Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 03/07/2009 h.20:08

Diaz, la rabbia di Canterini

15 novembre 2008
  | Graziano Cetara
Matteo Indice

È la resa dei conti, ai vertici della polizia, tra l’unico dei graduati condannati, Vincenzo Canterini, e tutti gli altri, felici e assolti: «Non ci tapperanno la bocca, andremo in appello e rinunceremo alla prescrizione. Vogliamo essere giudicati e riconosciuti innocenti - svela l’ex capo del Reparto mobile di Roma, il nucleo dei “picchiatori”, assistito dall’avvocato Silvio Romanelli e condannato a quattro anni di reclusione, tre per i suoi uomini - Forse qualcuno pensa che condannando solo noi, con la prescrizione alla fine saremmo stati contenti. Invece no. Siamo innocenti e vogliamo poterlo dimostrare nel processo di secondo grado. In questo momento mi sento come un capro espiatorio e mi dispiace per i miei uomini, che mi hanno seguito in questa incredibile vicenda e ora pagano per me. E gli altri imputati assolti? Non posso che essere felice per loro. Ma se qualcuno pensa di averci tappato la bocca con questa sentenza, si sbaglia di grosso».

Eccolo l’ultimo atto del processo Diaz, quello per l’irruzione nella sede del Genoa Social Forum il 21 luglio 2001. Il procedimento - chiuso con 13 condanne “minori” e 16 assoluzioni, comprese quelle di tutti i super-funzionari finiti alla sbarra - per la «macelleria messicana» come la definì Michelangelo Fournier, l’unico funzionario non promosso dopo il G8 e condannato a 2 anni e mezzo di reclusione. Per i 93 arresti finiti nel nulla, per gli 82 ragazzi pestati a sangue e mandati all’ospedale, tre dei quali in gravissime condizioni. Per le prove confezionate ad arte, tra cui due bottiglie molotov portate dall’esterno ed esibite come il risultato della perquisizione dell’istituto.

È una resa dei conti anche nel palazzo della legge, che è uguale per tutti, come sta scritto in ogni aula del tribunale, ma che non unisce anzi divide, come dimostra la sentenza di giovedì sera. Da una parte il giudice che ha pronunciato il verdetto, Gabrio Barone: «Capisco il risentimento di chi è stato picchiato, ma si dovrebbero prima leggere gli atti e vedere le prove. Poi si può criticare. Lo dice il codice: si condanna quando la responsabilità è accertata oltre ogni ragionevole dubbio e la nostra sentenza colpisce solo le persone su cui abbiamo ritenuto ci fossero conferme oggettive di responsabilità».

Dall’altra ci sono i due pubblici ministeri che hanno indagato, tra mille difficoltà ambientali e l’ostruzionismo della polizia, e sono arrivati al processo, Francesco Albini Cardona ed Enrico Zucca. «Rispettiamo l’autorità della sentenza del tribunale - dice il pm Zucca -. Quando le leggeremo, si vedrà se potremo riconoscerne l’autorevolezza». Sulla contestazione in aula dopo la lettura dell’ultimo nome degli assolti, commenta: «È stata una reazione che esprimeva un senso di insoddisfazione comprensibile». Rispetto all’assoluzione dei vertici della polizia il magistrato è lapidario: «Sono stati tutti assolti dall’imputazione più grave. Ma era prevedibile. I processi contro i poliziotti nel mondo finiscono così».

Non sempre, però, alla sentenza di un giudice si scatena la bagarre tra condannati e assolti. La maggior parte dei legali della difesa nei commenti immediatamente successivi al pronunciamento, cantava vittoria. Ieri alla reazione di Canterini, ha risposto Marco Corini, legale di Francesco Gratteri (di fatto numero tre della polizia italiana e uscito indenne dal processo): «Chi ora profila dichiarazioni imbarazzanti, nei mesi scorsi ha avuto la possibilità di rispondere in aula alle domande della Procura. In quella sede avrebbe potuto dire tutto». «Mi sento come se salissi verso il cielo» si è invece lasciato andare in modo pindarico Massimo Nucera, l’agente accusato della falsa coltellata.

In aula le schermaglie non si sono risparmiate. E tra gli avvocati che hanno guidato le fila della difesa c’è Maurizio Mascia, che aveva assistito inizialmente Spartaco Mortola e in seguito Nando Dominici, i dirigenti Digos e squadra mobile di Genova (assolti). É suo l’intervento che ha portato, secondo una interpretazione della sentenza ancora “a digiuno” delle motivazioni, all’assoluzione per i “capi”. La svolta è arrivata con la scoperta dell’episodio delle mostrine capovolte di Pietro Troiani (condannato per aver portato le molotov alla Diaz); in questo modo fu reso irriconoscibile il suo ruolo di funzionario agli occhi di Mortola. Perciò l’aver maneggiato le bottiglie incendiarie poteva risultare in buona fede, poiché lo stesso Mortola pensava di averle prese da un poliziotto qualunque e che provenissero davvero dall’interno dell’istituto.

