«L’Ufficio Postale di via 2 dicembre 1944, n. 28, quartiere Cep, nel quale Poste Italiane sta effettuando operazioni per aumentarne il grado di sicurezza, riaprirà il giorno 12 gennaio. Dopo la rapina avvenuta l’ 11 dicembre, l’azienda per garantire la sicurezza del personale e dei molti cittadini che ogni giorno usufruiscono dell’ufficio, ha tempestivamente preso contatto con le istituzioni competenti e avviato i lavori necessari a garantirne la normale operatività. Poste Italiane conferma che il presidio del territorio e la qualità dei servizi, sono i valori sui quali l’azienda ha costruito il suo storico rapporto con cittadini e istituzioni, impegnando ogni giorno investimenti e risorse».
La nota è stata diffusa nel primo pomeriggio, dopo che questa mattina alcuni abitanti del Cep hanno dato vita all’operazione “Tartaruga”.
L’OPERAZIONE TARTARUGA
E’ stata escogitata al Cep per ottenere la riapertura del servizio postale. Gruppi di cittadini hanno chiesto informazioni e hanno eseguito piccole operazioni per rallentare i lavori degli uffici della zona e sensibilizzare l’amministrazione postale per la riapertura del servizio nel loro quartiere. E la protesta potrebbe ottenere, probabilmente, l’effetto voluto cioè la riapertura dei servizi postali al Cep. La protesta organizzata contro la chiusura dai primi di dicembre dell’ufficio postale del quartiere. Il comitato Pianacci ribatte alle Poste: «falsa la motivazione delle rapine, lo hanno sempre voluto chiudere, a dicembre un solo episodio di furto. Nel quartiere non si possono chiudere i servizi, ma ampliarli e con essi convivenza e sicurezza, non possiamo essere i soli a pensare al presente e al futuro del nostro quartiere».
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Commenti inseriti 7 — pagina 1 di 2
..ma Genova non era una città sicura?
auguri
Caro Peter, vedo con piacere che tra la tutela di un presidio necessario per il territorio come le poste (da dove, ricordiamolo, si ricevono anche le pensioni oltre che spedire vaglia e effettuare pagamenti) e la volontà di tagliare i costi da parte dell'azienda Poste Italiane, tu prendi le difese dell'azienda. Sarebbe bello capirne i motivi. Aldilà di questo, la comunicazione di Poste Italiane dimostra che le alternative esistevano, bastava metterle in campo da subito, e non aspettare la figuraccia di stamattina. E poi, per favore, evitiamo i luoghi comuni sull'omertà. Ci sarà sicuramente qualcuno che non vuole vedere nè sentire, al CEP così come in Centro, così come ad Albaro, ma la maggioranza delle persone che vivono al CEP sono persone normali, te lo assicuro. Se non ci credi puoi provare a farci un giretto.
ribadisco, a prova di controllo sia negli archivi stampa che in quelli del ministero dell'interno, che l'ufficio postale al Cep (via Due Dicembre) è stato rapinato una sola volta.
In compenso quello di via Ulanowski a Sampierdarena è stato rapinato due volte da settembre ad oggi e non è stato chiuso...
Cara Francesca ti sbagli poichè tale ufficio ha già subito diverse rapine e IL SECOLO XIX, grazie ai suoi archivi, potrebbe confermarlo.
Il concetto di Piero potrebbe essere messo in atto magari con le dichiarazioni di intento della popolazione del CEP a non essere....omertosa!
Casomai la soluzione dovrebbe essere quella di installare telecamere ed aumentare la deterrenza piuttosto che chiudere l'ufficio aumentando la percezione di degrado ed il senso di abbandono col risultato di fare il gioco del nemico scoraggiando quelle persone che si battono da anni per migliorare il quartiere.
Le autorità liguri dovrebbero intercedere presso le poste per scongiurare la chiusura dell'ufficio.
Il primo passo per risanare questi quartieri è quello di cecare di dotarli di servizi e di fare delle scelte che perseguano il miglioramento della qualità umana abitativa evitando di considerarli discariche sociali condannate a tal ruolo. Servizi,diminuzione del rapporto locazioni/proprietà a favore di queste ultime, strumenti per la sicurezza proporzionali ai problemi, continuità abitativa, controllo abusivismo e pilotaggio nuovi inserimenti, modifiche archittettoniche atte ad aumentare vivibilità e integrazione con la costa (ascensori, bypass dell'autostrada,ecc.)
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