Nell’Italia che vive a due velocità, sociali ed economiche, la Liguria è il sud del nord: al sud ci sono le regioni con il tasso di “povertà” più alto e a due cifre, al nord l’unica regione dove maggiore è la presenza di persone (10,5% anche se sotto la media nazionale) che vivono al di sotto della soglia di povertà. Il primato negativo spetta alla Sicilia, dove risulta vivere con redditi bassissimi una persona su tre.
Al Sud va il record delle regioni più povere, comprese Sardegna e Molise, ma al Nord, appunto un tasso percentuale di povertà a due cifre è riscontrabile solo in Liguria, che comunque si colloca sotto la media nazionale.
Il Veneto, la Toscana e la provincia di Bolzano risultano invece essere le aree con una minore incidenza di persone in difficoltà economica. Sono i dati che emergono dal `Rapporto Annuale 2008 del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica sugli interventi nelle aree sottoutilizzate´ diffuso nei giorni scorsi sul sito del ministero dello Sviluppo economico (consulta il rapporto integrale) e rilanciato oggi dall’agenzia Ansa. Lo studio analizza proprio la situazione del Paese con un’attenzione particolare alle differenze strutturali tra aree.
«Le origini internazionali dell’attuale difficile congiuntura economica - sottolinea il ministro Claudio Scajola nell’introduzione al Rapporto - non devono distrarre l’attenzione dai problemi strutturali del Paese e segnatamente del Mezzogiorno, che acuiscono l’impatto del ciclo economico sui territori». Per il ministro la «questione meridionale» è «questione nazionale» e «la complessità della situazione impone rigore nell’analisi e coraggio nelle scelte, soprattutto nell’individuazione delle possibili linee di intervento verso cui orientare risorse finanziarie sempre più limitate». Alle differenze croniche tra Nord e Sud si è aggiunta la crisi e «le possibilità di riscatto delle Regioni del Mezzogiorno sono state fortemente condizionate dal progressivo arretramento, in termini di prodotto e competitività, di tutto il Paese», rileva ancora Scajola. Tornando agli indicatori sulla povertà, non solo tutte le Regioni del Sud risultano con indici superiori alla media nazionale ma risulta anche in alcuni casi un peggioramento negli anni.
Se nel 2002 i siciliani che vivevano in famiglie al di sotto della soglia di povertà erano il 23,1% della popolazione, nel 2007 sono schizzati al 31,8%. A questo si aggiungono altri indicatori di disagio: nel 2008, per esempio, l’11,7% degli italiani ha denunciato irregolarità nell’erogazione dell’acqua; una percentuale che quasi raddoppia (20,6%) nel Mezzogiorno e che tocca punte del 30,8% in Calabria. Disagi a casa e nel lavoro: il record del lavoro irregolare - sempre esaminando le tabelle del Rapporto sui cosiddetti «indicatori di contesto» - spetta alla Calabria con il 26,9% rispetto alle unità complessive di lavoro.
Oltre il doppio rispetto al 12,15 della media nazionale.( Ecco in una tabella la classifica regionale sulla «percentuale di popolazione che vive in famiglie al di sotto della soglia di poverta»`. I dati sono riferiti al 2007 e attingono alla Banca Dati Istat. Fonte: ´Rapporto annuale 2008’ sullo sviluppo e la coesione economica curato dal ministero dello Sviluppo Economico.
LE PERCENTUALI DELLA POPOLAZIONE
CHE VIVE IN FAMIGLIE AL DI SOTTO SOGLIA POVERTA’
MEDIA ITALIANA 12,8%
Sicilia 31,8% Basilicata 27,9% Calabria 25,7% Sardegna 24,6%
Campania 23,9% Puglia 21,9%
Molise 14,3% Abruzzo 12,4% Liguria 10,5% Lazio 9,2% Umbria 8,3%
Valle D’Aosta 7,9% Marche 7,0% Piemonte 7,0%
Emilia Romagna 6,8% Friuli Venezia Giulia 6,8% Trento 5,9% Lombardia 5,3% Bolzano 5,0% Toscana 4,1% Veneto 3,4%
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Commenti inseriti 14 — pagina 1 di 2
L'importante e che la nostra cara marta che ringrazierò sentitamente alle prossime elezioni riesca a costruire la moschea che riesca ad abbattere l ospedale villa scassi (appena ristrutturato in certi padiglioni)e che continuii a tappezzare tutta genova insieme alla sua compiacente giunta di zone blu a pagamento e che continui a lasciare genova infestata dai topi e da marciapiedi pietosi.........si e proprio vero siamo la cenerentola del nord!!!
Sono perplesso a sentire che ci sono così tanti poveri in Liguria , forse oltre ai "veramente poveri" con pensioni da poche centinaia di euro c'è un grosso numero di gente con pensione da povero ma montetitoli in banca da nababbo. Storie Italiane
x Gianmarco VOLTRI certo magairi sarà interessato in negativo alla gronda e mi spiace..ma personalmente la ritengo utile per l economia..circa l aria bè diciamo così..essendo sul mare Genova e la Liguria ..sono molto ventilare (a volte troppo ) insomma..saluti.....per il resto certo ROMA a Genova di sicuro ha fatto solo danni...anche all aeroporto...basti pensare che dagli anni sessanta in poi ha scippato a Genova le direzioni di Esso-Shell-Mobil-IP ecc ecc poi da Genova via la Mira Lanza la Eridania e tante industrie nell Alessandrino..ultima la Boero da Molassana..però personalmente non dò colpe politiche ( a volte troppo facile ) le industrie vanno anche dove c è più spazi e collegamenti viarii e ferroviari efficenti..
non ci sono problemi, l'importante che i zenesi possano approfittare sempre degli extracomunitari, attittargli i loro tuguri, e crearsi il giusto reddito esentasse il resto sono solo statistiche come il pollo di trilussa, gli extra non mangiano ma i zenesi ne mangiano 20, alla fine si ottiene una media del 10% come nell'articolo
salutoni
Sarò più preciso quando avrò letto il rapporto. Per ora posso solo esprimere grossi dubbi sulla veridicità delle situazioni sommariamente descritte.
Ricordiamoci che il motto ligure è "Chi no cianze no tetta" e quello del Sud "Chiagne e fotti."
Proprio di pochi giorni fa è la notizia che a Crotone ci sono, in %, più Porsche, Mercedes, BMW etc. che a Torino e Biella e lo stesso per altre città del Sud per quanto riguarda l'ammontare dei depositi bancari.
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