Dal maggio del 2008 erano l’incubo di aziende e abitazioni private fra Genova e il suo entroterra, dove hanno colpito con un’impressionante cadenza di furti. La loro “carriera” è terminata un paio di giorni fa, quando gli uomini della polizia Stradale di Genova Sampierdarena hanno arrestato Giovanni Palma (34 anni) e notificato un nuovo ordine di custodia a Cosimo Spampinato (43 anni) e Francesco Pacifico (50), già in carcere per altri reati (arrestati dai carabinieri durante le festività natalizie dopo essere stati trovati a smurare la cassaforte di un negozio di giocattoli alla Foce).
I circa sette mesi di indagini, condotte anche con intercettazioni e pedinamenti, hanno permesso agli agenti di attribuire ai tre almeno sei episodi:
17-19 maggio, Genova
furto nel centro Elaborazione e Monitoraggio del primo tronco della società Autostrade, da dove vengono rubati circa 25.000 euro in contanti e tessere Viacard;
4 giugno, Genova
furto nell’ufficio Amministrativo del teatro Carlo Felice in occasione del concerto di Gigi D’Alessio: dopo avere forzato una porta e due armadi blindati, i tre si sono impossessati dell’incasso della serata, pari a 38.400 euro;
7 giugno, Genova
nottetempo, i tre entrano nell’abitazione di una donna in via Costa del Vento, da dove vengono rubati due fucili da caccia, una carabina e una balestra, tutti regolarmente detenuti;
13 luglio, Visone (Alessandria)
nella notte, i tre cercano di rubare nel deposito di una ditta privata che noleggia slot-machine: vengono “disturbati” dall’intervento delle forze dell’ordine;
18 luglio, Cogoleto
tentato furto in un supermercato, dove l’obiettivo sono i 3000 euro nascosti nella cassaforte: in questo caso, l’attivazione del sistema d’allarme e l’arrivo della polizia - che ormai era sulle tracce dei tre - interrompe l’azione; non solo: durante la fuga, uno di loro perde un non meglio precisato «oggetto personale», che permette agli agenti di collegarlo con certezza all’episodio;
29 luglio, Genova
nella notte, l’ultimo tentativo: un colpo nell’ufficio Economato del complesso universitario di corso Dogali, con ingresso dall’orto botanico; di nuovo, i tre non riescono a mettere le mani sui 3000 euro custoditi nella cassaforte per l’intervento delle forze dell’ordine.
Dopo gli arresti, gli agenti hanno perquisito le abitazioni dei tre (due dei quali con moglie e figli), tutti residenti nel ponente di Genova, scoprendo che conducevano una vita abbastanza agiata e recuperando arnesi da scasso, refurtiva e armi.
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