Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 09/02/2010 h.14:56

“Bus atei”, Genova apripista. L’Amt:
«Non sapevamo, ma non possiamo censurare»

12 gennaio 2009
  | Patrizia Albanese

L’AMT: «NON SAPEVAMO
MA NON POSSIAMO CENSURARE»

Ha squillato più di una volta, ieri pomeriggio, il telefonino di Bruno Sessarego, presidente dell’Amt, azienda genovese dei trasporti a proprietà mista franco-italiana, quando si è diffusa la notizia che due bus dell’ex municipalizzata sarebbero diventati un “manifesto” itinerante all’ateismo. «Non sapevo dell’iniziativa - ha spiegato Sessarego - la pubblicità sui nostri mezzi di trasporto è gestita da una concessionaria, che raccoglie le inserzioni in tutta Italia. Non ci viene reso noto il dettaglio di ogni singolo annuncio. Anche perché, finora, francamente, non se n’era mai sentito il bisogno. Figurarsi. Non vedo però nessun ostacolo». Una pausa e il presidente di Amt considera: «Se è stato stipulato un contratto tra questa associazione e l’azienda, sono convinto che vada comunque rispettato. Ci mancherebbe. Senza contare poi un altro dettaglio: bloccare tutto, a mio avviso, sarebbe infatti ancora peggio. Come minimo, verremmo accusati di voler praticare una qualche forma di censura. Cosa che francamente non mi pare proprio». Un’altra pausa e Sessarego, quasi timidamente, afferma: «certo, da un punto di vista personale, preferirei non esprimermi. Però spero che non venga urtata alcuna suscettibilità. Sia da parte dei nostri utenti, sia per quanto riguarda altre persone».

All’Amt non è stato ancora stabilito quali saranno le due linee degli autobus sulle quali girerà la pubblicità pagata dall’Uaar. «Dobbiamo ancora discuterne. penso che anche di questa cosa si occupi l’ufficio marketing con i committenti. Che proprio a seconda dei costi, dei tempi e delle scelte decidono quali linee e con quali tempi». Ancora non sa che in base alle donazioni raccolte, la pubblicità atea potrebbe andare avanti anche oltre i 30 giorni fissati.

Uno dei bus circolanti a Londra con la campagna ateista che sarà lanciata anche a Genova

I BUS “ATEI” DA FEBBRAIO A GENOVA

Qualcuno li ha già ribattezzati bus anticlericali. Già, perché anziché pubblicizzare merci varie, i due mezzi dell’Amt sponsorizzati dall’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) promuoveranno la loro filosofia. Ovvero: «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno». Avvolti in questa frase, circondata da un cielo azzurro punteggiato da nuvolette bianche, i bus gireranno su e giù per la città dal 4 febbraio. E per un mese, c’è da giurarci, trasporteranno passeggeri perplessi, scandalizzati, incuriositi, divertiti o indifferenti. La campagna pubblicitaria - costata all’Uaar ottomila euro - durerà un mese. O forse più. E potrebbe anche espandersi su altre linee cittadine. Prima di essere esportata in altre città italiane. Quante? Dipenderà da quanto verrà raccolto dall’Uaar, che ieri ha aperto le sottoscrizioni. Finanziamenti piccoli e grandi, che arrivano ogni minuto e mezzo al sito www.uaar.it. Per non parlare dei versamenti per posta.

Raffaele Carcano
Raffaele Carcano, milanese, 42 anni, da oltre uno segretario nazionale di Uaar, minimizza: «Debutta in Italia una campagna pubblicitaria già realizzata con successo in Gran Bretagna, dov’è partita il 6 gennaio con 800 bus, grazie a donazioni che hanno raggiunto le 155 mila sterline. Il messaggio è analogo: «God probably doesn’t exist.Enjoy your life». Ha avuto un successo strepitoso. Tanto da essere ripresa anche a Washington, Madrid e Barcellona. In Australia, invece, è stata respinta. Le autorità di Sydney non l’hanno accettata. In Italia, dopo il debutto a Genova, proseguiremo in altre città. Vedremo in base alle donazioni sia dei nostri soci, sia dei simpatizzanti. Siamo partiti oggi (ieri, ndr) e vedremo. Finora? Be’, non so. Ecco, al ritmo di una donazione ogni 90 secondi. Quanto? Dunque: 100, 50, 20, 5, 10, 50... Circa 500 euro in un’ora. Ma la questione non riguarda tanto il lato economico, quanto piuttosto l’aspetto filosofico della questione. Non a caso, prima di partire, abbiamo fatto un sondaggio sul nostro sito. Dato l’alto numero di adesioni all’iniziativa, abbiamo deciso di partire».

