Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.14:23

«Datemi una pistola per difendermi»

20 novembre 2008
  | Matteo Indice

Ogni mese a Genova vengono presentate almeno 70 richieste di arma «per difesa personale», fra rinnovi e rilascio. Con una serie di motivazioni plausibili solo dal punto di vista emotivo: «Vivo in una villa di Nervi che potrebbe essere bersaglio dei ladri». «Ogni giorno devo passare da Caricamento». E qualche volta si rivelano punte di delirio autentico, messo nero su bianco nel protocollo in carta bollata inoltrato alla questura: «Mi sento minacciato dalle Erinni (nella mitologia greca dee della vendetta, immaginate figlie dell’Acheronte e della Notte) e per questo devo possedere un revolver». Quest’istanza è arrivata davvero, annegata nel mare magnum che la prefettura - unico soggetto deputato a rilasciare il porto d’armi - “gira” alla polizia per un parere preventivo in materia. Per capire, in buona sostanza, se ci sono elementi seri che giustifichino la necessità di vivere armati o se sia la mera pretesa di chi cerca una scorciatoia per cancellare le proprie ansie. Lo screening condotto dal Secolo XIX dà la possibilità di trarre conclusioni nette: chiedere la pistola diventa la prima risposta che centinaia di genovesi danno alla paura, la strada considerata più semplice (ma in realtà non è assolutamente così) per contenere una percezione d’insicurezza tanto generica quanto crescente.

Oltre la metà delle domande, secondo i dati sommari raccolti nei primi undici mesi dagli specialisti della polizia amministrativa e sociale (l’ufficio deputato a questo tipo di accertamento) viene rispedito al mittente. Il trend nelle richieste è più o meno stabile e semmai si registra (sebbene una statistica precisa al momento non sia disponibile) un incremento preciso di ultracinquantenni e una definizione altrettanto chiaro delle zone dove monta il desiderio della protezione fai da te: Nervi - Sant’Ilario in primis - quindi Priaruggia e le zone più riservate di Albaro.

Non solo. Le parole della dirigente Pas - polizia amministrativa e sociale, appunto - Patrizia Aprea, interpellata sullo specifico tema della difesa personale, chiariscono come non accadeva da tempo le “categorie” che legittimamente possono ambire alla dotazione d’una pistola. E ne restano fuori, per esempio, le donne perseguitate. «Il porto d’armi per difesa personale - insiste - rappresenta a tutti gli effetti un’eccezione. E come tale lo trattiamo». Punto primo: una ragazza pedinata continuamente da un ex o da un mitomane, che ha subito molestie o aggressioni a sfondo sessuale, ha le carte in regola per ottenere l’arma? «No, anche se vive in una situazione di costante apprensione e pericolo. Per i suoi problemi può ricorrere all’autorità giudiziaria. Anzi, è quella l’unica via percorribile». Anche se spesso le reiterate denunce (e il caso Delfino, il genovese che il 10 agosto 2008 uccise a Sanremo la sua ex dopo mesi di telefonate e appostamenti ossessivi, lo dimostra) non sono servite a scongiurare pericoli. Punto numero due: chi è nel mirino di estorsori o usurai ha qualche chance? «Nemmeno - insiste Aprea - pure in questo caso occorre fare riferimento alle forze dell’ordine. Soltanto chi ha concrete possibilità d’essere vittima d’un reato predatorio avrà la strada spianata. E quindi portavalori, gioiellieri, pochi altri». E non è un caso se gli unici under 35 in lista d’attesa svolgono una professione di questo tipo

La strada imboccata dalla polizia è ben definita, e la “solidità” dei pareri si riverbera inevitabilmente sulla concessione finale ad opera della prefettura. «Le armi sono una soluzione estrema , la prevenzione si fa in altro modo».

Un po’ diverso il ragionamento sulle zone, con il levante e i quartieri abbienti decisamente ai vertici della graduatoria. Perché dopo la triade Nervi-Priaruggia-Albaro, sono Quarto e Quinto le delegazioni dalle quali provengono le istanze più generiche, spesso ridotte a poche righe: «La mia abitazione è isolata e potrebbe essere nel mirino dei ladri». Stop. Oppure: «Di notte il mio quartiere è malfrequentato». Insiste Patrizia Aprea: «Occorre distinguere due aspetti. Da una parte coloro che chiedono l’arma poiché si sentono minacciati, ancorché vagamente. Dall’altra c’è chi fa della pistola uno status symbol all’americana, addirittura. E sono più di quanto si creda, non è uno scherzo». Ogni anno, almeno venti licenze vengono revocate perché i requisiti del “detentore” non sono più quelli iniziali. E a questa conclusione si arriva con le «revisioni straordinarie» - non previste dalla legge - ma fatte ogni 48 mesi per monitorare la situazione. Resta infine più o meno inalterata la quantificazione complessiva (includendo nel conteggio i fucili da caccia o quelli per uso sportivo) delle armi da fuoco in provincia di Genova: centomila tenendo conto della città e dei 68 comuni. «La situazione - chiude Aprea - è controllata. Ma sorprende che nonostante il nostro messaggio sia improntato al pugno di ferro, in molti continuino a trasformare le proprie apprensioni, spesso davvero irrazionali, nella richiesta d’una pistola».


