Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 09/02/2010 h.15:27

Frustato dalle ragazzine

12 luglio 2008
  | Fabio Pin

Nella tarda mattinata di ieri il sostituto procuratore Michele Stagno ha convalidato l’arresto di Claudio Derin, il meccanico di 34 anni, di Imperia, sottoposto a fermo, giovedì pomeriggio, con l’accusa di induzione alla pornografia ai danni di minorenni. Il magistrato ha giudicato più che sufficienti i «gravi indizi di colpevolezza» raccolti dalla polizia a carico del giovane imperiese. La cui posizione, sempre ieri, è diventata ancora più pesante. Sulla scorta del materiale sequestrato nella sua abitazione (dove è stato trovato pure un assortito armamentario sadomaso), Derin è stato denunciato anche per pedopornografia.

Si tratta di fotografie e filmati di rapporti sessuali tra adulti e bambini registrati su numerosi supporti informatici. «Riteniamo che i documenti siano stati scaricati da Internet. Tuttavia solo al termine di specifici esami tecnici si potrà escludere l’ipotesi di materiali autoprodotti», ha detto il responsabile della polizia postale Ivan Bracco, chiamato a collaborare all’inchiesta condotta dalla sezione giudiziaria e dai poliziotti di quartiere del commissariato sanremese. Intanto, in ordine al filone principale dell’indagine, gli inquirenti hanno ricostruito episodi, circostanze e quadro accusatorio. Tra il meccanico imperiese e il gruppetto di minorenni di età compresa tra i 14 e i 16 anni, si sono verificati due incontri. Il primo il 28 giugno, il secondo il 3 luglio, sempre nel pomeriggio. In entrambe le occasioni, l’appuntamento è stato fissato davanti ai bagni della stazione ferroviaria, in corso Cavallotti. Il 28 giugno con due sole ragazzine, poi accompagnate in macchina al terzo piano interrato del parking di piazza Colombo. Lì Derin avrebbe posteggiato l’auto all’interno di un box e allestito una sorta di set cinematografico con una videocamera fissata sul portellone della vettura, un tappetino rosso sul pavimento e numerosi “oggetti” sado-maso e alcuni falli di lattice. Vestito da donna, Derin in quella circostanza si sarebbe fatto frustare e colpire con calci al basso ventre dalle due minorenni. Il racconto delle ragazze ha poi trovato squallida conferma nelle immagini scattate con i telefonini e nei filmati registrati con la videocamera.

Il pomeriggio del 3 luglio l’incontro avrebbe avuto le stesse caratteristiche “scenografiche”, con la differenza che a partecipare all’incontro sarebbero state non due ma quattro minorenni, e che l’uomo avrebbe dato sfogo a più gravi devianze. «In quel caso la vicenda si è consumata all’interno di Portosole, in un luogo molto appartato, dopo che le minori si erano rifiutate di essere condotte nella toilette di un pubblico esercizio», hanno rivelato gli investigatori. Il terzo appuntamento, quello in cui i poliziotti hanno fatto scattare la trappola, è di giovedì pomeriggio, alle 15, nel box del parking di piazza Colombo già utilizzato due settimane prima. Quando gli agenti sono entrati in azione, l’uomo aveva già preparato la scena e si apprestava a svestire la tuta da ginnastica sotto la quale indossava lingerie da donna. Anche la videocamera era già stata collocata sul set. «Siamo della polizia. Il suo nome è Claudio Derin?». «Sì, sono io. Ho capito...», la replica del meccanico imperiese. Prima di salire sull’auto-civetta, una richiesta: «Posso almeno cambiarmi le scarpe con i tacchi a spillo?». La risposta è stata negativa, motivata dall’esigenza probatoria di fissare le esatte circostanze dell’arresto in flagrante.

Poi la perquisizione dell’alloggio che l’uomo divide con la sua compagna. La ragazza avrebbe sostenuto di essere al corrente delle devianze di Derin, ma si è detta all’oscuro degli incontri con minorenni.


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Commenti inseriti 12 — pagina 1 di 2

10/09/2009 00:08 margheritaeffei

Una storia da matti . Tutti/e .

15/07/2008 21:22 Dany, imperia.

Questo caso affiora da più giorni come notizia principale nei giornali provinciali.
A caso mio mi sembra veramente assurdo che un ragazzo con problemi psichici, ossia malato di qualche forma di autolesionismo si siano messe foto riguardanti l'identità della persona solo per il gusto o forse il Potere di sputtanare e annientare la vita di questo ragazzo,
fregandosene, a questo punto del recupero dello stesso solo per far notizia.
Immaginate una persona malata che in una situazione del genere potrebbe recuperare drasticamente con il giusto aiuto di medici e psicologi,(chiaramente pagando legalmente i suoi errori) ed invece in questo modo lo si porta al suicidio diretto.
Io non sono affatto d'accordo, sul fatto che venga fatta violenza in generale, tanto meno su minori ma a questo punto chi è il più depravato?
Il ragazzo, o tutte le ragazzine inerenti questa storia??
Faccio presente che i 2 bastardi di Genova che abusavano di un disabile, non sono stati sputtanati nello stesso

13/07/2008 01:13 un emigrato, Bath inghilterra.

Ho scritto a proposito del disabile di Genova non seguito dai servizi sociali, di cui hanno approfittato due loschi figuri non avete pubblicvato lo scritto "non si possono criticare i servizi sociali?" Di questo malcapitato malato pubblicatela foto dei due pregiudicati di Genova nemmeno il nome, redazione cosi' non va'

12/07/2008 23:15 Marco

I feticisti e i sado-masochisti sono comunque soggetti deviati, necessitanti di assistenza. Non va trascurato che tante forme di tali devianze non sono chiaramente visibili, ma che sono caratterizzate dalla celata voglia di scoprire il dolore, quale mezzo per “sentire” vivo il proprio corpo, come nell’atto di inserire un oggetto, tagliare la pelle, o marchiarsi col fuoco che è pratica similmente deviata e si esprime oggi nei piercing, nel cutting e simili.
Indicano profonda tristezza e vuoto interiore, debbono essere trattati in assoluta riservatezza potendo ingenerare, in caso di eventi pubblicizzati, anche il ricorso al suicidio.
Prof. M.Massa, psicoterapeuta

12/07/2008 17:34 Redazione

Gentile walter,
ne prendiamo volentieri nota e - rispondendo anche ad altri lettori - facciamo autocritica e togliamo le foto dal sito. Detto questo, la notizia di un arresto non poteva essere taciuta.


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