Non è stato un caso, la scelta di Genova per un debutto che avrebbe fatto comunque parlare. E soprattutto discutere. Spiega Giorgio Villella, padovano, 72 anni, per 7 segretario Uaar prima di Carcano: «Genova è la città che s’è ribellata alla visita del Papa, vissuta malissimo come risulta dalle migliaia i mail che abbiamo ricevuto. Genova è la città dove risiede il presidente della Cei, la Conferenza episcopale italiana. Genova è la città dove s’è avuto un numero altissimo alla giornata dello “sbattezzo”: oltre 200 persone hanno firmato per non voler più essere battezzate. Infine, Genova è la città dove si tiene il Gay Pride 2009. Era impossibile non scegliere questa città per partire con il nostro messaggio.Tutto qui».

La reazione della Curia genovese?

Monsignor Marco Granara
Da monsignor Marco Granara, rettore del Santuario della Madonna della Guardia è arrivato un invito ai credenti: «Non fare contrapposizioni, ma evangelizzare. Prima con la vita, poi con gli slogan». Poi l’auspicio: «Che sia di stimolo per i cristiani. Perché offrano la propria testimonianza. E perché rispondano in termini intelligenti, come chiede il Papa, dimostrando una Fede pensata e amica dell’intelligenza».

Stessa ricerca al fine di evitare contrapposizioni da parte di don Gianfranco Calabrese, direttore dell’ufficio catechistico della Diocesi di Genova.

E se don Andrea Gallo giudica l’idea «interessante» e dice che non ha

Don Andrea Gallo
problemi a salire sui bus degli atei sarà interessante vedere come reagiranno i genovesi. Non la prenderei come una crociata di cattiveria, di malizie, o di desiderio di persecuzione della chiesa, o addirittura verso il presidente della Cei - prosegue don Gallo - ma è creatività e mi piacerebbe rispondere agli organizzatori che Dio invece esiste, ma non sei tu. E allora: rilassati, cerchiamolo insieme tra gli ultimi, lo dico anche a me stesso». Salirebbe don Gallo, prete rosso e di frontiera, su questi bus? «Certo, non mi scandalizzo per una frase - conclude - quando non c’è un’offesa, una volgarità, allora cerchiamo un dialogo. Rispondo cercando di ascoltare e di dialogare». Anche se Fabio Gasparrini, creativo dell’agenzia Horace Kidman, ideatore della campagna pubblicitaria, tiene a dire: «Non c’è alcun intento di offesa. Ma di provocare e far discutere».

E che la campagna sia provocatoria e faccia discutere, non c’è alcun dubbio. Anche perché, come chiarisce Gasparrini: «I bus avranno pellicole sul vetro, di tipo one way, come si dice in gergo. È un annuncio solo testo e avrà a corollario un cielo azzurro con alcune nuvolette bianche». Nuvole che sono un omaggio a Genova e soprattutto ai suoi due cantautori forse più famosi: Paoli e De André. Fabrizio De André, racconta il creativo milanese «con la religione aveva un rapporto controverso e che si ricorda a dieci anni dalla morte». L’omaggio a Gino Paoli sta proprio in quella nuvoletta: «È il cielo in una stanza».

Insiste il pubblicitario: «Nessuno, ovviamente, cambierà idea. Sia chi la pensa in un modo, sia chi la pensa in quello opposto. È soltanto un invito a pensare in chiave illuminista».

ben più decisi, invece, i rappresentanti genovesi dell’Uaar. Incalza Silvano Vergoli, responsabile della sede di Genova: «Vogliamo far sapere che si può vivere anche senza religione. E soprattutto, vogliamo che si sappia come sia possibile essere atei senza per questo venire additati pubblicamente. Esattamente come si fa ancora per gli omosessuali. Forse siamo una minoranza, noi atei come loro. ma abbiamo tutti diritto di cittadinanza».


