Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.14:23

Sapone nella minerale:
operaio finisce in ospedale

18 dicembre 2008

UNA bottiglia ancora chiusa, da mezzo litro. Dentro però, oltre all’acqua minerale c’è pure del sapone. E l’operaio dell’Ilva di via Pionieri e Aviatori d’Italia, a Cornigliano, che martedì sera ha bevuto da quel flacone, è stato ricoverato nel reparto di osservazione breve del San Martino di Genova. Asl e polizia hanno immediatamente posto sotto sequestro la bottiglietta, per consentire esami più approfonditi. Mentre le altre confezioni del lotto di provenienza sono state rimandate al fornitore dalla società che gestisce la mensa dell’Ilva. Un sabotatore? No, perché non sarebbero presenti fori o incisioni sul corpo e sul tappo della bottiglia.

«Potrebbe essere rimasto un residuo dei detersivi utilizzati per lavare i macchinari che imbottigliano l’acqua - dice Franco Barbi, membro della rsu Fiom - Ma è solo un’ipotesi. Aspettiamo che ci diano una spiegazione chiara». I fatti, intanto. Sono le 19,20 quando Gianni Foscoli, operaio trentatreenne di Borzoli, si trova nella mensa dell’Ilva. Stando a quanto ha dichiarato lui stesso ai medici e alla polizia, sta mangiando quando decide di stappare la bottiglietta dell’acqua fornita dal servizio di ristorazione interno. Al primo sorso ingoiato sente un gusto strano. Poi un bruciore forte alla bocca, seguito da un dolore allo stomaco. Si accorge subito di non aver bevuto dell’acqua. Ma qualcosa d’altro. E spaventato, allerta i colleghi e viene accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Martino. Foscoli porta con sé la bottiglietta, che viene immediatamente posta sotto sequestro. Il dipendente dell’Ilva, invece, affronta tutta la trafila di esami necessari per riuscire a decifrare con esattezza quali siano le sue condizioni.

Non è grave, secondo i medici. Ma va tenuto in osservazione: per questo la prognosi viene riservata e lui ricoverato fino al pomeriggio successivo. Intanto, in attesa del responso dell’Arpal al quale vengono inviati i campioni del liquido prelevati dal flacone, già all’ospedale viene analizzato il contenuto della bottiglia. Qualcuno nei corridoi sussurra si tratti di acqua ragia. In realtà, stando al responso dei tecnici, è acqua mista a sapone. Come ci sia finito lì, però, è un mistero. In ogni caso i responsabili della società che gestisce la ristorazione all’Ilva ritirano tutte le bottigliette di quel lotto. Sono più di un centinaio. E contattano senza attendere un secondo di più il fornitore presso il quale è stata acquistata l’acqua minerale. Servono chiarimenti sul come possa essere accaduta una cosa del genere. Anche per comprendere a chi possano essere attribuite le responsabilità dell’incidente. In attesa di saperne di più, la società di ristorazione ha rimandato indietro le altre bottiglie. Ha sostituito temporaneamente l’acqua con altre bevande e da oggi verrà servita una marca d’acqua minerale differente. Di chiaro, sembra, c’è solo una cosa: non si tratta di sabotaggio. «La bottiglietta era integra - spiega Barbi - E il nostro collega dice che era sigillata. Per fortuna possiamo escludere il gesto volontario di qualche malintenzionato».


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Commenti inseriti 1 — pagina 1 di 1

18/12/2008 13:05 Isabella, Genova.

Speriamo in bene. Anche per le mense dei bimbi....


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