La pedana disabili che non funziona sul bus, il medico della mutua che non si trova, il documento che non si riesce proprio a farsi rilasciare dallo sportello. E poi la busta non recapitata dal corriere, la ricevuta non battuta dal negoziante, il parcheggio non trovato nell’area a pagamento nonostante l’abbonamento.
La città dei disservizi, dei diritti esigibili, ma non corrisposti, delle pratiche infinite per risolvere un problema in partenza semplice semplice. Quella metropoli mal funzionante che spesso non parla, non fa sapere di sé, ma turba l’esistenza di molti e che fa parte degli ostacoli della vita di centinaia, di migliaia di persone.
Il Secolo XIX ha iniziato con l’articolo di oggi a metterla in pagina, a rendere pubblici i casi di disservizio anche al fine di far ottenere una risposta a chi non l’ha avuta dall’ente che non ha rispettato l’accordo. Storie di ordinaria “malamministrazione”, cause di notti insonni, ricerche infinite e, a volte, inevitabili allungarsi dei tempi laddove, specie nel mondo della sanità, meno si può aspettare. L’invito è quello di segnalare le vostre storie e le vostre “disavventure” al giornale, attraverso l’indirizzo di posta elettronica cronaca@ilsecoloxix.it, o, in alternativa il numero di fax 010.5959529. È possibile anche scrivere una lettera all’indirizzo “Il Secolo XIX, piazza Piccapietra 21, 16121 Genova”.
Ci sono due tipi di diritti, esigibili da un comune cittadino. Quello, per lo più gratuito, garantito dalla Costituzione o da una legge dello Stato italiano. E quello, stipulato su base volontaria ma provato da un documento, da un titolo di viaggio o da una regola assodata, che nasce dal fatto che per quel servizio è stato pagato un prezzo, stipulato una sorta di contratto. Spesso l’unico mezzo per tentare di ottenere una risposta è l’attesa al centralino di un call center, il reclamo scritto o la e-mail alla direzione o a un ufficio di relazioni con il pubblico. Quando va bene, perché in molti casi l’unica possibilità di soluzione a un alterco è il ricorso a un legale o al giudice di pace.
Mandateci le vostre lettere, le vostre storie, circostanziate e documentate nei dettagli. Dopo aver verificato il disservizio oggetto delle segnalazioni, chiederemo le risposte per conto vostro.
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