Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.14:23

Amianto, tre morti sospette

20 novembre 2008
  | Graziano Cetara

Lo ha scritto anche un perito industriale nominato dal tribunale del lavoro di Genova, nel corso di una causa promossa da un operaio dell’officina ferroviaria di Brignole: «Dal 31 maggio 1976 al 31 dicembre 1991 (oltre 15 anni), il lavoratore ha prestato attività in luoghi ove si potevano svolgere operazioni che implicavano una esposizione all’amianto superiore ai valori massimi consentiti (100 fibre per litro)». Di più: «La concentrazione media giornaliera di fibre di amianto alla quale è stato esposto durante l’anno è pari a 300 fibre per litro». Per Trenitalia dal 1984 «il limite di 100 non è mai stato superato se non episodicamente». E lo stesso vale «per tutti gli operai delle manutenzioni», i cui curriculum, finalizzati al riconoscimento dei benefici previdenziali previsti dalla legge, sono stati presentati all’Inail e duramente contestati dai rappresentanti sindacali.

L’inchiesta del Secolo XIX sull’amianto in ferrovia - mentre la Procura, che indaga da un paio danni sulla truffa delle pensioni “facili”, ha manifestato un primo interesse a esaminare le carte che ne sono alla base - ha già avuto i primi effetti nelle ex FFSS con l’apertura di una sorta di indagine interna. L’azienda non conferma la circostanza che trapela da fonti interne al compartimento. Gli uffici della direzione regionale stanno raccogliendo tutti i documenti rievocati dal dossier Inail, pubblicato ieri e che mostra una esposizione diffusa e costante alla fibra dell’asbesto per certe categorie di lavoratori.

Tra cui anche quella degli addetti alle infrastrutture, dipendenti di Rfi (altra società della holding), anch’essi a rischio, sebbene in misura minore rispetto agli operai delle officine. Anche per loro, come denunciano i rappresentanti sindacali Filt Cgil della Spezia, la provincia dove la questione è più sentita nel panorama ligure, «l’azienda ha presentato curriculum immacolati», rivela il segretario Valerio Corradini. Tra i manovali della rete ferroviaria della Spezia si sarebbero registrate almeno tre morti sospette, correlabili all’esposizione all’amianto. Lo rivelano ancora le organizzazioni sindacali. Si tratta di un quarantenne che era ancora in servizio (cancro al polmone), di uno pensionato (asbestosi) e di un terzo ex operaio stroncato da un mesotelioma: «Le canaline nelle quali corrono i cavi delle linee telefoniche interne sono tutte in amianto compatto ma anche friabile, specie nelle gallerie. Al passaggio dei treni la polvere di asbesto viene sollevata - denuncia Corradini - qualcuno dovrebbe intervenire a tutela di tutti».

L’esposizione all’amianto nell’officina di Brignole fino a tutto il 1988 (4 anni in più rispetto a quanto dichiarato da Trenitalia), è sancita da una sentenza del tribunale del lavoro di Genova che riconosce i benefici della legge per i nove anni precedenti.

Per quanto riguarda lo stabilimento di Trasta (oggi chiuso) a parlare nel 1989 era il capo dell’ufficio sanitario compartimentale. Si legge in sintesi in una nota operativa al direttore del compartimento: «Pur essendo in alcune lavorazioni specifiche la concentrazione di amianto, rilevata da un’indagine ambientale effettuata dall’Istituto di medicina del lavoro dell’Università, inferiore a 100 fibre per litro nell’arco di 8 ore lavorative (limite imposto dalla legge), è stato superato il limite di 250 fibre. In particolare presso la squadra rialzo di Trasta dove è stata rilevata una concentrazione media ambientale di 300». Sempre nella nota si ricordava che «il medico rilevatore ha constatato uno scarso uso di mezzi di protezione da parte dei lavoratori sia una carenza di tali mezzi in magazzino». E si concordava un fitto programma di lavoro per la messa in sicurezza. La dotazione agli impianti di «adeguati mezzi di protezione individuali e ambientali (maschere, tute, aspiratori, sistemi di lavaggio dei filtri); la umidificazione e il fissaggio nelle lavorazioni a rischio; l’indicazione ai lavoratori del pericolo amianto nelle carrozze in lavorazione; l’esecuzione della manutenzione delle carrozze con amianto «laddove possibile» separatamente dalle altre; la bonifica e la ripetizione dei controlli ambientali nella squadra rialzo di Trasta. Un programma di lavoro che introduceva il concetto di prevenzione cinque anni dopo quanto dichiarato oggi. Sarà stato attuato? Gli operai e i loro rappresentanti sostengono che «fino a metà degli anni Novanta le lavorazioni sono state eseguite in assenza di sicurezza».

Guido Fassio, segretario regionale Filt Cgil: «In questo Paese, i diritti non sono uguali per tutti. I marittimi, ancora oggi, nella stragrande maggioranza, non riescono neppure ad avere il curriculum dalle compagnie di navigazione e le richieste più volte avanzate di utilizzare il libretto di navigazione non sono mai state accolte. Per i ferrovieri i curriculum sono stati in parte consegnati dal Gruppo F.S., ma sono incompleti e a oggi non risultano sufficienti garanzie sulle lavorazioni svolte dal 1984. Ci sono aziende restie a ottemperare agli obblighi di legge. E ci colpisce che nessun governo e nessun politico locale o nazionale, a oggi, abbia voluto dare a questi lavoratori e alle aziende la stessa possibilità di prova che è stata data a coloro che ne hanno “beneficiato”».


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Commenti inseriti 38 — pagina 1 di 5

21/11/2008 16:24 massimo, im.

hai ragione Rossano: la gente non arriva a fine mese, non sappiamo come fare e quelli invece di occuparsi dei nostri problemi guardano alle poltrone da spartirsi...e noi ancora come pecoroni a dargli soldi

21/11/2008 16:10 luca, sv.

Metastuseghesun: nessuno farà trasmissioni nazionali contro il sindacato. Troppi veti e interessi, ma come vedi basta sbirciare la cronaca nazionale di casi ne escono fuori tanti

21/11/2008 16:08 rossano

allora alle Poste la Cisl ha vinto...bene bene..vuol dire che stiamo meglio tutti

21/11/2008 16:07 incavolato nero, ge.

Caro Carlo, non avere aspettative. chi vuoi che ti cerchi. non interessa a nessuno di quei signori la storia dei singoli. serve solo per buttare fumo negli occhi

21/11/2008 10:26 Carlo Castronovo, Santa Flavia (PA).

Sono l'ex macchinista, che ha vinto in primo grado il ricorso contro l'INPS per il riconoscimento dell'ex art.13 comma 8 della legge 257/92. Sto continuando la mia battaglia contro tutte le menzogne dei dirigenti delle ferrovie. Nel 2005 ho fatto un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo ed allo SPRESAL dell'ASL6 di Palermo circa l'amianto, il rumore e l'ergonomia sulle locomotive. Mi sono messo alla ricerca di colleghi morti per amianto, fino ad ora ne ho denunciato cinque ,dei quali quattro per mesotelioma ed uno per tumore ai polmoni riconosciuto dall'INAIL come malattia professionale. Finalmente leggo che la segreteria Regionale Ligure della CGIL sta partecipando all'inchiesta del Secolo XIX, meglio tardi che mai. Se qualcuno mi vuole contattare mi farebbe piacere, ho diversi documenti che potrebbero provare che molti dirigenti delle ferrovie non hanno detto e non dicono tutto. Ogniuno nel so piccolo deve fare qualcosa per lasciare ai figli un mondo migliore.


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