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Commenti inseriti 91 — pagina 1 di 10

25/11/2008 01:59 Festa Filippo, Matera Italia.

Dunque avete capito, i politicanti che ci fanno la morale sulla difesa armata,volevano il porto d' armi a vita , senza nessun controllo,alla faccia del popolo sovrano,per fortuna il progetto è abortito. Svegliamoci la morale politici poliziotti,magistrati e giornalisti ,la fanno solo a noi

25/11/2008 01:55 Festa Filippo, Matera Italia.

A norma dell'articolo 21, comma 1, della legge 21 maggio 2000, n. 205, questa disposizione si applica anche nei confronti dei magistrati amministrativi di cui alla legge 27 aprile 1982, n. 186, nonché ai magistrati della Corte dei conti. Analoga previsione legislativa comprende anche i vice procuratori onorari nonché i giudici di pace.
Principio ispiratore della norma è senza dubbio la tutela della persona che, a causa dell'attività svolta, sia esposta a rischio. Sembra opportuno, per tali motivi, inserire tra le persone oggetto di tutela, per l'attività nell'ambito del mandato elettorale e nell'esercizio dei compiti istituzionali, i parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, anche se cessati dalla carica.

25/11/2008 01:53 Festa Filippo, Matera Italia.

PROGETTO DI LEGGE - N. 1470



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Onorevoli Colleghi! - L'articolo 7 della legge 21 febbraio 1990, n. 36 consente il porto d'armi, per difesa personale, senza la licenza di cui all'articolo 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, oltre che alle persone contemplate dall'articolo 73 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, recante regolamento di esecuzione del citato testo unico, ai magistrati dell'ordine giudiziario, anche se temporaneamente collocati fuori ruolo organico, e al personale dirigente e direttivo dell'Amministrazione penitenziaria.

25/11/2008 01:43 Festa Filippo, Matera Italia.

PROGETTO DI LEGGE - N. 1470



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PROPOSTA DI LEGGE



Art. 1.

1. Il comma 1 dell'articolo 7 della legge 21 febbraio 1990, n. 36 è sostituito dal seguente:

"1. Ai soli fini della difesa personale è consentito il porto d'armi senza la licenza di cui all'articolo 42 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, oltre che alle persone contemplate dall'articolo 73 del regio decreto 6 maggio 1940, m. 635, recante regolamento di esecuzione del citato testo unico, ai parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, anche se cessati dalla carica, ai magistrati dell'ordine giudiziario, anche se temporaneamente collocati fuori del ruolo organico, al personale dirigente e direttivo dell'Amministrazione penitenziaria".

25/11/2008 01:41 Festa Filippo, Matera italia.

PROPOSTA DI LEGGE


d'iniziativa dei deputati


ANTONIO RUSSO, MARRAS, PANIZ, PERLINI, TARDITI, GIOACCHINO
ALFANO, ANGIONI, BAIAMONTE, BIONDI, BRICOLO, BUEMI, CAPARINI,
CARDIELLO, CATANOSO, CESARO, CIRIELLI, GIULIO CONTI, COSSA,
CUCCU, DAMIANI, DEODATO, DI TEODORO, DIDONE', LUCIANO DUSSIN,
ERCOLE, FALSITTA, DANIELE GALLI, DARIO GALLI, GAMBA, ILLY,
LUCCHESE, MARINELLO, FRANCESCA MARTINI, LUIGI MARTINI, MASINI,
MILANESE, NICOTRA, ORICCHIO, PALMA, PAROLO, PERROTTA, PISAPIA,
POLLEDRI, RAISI, RICCIUTI, RIZZI, GUIDO ROSSI, PAOLO RUSSO,
SERENA, STRADELLA, STRANO, STUCCHI, TARANTINO, VASCON, GIACOMO
VENTURA, ALFREDO VITO



Modifica all'articolo 7 della legge 21 febbraio 1990,
n. 36,
in materia di porto d'armi senza licenza



Presentata il 1^ agosto 2001


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KB 07233 SHARMEL... IB 08900 MADRID...
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