CONDANNE E ASSOLUZIONI
Francesco Gratteri e Giovanni Luperi , i superfunzionari al vertice della catena di comando
Il Pm aveva chiesto 4 anni e 6 mesi -
ASSOLTI

Gilberto Caldarozzi, oggi capo del Servizio centrale operativo e protagonista della cattura di Provenzano, accusato di falsificazioni dei verbali
La richiesta era di 4 anni e sei mesi - ASSOLTO

Filippo Ferri , Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola e Carlo Di Sarro (erano accusati a vario titolo di aver falsificato i verbali)
Per tutti erano stati chiesti 4 anni e 6 mesi - ASSOLTI

Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi (anche loro accusati di falsi verbali)
La richiesta era di 4 anni - ASSOLTI

Vincenzo Canterini (era il comandante del Reparto mobile di Roma che fece irruzione per primo nell’istituto)
I Ppm avevano chiesto 4 anni e 6 mesi - CONDANNA A 4 ANNI

Michelangelo Fournier (all’epoca vice di Canterini) è stato CONDANNATO A 2 ANNI

Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri, Vincenzo Compagnone (erano i sottoposti di Canterini, a loro volta con il grado di capisquadra nel gruppo che entrò nella scuola)
La richiesta era di 3 anni e 6 mesi - CONDANNA DI 3 ANNI

Massimo Nucera, l’agente che dichiarò falsamente di aver ricevuto una coltellata, Maurizio Panzieri, coinvolto nella stessa vicenda
Per entrambi la richiesta era di 4 anni - ASSOLTI

Pietro Troiani (per aver introdotto le molotov nella scuola)
richiesta di 5 anni - CONDANNA DI 3 ANNI

Michele Burgio (anche lui accusato di aver trasportato le bottiglie incendiarie)
Richiesta di 4 anni - CONDANNA DI 2,6 ANNI

Salvatore Gava (per l’irruzione nell’edificio di fronte alla “Diaz”, dove aveva sede la redazione di Indymedia)
Richiesta di 4 anni - ASSOLTO

Luigi Fazio, stesso addebito
Per lui erano stati chiesti 3 mesi - CONDANNA DI 1 MESE

ASSOLTO come previsto Alfredo Fabbrocini (gli stessi Pm lo avevano richiesto in quanto si è stabilita la sua estraneità ai fatti), anche lui inizialmente accusato del blitz “sbagliato” nella sede di Indymedia

TOTALE DELLE PENE: 35 anni e 7 mesi a fronte dei quasi 109 chiesti dall’accusa


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Commenti inseriti 427 — pagina 1 di 44

10/02/2009 20:27 rinaldo, genova.

le Istituzioni democratiche "scricchiolano"(esecutivo e magistratura) di fronte a questa sentenza. la Patria del diritto? della legge uguale per tutti? io non ci credo più da un pezzo.
Fini, e non solo lui, come minimo dovrebbero chiedere pubblicamente scusa a quei poveri ragazzi massacrati dalle botte.
una brutta pagina della nostra Repubblica che resterà nella coscienza di chi si è macchiato di questo pestaggio e di chi lo ha...tollerato o coperto.

10/02/2009 15:22 Gian Luigi DI BERARDINO, La Spezia.

Di solito quando succedono queste cose pagano i vertici, come giusto. Questa volta i vertici sono stati assolti e i gregari condannati.D'altra parte per condannare ci vogliono prove e riscontri certi. Comunque, se i P.M. hanno chiesto condanne suffragate da elementi obiettivi, non da discorsi e illazioni, la Procura Generale puo' sempre ricorrere in appello, il cui giudizio entra nel merito, a posteriori,con una serenità di giudizio che spesso manca nel primo grado.
Manca ancora, inoltre,la risoluzione della pendenza che interessa il Prefetto De Gennaro, che andrà "sotto scopa" fra pochi giorni........azzardo una previsione : sicurissimamente ASSOLTO.

04/12/2008 13:13 Maurizio, Zena.

x daitan
Altro particolare inquietante: le truppe scelte antisommossa, da quanto ha decretato il tribunale di Genova, hanno agito in maniera indiscriminatamente violenta senza ricevere ordini in tale senso dai loro superiori.
Andiamo bene!
E queste sarebbero "truppe scelte"?
Scelte per quale motivo ed a quale scopo?!?!?!?

19/11/2008 01:00 daitan, italia.

da vari commenti mi sembra che si faccia un pò di confusione:
una cosa è condannare una persona ovvero provare che è stata proprio quella persona a picchiare selvaggiamente, cosa assai difficile a causa dell'impossibilità di identificare i responsabili (in italia le forze dell'ordine col casco nn hanno un numero identificativo esposto addosso come accade in altri paesi)
altra cosa è dire che il pestaggio non c'è stato!
il pestaggio c'è stato eccome!2 persone sono finite in fin di vita,tra cui il giornalista mark covell picchiato fuori dalla scuola di cui ci sono anche video e si vede lui a terra esanime e i poliziotti che entrando nella scuola gli tirano calci appena gli passano vicino!
la gente portata via sanguinante si è vista! 1 degli imputati ha dichiarato di essersi trovato davanti una "macelleria messicana"!
mi chiedo cosa facevano i "capi",visto che sono stati assolti,mentre i loro uomini picchiavano,delle 2 una:o sono incapaci (nn si fanno ubbidire) o l'hanno ordinato loro

18/11/2008 21:34 graziella, genova.

deve solo stare tranquilla e il momento arriverà!!!!
le uova che faccio io sono d'oro,e le sue?
***


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