Una strage. Una vera e propria ecatombe. Le “vittime” sono i giovani studenti della provincia rimandati in massa alle prove di verifica programmate nella seconda metà di agosto o nella prima di settembre, senza contare quelli, anche in questo caso numerosi, che dovranno ripetere la stessa classe.
Con la riforma messa in atto dal ministro Fioroni e confermata dalla nuova responsabile del ministero dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, con gli scrutini di quest’anno i docenti non hanno fatto sconti a nessuno e hanno usato la mano pesante.
Ovvero, i bocciati o rimandati si sprecano in osservanza ad una severità che non rimanda soltanto a vecchi parametri della scuola di due generazioni indietro, ma, soprattutto, a più corretti criteri di formazione culturale.
E allora si scoprono percentuali bulgare, ma in senso negativo, classi come la 1^ H dell’Istituto d’Arte a Imperia, per esempio, dove i promossi rappresentano un misero 9,52% (2 su 21) e i rimandati il 57,14%, o ancora nella 1^ S i non ammessi, cioè i bocciati, sono ben il 41,67% per cento. Sintomatico che il caso più eclatante nella scuola di via Agnesi, come in altre scuole, si sia verificato nelle prime classi del corso di studi.
Evidentemente, ed è anche troppo facile desumerlo, la media inferiore, almeno finora, ha licenziato studenti con un basso livello di istruzione o, comunque, con una scarsa capacità di adeguarsi al cambiamento di discipline e di ambiente. Ma il caso dell’Istituto d’Arte, naturalmente, non è isolato.
Anzi, è soltanto uno dei tanti che conferma un fenomeno a quanto pare generalizzato a tutta la provincia. «In effetti i tanti studenti con la sospensione di giudizio che, una volta, si chiamavano rimandati, fino allo scorso anno sarebbero stati promossi – ammette Giovanni Poggio, preside dell’Istituto tecnico Ruffini di Imperia – Attualmente c’è un maggior rigore, invece, e, pur con percentuali di bocciati tutto sommato accettabili, i casi più evidenti di rinvio a settembre si verificano nelle prime classi».
Oltre agli esami di riparazione, la novità di questo anno scolastico sta anche nei corsi di recupero organizzati dalla scuola di appartenenza. «Al Ruffini inizieremo il prossimo 26 giugno, subito dopo la conclusione delle prove scritte di maturità – annuncia Poggio – Ma i ragazzi non possono e non devono affidarsi soltanto ai recuperi: dovranno studiare anche per conto loro pena dover registrare una vera e propria falcidia a settembre».
Anche nell’istituto presieduto da Poggio, infatti esistono casi gravi: nella 1^ A dei geometri con 26 alunni, ad esempio, i rimandati superano il 42 per cento, i respinti il 19 e i promossi soltanto qualcosa di più del 38 mentre nella 4^ A programmatori i ragazzi che si rovineranno l’estate sui libri sono più di uno su due (53,85 per cento). E con la speranza, per ora solo teorica, di colmare le loro carenze. A Sanremo la situazione non è diversa.
All’Istituto Tecnico Colombo i promossi nelle prime classi del corso di studio sembrano essere una specie in via di estinzione: 5 ammessi alla classe superiore su un totale di 16, 8 su 22, 6 su 20 e così di seguito con percentuali di rimandati e respinti che sfiorano o superano il 70 per cento. E neppure allo Scientifico Cassini c’è da essere tanto allegri: tra prossimi ripetenti e prossimi sostenitori delle prove di verifica a settembre si supera spesso la soglia del 50 per cento.
Un fenomeno che investe tutta la Riviera e anche i presidi ne sono testimoni. «Registriamo un gran numero di ragazzi con sospensione di giudizio, ovvero i rimandati a settembre – conferma Gianni Petrognani, dirigente del Liceo Aprosio di Ventimiglia – Le punte più alte sono nelle classi di ingresso e poi si va a scalare: purtroppo i ragazzi appena usciti dalle medie sono i più fragili, quelli con le lacune maggiori e necessità di ambientarsi».
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Commenti inseriti 1 — pagina 1 di 1
Ai miei tempi anni'60 chi non era preparato non passava, ( haaa ma era prima del 6 politico per i figli di papa' che volevano solo il pezzo di carta) se la scuola e' una cosa seria deve insegnare e pretendere che chi non studia ripeta l'anno. Tutti i partiti prima del voto hanno parlato di meritocrazia, bene si deve aplicare gia' dalla scuola, (quante vacanze passate a studiare quello che non avevo studiato quando era ora, giravano le scatole ma era ed e' giusto cosi').
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