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Per Carla il poker non ha segreti

20 novembre 2008
  | Beatrice Baratto

Nata a Sassari, imperiese d’adozione, Carla Solinas è l’unica donna in Italia che sfida al poker gli uomini nei tornei di alto livello. Già seconda ai campionati italiani, oggi gioca a Venezia

Carla Solinas durante una partita

«Ho imparato a dominare le emozioni, sono pessime alleate. Vince la pazienza, la testardaggine e la determinazione». E’ lapidaria nelle sue affermazioni Carla Solinas, sarda di Sassari, ma imperiese d’adozione, classe 1975, imprinting mediterraneo e occhi da far perdere la testa. La sua determinazione l’hanno portata ad essere l’unica donna italiana giocatrice professionista di poker, per l’esattezza Poker Texas Hold’Em, l’ultima grande mania (anche televisiva), una variante di quello normale che è considerato d’azzardo, mentre questo è detto sportivo.

Carla ha iniziato facendo la dealer, una sorta di croupier che segue i campionati di poker, nei casino di Sanremo e Venezia. Sono due anni che gioca e l’interesse per il gioco glielo ha trasmesso il fidanzato Daniele Mazzia, il quale si è recentemente classificato al quarto posto nel campionato europeo disputatosi in Spagna, a Barcellona.

Ma perchè giocatrice di poker? Una donna...

«Amo le sfide - racconta Carla - fin da quando ero bambina amavo le gare e le competizioni, era abbastanza ovvio che scegliessi un lavoro che è una sfida continua, anche se, tengo a precisare, le mie sono performance sportive, non sono una giocatrice d’azzardo. Nel mio ambiente è fin troppo facile varcare il confine sottile che porta verso l’illegalità e rovinarsi è questione di un attimo. Ci vuole disciplina, senza la quale si rischia di finire male. Ma d’altra parte non solo nello sport ma anche nella vita».

Proprio oggi Carla Solinas è al Casino di Venezia per partecipare a “La Notte del Poker” evento televisivo trasmesso su Sky e presentato da Pupo: una gara con oltre centocinquanta partecipanti e con un alto montepremi in palio. Lei sarà l’unica donna professionista partecipante alla sfida, ma dovrà fare i conti anche con il fidanzato, che come detto è un agguerrito giocatore. «Anche Daniele parteciperà - conferma - e se dovessimo rimanere tra i dieci finalisti sarà veramente una battaglia all’interno della coppia. Nessuno di noi fa sconti, io gioco come se non lo conoscessi ma devo ammettere che lui è più bravo di me. E’ stato proprio lui ad insegnarmi e a introdurmi nell’ambiente anche se quando si è trattato di fare il grande salto tra divertimento e lavoro non era d’accordo. Con il tempo si è dovuto convincere anche perché io sono testarda e avevo deciso che quella sarebbe stata la mia strada».

Ma a casa, col fidanzato, giocate mai l’uno contro l’altro?

«Per carità, lo evitiamo proprio anche perché finisce che litighiamo. Lui vuol sempre aver ragione».

Lei è l’unica donna professionista in un ambiente prettamente maschile, com’è il rapporto con i suoi “colleghi” uomini?

«Ottimo. L’essere donna non facilita, perché gli uomini durante una competizione non si distraggono e quindi poco conta se di fronte hanno una donna; è sempre e comunque un avversario da battere».

Ci spiega come si svolgono questi tornei?

«Innanzi tutto devo dire che questi tornei, ad alti livelli, si svolgono esclusivamente all’interno dei Casino perché soltanto lì sono possibili. Un torneo dura mediamente dai quattro ai cinque giorni. Si inizia a giocare solitamente nelle prime ore del pomeriggio e si termina all’orario di chiusura del casino. I premi sono in denaro, vengono premiati il dieci per cento dei partecipanti mentre il primo classificato si aggiudica circa la metà del montepremi».

E a Venezia a cosa punta?

«Il torneo al Casino di Venezia è a eliminazione, i tavoli sono composti da dieci giocatori ognuno dei quali ha un numero virtuale di punti, ovviamente uguali per tutti. Personalmente spero di arrivare a ottenere un buon risultato».

Carla Solinas si è piazzata al secondo posto al Campionato Italiano disputatosi a Sanremo lo scorso mese di agosto, sbaragliando numerosi e agguerriti concorrenti.

Come tutti gli sportivi ha anche lei un portafortuna o qualche rito scaramantico prima dell’inizio di una gara?

«Io e Daniele - conclude la giocatrice imperiese - abbiamo lo stesso portafortuna: due palline gemelle in gomma, con all’interno un piccolo ranocchio. E l’unica cosa che porto sempre con me».


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