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Commenti inseriti 433 — pagina 1 di 44

20/01/2009 02:29 Luca, Bologna Italia.

Non sono un iscritto UAAR pur essendo ateo, come tanti atei in Italia, e la loro mi sembra un'ottima iniziativa!!In un clima come quello italiano, così cupo e dominato malamente dalla morale perbenista, moralizzatrice e ipocrita del cattolicesimo, una scritta sul bus può aiutare a rendere meno cupa la propria giornata, a sorridere e magari a decidere di sbattezzarsi e chiamarsi fuori da quell'abominio della vita che i cattolici chiamano fede, imponendolo a chi non ha la possibilità di declinare a causa della tenera età (battesimo)..Dio nn c'è, parti da te ;) !!

16/01/2009 18:41 a loredano da analisi logica

slogan?
certo, una telefonata è più intima. ma non stiamo troppo a sottilizzare, le comunicazioni di massa usano i mezzi che hanno a disposizione.

comunque - provo a rispiegartelo - di solito fra gli esseri umani (ma anche tra i cani, i gatti, i pesci ecc.) funziona così:

chi comincia a "parlare" esprime un parere con il mezzo che preferisce (a gesti, disegnando, con l'alfabeto morse, per pittogrammi, per radio, in tv... a seconda dei mezzi che ha e\\o del numero di persone che vuole raggiungere, insomma)

così facendo apre una possibilità di dialogo, appunto

questo è il seme. poi, il dialogo lo costruisce chi risponde.

noi, per esempio, e la UAAR stessa, che ha lanciato il sasso e nascosto la mano ma è lì, a disposizione, per rispondere a chi la contatta.

mi sembra semplice.
dici di no?

insomma loredà, è chiaro che sul dialogo non sei proprio fortissimo. ma non buttarti giù, neh.
non so. magari riesci meglio col calciobalilla? il domino? l'uncinetto?

16/01/2009 17:27 Manuel, Pistoia.

@Lorella, Genova
Se ti degnassi di leggere il sito dell'UAAR, scopriresti che l'organizzazione stessa asserisce che, in un mondo migliore, una tale associazione non dovrebbe nemmeno esistere. E' questo mondo che discrimina gli atei ad aver generato l'UAAR. E più generalmente, se l'uomo non avesse inventato dio, non ci sarebbe nessun bisogno di definirsi a-tei.

@Loredano, Genova
Gli atei e gli agnostici sono molti di più dei 2000 iscritti dell'UAAR. Sono il secondo gruppo in Italia dopo i cattolici.

16/01/2009 15:34 Matteo, Genova.

Quello che ha di buono questa inziativa è che riesce a "stanare" la reale struttura dei cosiddetti "credenti". Il cristianesimo ha il germe dell'intolleranza nella struttura più intima del suo messaggio. Non è molto diverso dall'islamismo, solo che ha la "sfortuna" di barcamenarsi in una società che lo sta, a poco a poco, rigettando. E' solo un trapianto andato male. Basta vedere i commenti filo-cristiani: sono facilmente raggruppabili in due categorie. Una buona e caritatevole: ...ma come? con tutto il Bene che facciamo, dio è amore, scopri Gesù negli occhi dei bambini.. ecc. ecc. Poi c'è l'altra faccia:....come osate affermare che Dio non esiste, dovrebbero farvi tacere, la pagherete cara, QUI comandiamo NOI !! ,,ed altre belle parole come queste. State attenti ai cristiani, ognuno di loro può manifestarsi, a seconda delle circostanze, con queste due tipologie comportamentali e cambiarle d'improvviso senza alcun preavviso.

16/01/2009 14:43 Alessio, Genova.

ma perche'gli atei non fanno la loro pubblicita'sui manifesti ansiche' sui bus? sui mezzi pubblici ci salgono le persone e a genova potrebbe capitarci anche un integralista religioso con cattive intenzioni. Non é allarmismo e cio'che pensiamo in tanti


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