L’INCHIESTA, pubblicata ieri dal Secolo XIX, sulle e-mail dei professori universitari ha suscitato reazioni a catena. La nostra indagine è stata realizzata inviando ad oltre mille docenti una mail di richiesta di colloquio da parte di uno “studente”. Il 33 per cento dei docenti non ha risposto alle mail.
Ieri, sul sito Internet del Secolo XIX, sono piovuti i commenti dei lettori. «Con le mail - scrive Francesca, studentessa - i prof sembrano avere poca dimestichezza... Quante volte ho cercato di contattare docenti a indirizzi che sono poi risultati inesistenti... E se ci confrontiamo con gli europei, in questo siamo veramente tristi... Speriamo che qualcosa cambi... Per chi è fuori sede contattare un prof è vitale!».
«Mi viene in mente - è il ricordo di Marco - un colloquio con un professore giurassico di Giurisprudenza; mando la mail per avere info sul programma del suo corso di studio in quanto le informazioni sul manifesto degli studenti erano pressoché inesistenti. Nessuna risposta».
Molte i commenti critici. Carlo Tacchetti, professore: «Da questa inchiesta appare solo un aspetto del nostro Ateneo e a me non sta bene. Non mi sta bene perché faccio il mio dovere fino in fondo e con me numerosi colleghi. Non mi va di essere considerato un saprofita quando mi presento come docente universitario».
«Per parlare con i prof - scrive Maria Elena - ci sono gli orari di ricevimento...per eventuali chiarimenti sui programmi ci sono anche e soprattutto gli assistenti... La mia esperienza di laureata in giurisprudenza anno 2003 è diametralmente opposta: il mio relatore rispondeva alle mie mail (dopo che ci eravamo accordati sull’utilizzo di detto strumento) anche la sera tardi o nei festivi». «A Lettere - scrive Marco Berisso, ricercatore - ci siamo accorti tutti che quella mail era una bufala, perché si vedeva lontano un miglio che era stata scritta da chi con dell’Università non aveva la minima frequentazione».
Resta da chiarire perché il 67 per cento dei docenti interpellati ha avuto la cortesia di rispondere. Sono stati degli sprovveduti? Oppure si tratta semplicemente di persone cortesi, di docenti scrupolosi? Senza contare che in alcune facoltà, come abbiamo riferito, le risposte sono arrivate elevatissime - 91 per cento a Scienze politiche, 82 per cento a Ingegneria - e con tempi di attesa molto brevi: a Ingegneria ben 109 professori hanno risposto nel giro di 24 ore.
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Commenti inseriti 44 — pagina 1 di 5
in risposta a Carlo Tacchetti del 02/01/2009 11:21
certo che bisognerebbe licenziare o almeno riprendere chi non fa il proprio dovere... ma chi lo dovrebbe fare?? dei professori...loro colleghi...e quindi?
E quindi finchè il sistema rimarrà perverso come quello attuale di "autovalutazione" (buffonata colossale) l'unica risorsa è la gogna mediatica (e meno male che ci resta quella).
E se qualcuno non la ama....beh che si inizi (e devono ben iniziare i prof. virtuosi) nei consigli di Facoltà, Corsi di Studio, Dipartimenti, ecc. a non far più torte e a darsi tutti una regolata.
Buonasera, visto che si parla di produttività didattica nonchè scientifica del corpo docente dell'Ateneo Genovese posso chiedere al Dott. Marco Berisso, che tanto si risente, come mai, quale ricercatore, non emerga una sua pubblicazione da scholar google?
cordiali saluti
L'università italiana fa schifo. Non si vuole dimostrare questo, ma è un dogma. Gli articoli del Secolo XIX erano discutibili nel metodo e nelle conclusioni. Tuttavia partendo dall'assunto dogmatico, si da per buono anche ciò che buono non è. Le magagne all'Università di Genova esistono. La storia del buco dell'albergo dei poveri basta da sola. In ogni caso, sia gli articoli sul Dams che questa indagine condotta con le email non brillano di onestà intellettuale. Lungi dal credere alla teoria del complotto, ma il giornalismo è un'altra cosa.
Auguro a tutti un felice 2009 pieno di soddisfazioni.
Cordiali saluti
carlo tacchetti
Gentile Redazione, da tempo mi chiedo con quale logica aprite e chiudete gli articoli ed i forum relativi. Più volte ho rivolto rispettose suppliche affinché gli articoli di soggetto identico ed i relativi forum venissero unificati, per ovvia comodità del lettore. Il risultato è che oggi ci sono due forum sul povero barbone morto, uno con 49 e l'altro con 48 post. Due sulle mail fantasma a Uni GE, uno con 30 e l'altro con 132 post. E ben tre sul conflitto di Gaza.
Poi, come un lampo, mi è balenata la risposta: è evidente che non esiste nessuna logica e si procede a casaccio, come capita, secondo l'uzzolo dei redattori. Altra soluzione non riesco ad immaginarla.
Buon Anno.
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