida sono stati trovati conducenti con un tasso alcolico superiore al limite di 1,5 grammi per litro. Provvedimento introdotto a partire dal 27 maggio di quest’anno: cinquanta tra automobili e motocicli.

Mezzi che, a Genova in particolare, la Procura ha deciso di mettere all’asta entro le due settimane dal sequestro, anche se il procedimento penale è ancora in corso e la confisca è ancora da perfezionare. Un sistema, previsto dalla legge, per preservare il valore del bene sottratto oltre che risparmiare i costi (ingenti anche se forfettari) della custodia giudiziaria.

Il punto sta nella legge sulla guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che a quanto pare non riesce a frenare un fenomeno allarmante: «Fenomeno che in passato veniva sottovalutato - continua Franco Cozzi - in quanto ritenuto come un comportamento di colpa diffusa, quindi relativo a un rischio connaturato alla guida di un’automobile, come gli incidenti sul lavoro nell’Ottocento. Invece i dati parlano di un 50 per cento degli incidenti stradali mortali registrati ogni anno, riconducibili all’abuso di alcol. Un caso ogni dieci riguarda l’uso di sostanze stupefacenti».

Su questo aspetto la legge ha una falla, nell’applicazione che le forze di polizia riescono a darne. La norma richiede la prova dell’assunzione della droga e la descrizione tecnica ed esauriente dello stato di alterazione: «La prova viene fornita dal test di laboratorio su urine o saliva, oppure sul sangue ma solo in caso di consenso dell’automobilista sotto controllo - prosegue il procuratore aggiunto Cozzi - ma in caso di stati di alterazione non lampanti, è necessaria una analisi di conferma strumentale su un secondo campione biologico per stabilire l’esatta quantità di stupefacente, la qualità e il momento esatto dell’assunzione». Spiega Cozzi: Le Asl non sono ancora attrezzate per dare una risposta inequivocabile. «Ma dovrebbe ro farlo, per essere in grado di dare una risposta alle richieste delle forze di polizia. Non tutte le aziende sanitarie lo hanno fatto. La mancanza delle analisi di conferma porta spesso all’archiviazione delle denunce nei confronti di automobilisti sospetti».


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Commenti inseriti 2 — pagina 1 di 1

24/09/2008 02:44 Giovanni, Genova.

quote: "Nella tabella riprodotta nell’Allegato 2, nella sezione denominata “uomini”, nell’ambito della colonna riferita alla condizione “stomaco vuoto”, nella riga relativa alla bevanda “birra analcolica” , con riferimento al peso corporeo di Kg 90, il livello teorico di alcolemia “0,02” deve essere sostituito con “0,01”.

Commento: ma secondo voi, chi ******** le andrà mai a leggere queste chiarissime tabelle??
Vorrei conoscere il genio che se le è studiate.

23/09/2008 11:49 Er buco, Roma.

Allora cominciamo da Burlando, perchè non gli hanno fatto i tests ?
Anche lui è aldisopra della costituzione come Berlusca, Napolitano. Fini e Schifani ?


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