L’onda universitaria genovese si organizza per riempire di nuovi contenuti la protesta portata avanti negli ultimi mesi contro la riforma Gelmini, ora diventata legge. E chiede ai presidi di Facoltà la concessione di un luogo dove organizzare la protesta in modo da potersi concentrare sui contenuti delle attività senza dover per forza essere etichettati come “occupanti”. Il luogo per la creazione di un’università alternativa è già stato individuato: una vecchia cartoleria di via delle Fontane, fallita dieci anni fa, i cui locali inutilizzati sono di proprietà dell’università. È questa la volontà trapelata dalla riunione dell’assemblea permanente delle facoltà in lotta, svoltasi ieri nell’aula M di via Balbi 4. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle facoltà genovesi, protagonisti delle occupazioni dei mesi scorsi ma anche di incontri, dibattiti, seminari e serate. L’obiettivo dell’assemblea è trovare un luogo nuovo dove poter continuare le occupazioni in modo da creare quella che da loro stessi è stata definita “un’università alternativa”, un’ambiente dove proporre argomenti, incontri e seminari tesi a valorizzare quegli argomenti poco trattati dai canali ufficiali. Nell’incontro, alcuni studenti hanno anche sottolineato la necessità di capire la posizione del Rettore De Ferrari nei confronti dell’assemblea permanente.
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Commenti inseriti 2 — pagina 1 di 1
Caro Jak.gen, da ciò che scrivi si capisce che non sai neanche lontanamente il motivo per cui vogliamo un nuovo spazio.
Prima di parlare a vanvera informati (alla fonte, non su Il Secolo XIX).
Un occupante laureatosi con 110 e lode.
Fossi uno dei Presidi di Facoltà interpellati consiglierei loro di trovarsi un posto per studiare, visto che non sembrano gradire le loro aule per farlo. Temo che questi studenti non abbiano capito la differenza tra l'attività politica e quella di studio. Quando è stato il mio turno di studiare si chiedeva per la prima ospitalità appunto ai partiti politici, al massimo alla locale Camera del Lavoro, non all'Università. Comunque avranno tutto quello che chiedono, ne sono convinto: le Facoltà di cui si parla mi pare siano quelle di via Balbi, notoriamente in mano alla sinistra e spesso la più estrema. Ragazzi, pensate al dopo, studiate ora che potete! Vorrei che sentiste anche voi ogni tanto, come capita a me, il rimpianto accorato di qualcuno che non ha studiato quando ne aveva l'opportunità. Fa male, ma non si torna indietro.
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