Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.09:36

Docenti universitari: il 33%
non risponde alle mail

29 dicembre 2008
  | Matteo Politanò

Sarà per l’età avanzata, o per il carico di lavoro cui sono sottoposti. Fatto sta che i docenti dell’Università di Genova riescono a malapena a rispondere alle e-mail dei loro studenti. Anzi, il 33 per cento dei professori non risponde affatto. È il risultato di un’inchiesta che comparirà sul Secolo XIX di oggi.

Creando account fittizi di posta elettronica, fingendoci studenti interessati ad un colloquio per discutere sull’organizzazione della tesi di laurea, sono state inviate 1.115 mail ai professori dei principali dipartimenti e corsi di laurea, utilizzando in alcuni casi i siti di facoltà per ottenere le liste e facendo riferimento anche al database dell’ateneo sul sito www.unige.it. Le risposte, calcolate in un tempo limite di dieci giorni, permettono di stilare dati percentuali e una media dell’ateneo sull’utilizzo delle mail da parte dei docenti universitari. Il risultato è che il 33 per cento dei professori contattati non risponde alle mail.

La facoltà peggiore è Medicina, dove su 197 professori contattati solo il 39 per cento ha dato risposta. Mentre il record positivo dell’ateneo genovese spetta a Scienze politiche con un’invidiabile 91 per cento di professori che hanno risposto alle mail.

Insomma, sotto il profilo informatico l’Università di Genova, che ha i professori ordinari più anziani d’Italia - la loro età media è di 60,3 anni, circa due anni in più rispetto alla media nazionale - non brilla. I professori, a quanto pare, o sono troppo anziani per le nuove tecnologie oppure sono troppo presi dalle loro altre attività professionali (medici, avvocati, ingegneri, architetti) e quindi impossibilitati a rispondere ai messaggi degli studenti. Nonostante la stragrande maggioranza di loro (96 per cento) dichiari di dedicarsi a tempo pieno all’attività accademica.


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Commenti inseriti 125 — pagina 1 di 13

31/12/2008 16:42 Giulia, Genova.

Non era certamente la "mail del secolo"... ma spam evidente. Che vergogna chiamare inchieste bufale di questo tipo! Sarebbe molto più serio chiedersi da quali interessi sono mosse simili azioni pseudo-giornalistiche, ma forse ne temiamo la risposta.

31/12/2008 16:01 ste, genova.

Scusate un attimo: mi sono laureato 5 mesi fa e credo di poterVi dare un'opinione da persona informata dei fatti:
1- sui precari: è un grosso problema, è vero. Come è vero, però, che gran parte del personale amministrativo precario è entrato li perchè è figlio di, parente di, etc...quindi se è vero che il sistema è malato, è anche vero che molti sono stati assunti grazie a questo sistema malato (e sia chiaro non parlo di ricercatori!).
2- sulle e-mail. Non è questo il vero problema. Se un prof. non risponde ma tu puoi scomodarti e andarlo a trovare in dipartimento vuol dire che le cose funzionano bene. Il problema è che spesso i proff. sono liberi professionisti e trovarli in dipartimento è un'impresa (ma questo non è un problema genovese).
3- il buco di bilancio. Questo è un problema grosso che è sempre esistito, ahime. Emerge ora perchè sono diminuiti gli stanziamenti che, invece di aiutare la ricerca, coprivano gli sperchi....

31/12/2008 15:51 Pietro P, Genova.

Gentile Redazione, da tempo mi chiedo con quale logica aprite e chiudete gli articoli ed i forum relativi. Più volte ho rivolto rispettose suppliche affinché gli articoli di soggetto identico ed i relativi forum venissero unificati, per ovvia comodità del lettore. Il risultato è che oggi ci sono due forum sul povero barbone morto, uno con 49 e l'altro con 48 post. Due sulle mail fantasma a Uni GE, uno con 30 e l'altro con 132 post. E ben tre sul conflitto di Gaza.
Poi, come un lampo, mi è balenata la risposta: è evidente che non esiste nessuna logica e si procede a casaccio, come capita, secondo l'uzzolo dei redattori. Altra soluzione non riesco ad immaginarla.
Buon Anno.

31/12/2008 10:59 carlo penco

ho 60,3 anni, e sono pienamente nella media dei vecchi docenti genovesi. Rispondo quotidianamente a tutte le mail degli studenti (anche le più cretine); in questi ultimi anni ho avuto più di 300 studenti all'anno e avrò risposto a centinaia di mail di studenti all'anno. Mi rifiuto solo di rispondere alle mail spam – facilmente individuabili – che cancello immediatamente. Questa inchiesta è fasulla e malfatta. Parte da una idea preconcetta contro l'Università pubblica e cerca di farla passare a tutti i costi. Ha iniziato con una serie di pettegolezzi sulle famiglie dei docenti e prosegue per slogan e pseudo inchieste. Credo che il Secolo XIX abbia una tradizione che gli permetterebbe di voler "volare più alto". La china dello scandalismo a tutti i costi è scivolosa: è come "al lupo al lupo". Se un volta il giornalista toccasse davvero un problema grosso, potrebbe avere come conseguenza l'indifferenza. Non è questo, credo, lo scopo del giornalismo.

31/12/2008 05:41 Studente Universitario Genovese, Genova.

Per poter vivere a Genova (vengo da un'altra regione) devo lavorare, dato che di posti alloggio liberi non ce ne sono e la borsa di studio che percepisco è ridicola. Tutto sommato non mi lamento, c'è chi sta peggio di me, ma mi piacerebbe che la stampa tralasciasse le buffonate e si occupasse dei veri problemi dell'Ateneo, senza sparare cifre a casaccio e senza scrivere notizie distorte.

E' necessario risanare, bisognerebbe cominciare dal parlamento. Questo è quanto guadagna il vostro amato ministro Brunetta (ed è uno di quelli che guadagna meno):

http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/ministro_brunetta/retribuzione.htm

Chi vuole veramente cambiare la situazione agisce, non sta a chiacchierare su internet. E' ora di finirla di delegare.


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