IL FERRO, grigio e scarsamente decorato, da qualche giorno a questa parte sbarra il passaggio e tiene lontano il problema. O per lo meno lo allontanerà, lo farà fiorire altrove. I residenti di vico Fasciuole e di vico Mallone, tra la Maddalena, via Garibaldi e San Siro, potranno stare tranquilli: tossici e spacciatori non frequenteranno più questi due punti del Centro storico. Buona notizia per chi abita o lavora qui. Non per la città e per chi avrebbe preferito una risoluzione diversa da quella di tagliar fuori dallo stradario, rendendo privato uno spazio pubblico, due piccoli pezzi della comune storia. Vico delle Fasciuole è impraticabile da anni, per via delle poco allettanti frequentazioni. È stato sbarrato a spese del Comune con un cancello, anche e soprattutto dopo le continue segnalazioni e proteste degli esercenti della zona. Vico Mallone invece è un tratto dimenticato tra piazza della Cernaia e piazza della Posta Vecchia. Dimenticato da tutti, tranne che dai tossicodipendenti: questo vicolo è uno e dei luoghi privilegiati per il consumo di stupefacenti. Gli stessi residenti di questi palazzi hanno chiesto tempo fa a Comune e Municipio di intervenire. Offrendosi, tra l’altro, di finanziare l’intervento. Dopo l’ordinanza che ha deciso per l’installazione delle cancellate, in entrambi i punti verrà ora ripristinato il selciato, poi potranno passare soltanto i residenti. «Purtroppo sono percorsi che portano a scegliere il male minore - allarga le braccia Aldo Siri, presidente del Municipio Centro Est - Ma il problema di queste persone che si drogano non lo si elimina». È dal 1990 che nel centro storico si utilizza questa drastica misura per ristabilire condizioni di vivibilità accettabili. Giuliano Bellezza, capogruppo del Partito democratico nel Municipio Centro Est, e soprattutto ex presidente del parlamentino, non crede che quella dei cancelli sia la soluzione migliore: «Io da presidente ne ho messi pochissimi, - racconta - il disagio si sposta ma non si annulla». Francesco Scidone, assessore comunale alla Città sicura, la pratica di vico Mallone e vico Fasciuole se l’è ritrovata tra le mani: «Decidiamo per provvedimenti di questo tipo solamente quando c’è la totalità dei residenti d’accordo. Basta un dissenso, e la cosa non si può fare».
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