I link che trovate qui di seguito vi permettono di ascoltare alcune tra le intercettazioni allegate al processo contro De Gennaro e Mortola. Secondo i pm sono una della prove del tentativo di condizionare le deposizioni dell’ex questore Colucci al processo sulla sanguinosa irruzione alla Diaz in occasione del G8 del 2001.
1 - Colucci-Mortola (prima parte)
L’ex questore Francesco Colucci chiama Spartaco Mortola, all’epoca dirigente della Digos di Genova e oggi questore vicario di Torino. Gli dice di aver incontrato “il capo”, cioè il capo della polizia Gianni De Gennaro, che gli ha consegnato le sue dichiarazioni. Dice anche che “il capo” gli ha suggerito di “fare marcia indietro” su alcune dichiarazioni “sulla stampa”, cioè sul ruolo che l’ufficio stampa della polizia ebbe nella notte della Diaz, il 21 luglio 2001. Colucci cita così anche Roberto Sgalla, all’epoca direttore dell’ufficio relazioni esterne del dipartimento della pubblica sicurezza, oggi capo della polizia stradale.
2 - Colucci-Mortola (seconda parte)
In una fase della conversazione piuttosto surreale l’ex questore Francesco Colucci, la massima autorità di pubblica sicurezza in città nei giorni del G8, dimostra di non ricordare quasi nulla di quello che è accaduto e chiede lumi a Mortola.
3 - Colucci-Mortola (terza parte)
L’ex questore ricorda ancora le parole del capo della polizia, spiegando che De Gennaro gli ha detto di “fare un po’ marcia indietro anche per dare una mano ai colleghi”.
4 – Mortola-Di Sarro
Spartaco Mortola, ex capo della Digos, chiama Carlo Di Sarro, ex numero tre della Digos stessa e oggi dirigente del commissariato di Rapallo. Lo avvisa dell’imminenza della telefonata di Colucci. Ma Di Sarro (completamente assolto da ogni imputazione per l’irruzione alla Diaz e mai indagato per falsa testimonianza) si dimostra molto guardingo sull’opportunità di tenere conversazioni tra testimoni e indagati. Di Sarro dice che si limiterà a riferire solo fatti storici e, pur scherzosamente, bacchetta Mortola per la gestione di un’altra vicenda: il riconoscimento della falsità delle molotov della scuola Diaz da parte del funzionario di polizia Pasquale Guaglione.
5 – Colucci - Legnata al pm
Colucci parla con l’amico Francesco e sostiene di aver dato “due legnate al pm”. Cita Lorenzo Murgolo, funzionario della questura di Bologna, l’unico imputato prosciolto in istruttoria. Il fatto di averlo tirato in ballo, dice sempre Colucci, è stato apprezzato “dal capo” perché “ha messo i pm con le spalle al muro”. Colucci parla anche delle telefonate di ringraziamento giunte dai suoi colleghi. Dice di aver ricevuto i complimenti dell’attuale capo della polizia (e allora numero due) Antonio Manganelli e, infine, direttamente da Gianni De Gennaro.
6 – Colucci - Gratteri
Colucci, attraverso la batteria, cioè il centralino del Viminale, riceve la telefonata di Francesco Gratteri, oggi direttore generale della direzione centrale anticrimine e imputato (poi assolto) per l’irruzione alla Diaz. Gratteri dice a Colucci: “Siamo riconoscenti verso una persona per bene”.
7 – Colucci chiede consigli
L’ex questore inizia a essere divorato dai dubbi. Chiama così un tale Gustavo, che si presume essere un avvocato, e gli chiede se sia stato lecito intrattenere rapporti e conversazioni con altri indagati.
8 – Mortola – Di Sarro – Molotov
Mortola parla ancora con l’amico Di Sarro quando la procura di Genova apre una nuova indagine sulla sparizione delle false molotov della Diaz dalla questura ed esprime tutta la sua preoccupazione per il fatto che i telefoni siano sotto controllo.
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Commenti inseriti 2 — pagina 1 di 1
che strano!!!!!!!!! gli inquisiti hanno fatto tutti mirabolanti carriere; gli altri (DiSarro e Murgolo) sono semplici dirigenti di commissariato. vai a capire il valore delle persone. comunque codeste cose non le leggeremo più, grazie alle trovate pubblicitarie di chi ci governa!!
Oggi, grazie agli ultimi "provvedimenti" del Governo PDL in materia di intercettazioni, questo non sarebbe possibile. Grazie a Silvio e alla sua band per il pronto operato in legiferazioni di priorità indispensabile al popolo italiano (o Delle Libertà...di farsi i c.... propri !).
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