Rinunceranno ai balconcini in evidenza, alle provocanti calze a rete e alle “mini” inguinali. Poi chiuderanno uscio e affari alle 20, non faranno baccano in strada, sorrideranno ai vicini e magari daranno di tanto in tanto qualche colpo di ramazza davanti alla soglia di casa. Soprattutto, indicheranno alle forze dell’ordine e al Comune le schiave del sesso, alleate sul campo della lotta contro lo sfruttamento soprattutto di giovani straniere. In cambio otterranno dall’amministrazione una sorta di tolleranza e un permesso non scritto a continuare ad esercitare negli appartamenti di sempre. Il Comune scende a patti con le prostitute dei vicoli, o per lo meno col nucleo di quelle “storiche” riunitesi in comitato, coinvolge una personalità di spicco a livello nazionale nel riscatto delle donne di strada e scommette anche su queste persone per la riqualificazione di Maddalena, Ghetto e dintorni. L’incontro porterà a un decalogo comportamentale per le donne di vita di questa zona, all’ottenimento del loro aiuto per scovare le vittime del mercato del sesso e un impegno attivo nella riqualificazione delle aree più degradate.
«Affrontiamo il tema senza ipocrisia - spiega l’assessore alle Pari Opportunità Roberta Papi - la prostituzione non è reato, in Italia, e non la si debella. Tanto vale costruire un percorso». Il primo incontro tra Comune e prostitute è avvenuto poco prima di Natale, a seguito di una colorita manifestazione portata in strada in tono polemico con l’ordinanza del sindaco dell’estate scorsa dal comitato diretto dalla celebre pasionaria Pia Covre. La Covre oltre vent’ anni fa insieme ad una compagna di strada fondò il movimento delle prostitute. Oggi è il presidente del Comitato nazionale per i diritti delle stesse e a Genova ha radunato un bel po’ di ragazze e donne che hanno scelto la strada per dire no alla chiusura dei bassi. «C’è un gruppo di lavoratrici del mercato del sesso che da sempre lavora in quella zona - spiega - ci sta a cuore poter esercitare questo lavoro nel Centro storico, e al contempo lavorare perché, con la costruzione di un progetto, possiamo dare un contributo alla lotta dello sfruttamento. Presto conoscerete i dettagli».
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Commenti inseriti 29 — pagina 1 di 4
Non stupiscono certi commenti in un paese dove le donne sono trattate ancora come sguattere inferiori agli uomini un po' dappertutto, e particolarmente sul posto di lavoro e nelle tv nazionali.
La prostituzione innanzitutto non dovrebbe essere legale per questioni morali, e poi facciamola finita con questo discorso delle professioniste e del servizio, che come tutte le attivita' non pienamente lecite, anche la prostituzione e' collegata ad altre attivita' criminali, e anche per questo va eliminata. La questione italiane o straniere non centra, e' la portata del problema, e sarebbe lo stesso se tutte le prostitute di oggi fossero italiane. Quanti piu' soldi ci sono da fare sottobanco, tanto piu' la malavita fiuta l'affare. Fatela finita con la figura romantica della meretrice e cominciate ad aprire gli occhi... ma dimenticavo che questa e' l'italia della liberta' di fare tutto cio' che ti pare, protetto da un mare incomprensibile di leggi inapplicabili e quindi inutili.
Ma proprio qualcheduno non riesce a capire che la stragrande maggioranza sceglie questa professione liberamente?Non servono le "ronde"ma dare la possibilità di esercitare come un qualsiasi esercizio commerciale ovviamente mettendosi in regola con i dovuti adempimenti.
Il degrado che esiste attualmente è solo dovuto al fatto che non ci sono regole e il continure a non darle fa pensare che a molti conviene così, in fondo se non ci sono i trasgressori che fanno i giustizieri?
ecco brava: COSTRUIAMO UN PERCORSO: magari una guida con le stelline per le piu brave ...
ma che facciano la guardia le guardie ...
Inutile e stupido non dire quello che tutti pensano e sanno.
Negli anni passati le prostitute non disturbavano proprio nessuno, se vogliamo erano una nota di folkloristica, ma erano Italiane. Il tutto è andato degradandosi con con l'avvento delle prostitute straniere, che tutti hanno tacitamente accettato senza, come al solito, essere capaci di prevedere quanto sarebbe successo nel tempo.
tolleranza per tolleranza non sarebbe meglio riaprire le case di TOLLERANZA ? il casino adesso è per strada non tanto per chi si prostituisce ma per tutti quei parassitI che le sfruttano finchè valgono per poi gettalre in in angolo appena la rendita non è più adeguata. Mentre per coloro che prima delle elezioni esultavano l'attuale governo regionale e ora si lamentano, se hanno ancora quella famosa mglietta, possono senpre indossarla.
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