Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 04/07/2009 h.17:35

Il mercato dei fiori produrrà energia pulita

06 gennaio 2009
  | Claudio Donzella

Comune, Amaie e Ucflor hanno elaborato un progetto da 8 milioni, già inserito nel programma 2009, per realizzare un impianto fotovoltaico da un megawatt con la copertura dei magazzini del mercato dei fiori di Valle Armea

Coprire il grande edificio che ospita i magazzini dei commercianti di fiori in valle Armea – ed eventualmente anche quello del confinante mercato – con pannelli solari in grado di produrre energia per mantenere la struttura e, in gran parte, da vendere e immettere in rete.

E’ il progetto nato da una collaborazione tra l’Amaie, il Comune di Sanremo e l’Ucflor (la cooperativa che gestisce il complesso di valle Armea), e che è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche di Palazzo Bellevue, già nel 2009, con un investimento previsto in 8 milioni e l’avvìo dei lavori programmato per il quarto quadrimestre dell’anno. La pratica è affidata all’ingegnere Giuseppe Terracciano, dirigente del settore lavori pubblici 2 del Comune.

Il progetto assume un particolare segnificato perché aggancia al discorso della floricoltura, e in questo caso al complesso per la commercializzazione e la lavorazione del prodotto in valle Armea, quello dell’energia rinnovabile e dell’ambiente. Il Comune, poi, vorrebbe anche cogliere l’occasione per sistemare con una struttura leggera (su cui appunto collocare poi i pannelli) il tetto dell’edificio dei magazzini, che negli anni si è rivelato assolutamente mal concepito e inadeguato, tanto che ad esempio a causa della sua conformazione non riesce a smaltire l’acqua piovana.

La superficie disponibile è di circa 15 mila metri quadrati (30 mila se l’iniziativa verrà estesa anche all’edificio del mercato vero e proprio, quello che ospita la sala contrattazioni, gli uffici, i servizi), e inizialmente si era pensato di allestire un impianto solare attraverso il quale alimentare il sistema che “produce” il freddo nei frighi dei commercianti di fiori.

Ora si è optato invece su una copertura di pannelli fotovoltaici che sarebbe in grado di produrre l’energia elettrica necessaria al complesso floricolo, ma soprattutto (almeno per i tre quarti) di venderla affinchè venga immessa in rete. «Abbiamo calcolato che un simile impianto possa produrre oltre un megawatt di elettricità», spiega il vicepresidente dell’Amaie Fiorenzo Gimelli, che sta seguendo il progetto.

Quanto all’aspetto finanziario, cioè a come trovare le risorse per realizzare l’operazione, sul tavolo erano state messe varie opzioni: da un finan- ziamento diretto da parte del Comune (ora improponibile viste le difficoltà a far quadrare il bilancio) all’accensione di un mutuo, sino a un accordo con un gruppo privato che realizzi e poi gestisca l’impianto, impegnandosi a versare un canone annuale a Palazzo Bellevue.

E una collaborazione con i privati oggi appare la strada più facilmente percorrribile: già diverse ditte hanno manifestato il loro interesse ad allestire la copertura in pannelli fotovoltaici da cui ricavare preziosa energia elettrica che, tra l’altro, avrebbe la “conformità verde”, in quanto rinnovabile e pulita, e quindi un prezzo di mercato più alto.

Si pensa dunque a una gara con la formula del “project financing”, per individuare un soggetto che costruisca e consegni l’opera “chiavi in mano”, e che poi ne acquisisca la gestione per un certo numero di anni, attraverso i quale ammortizzare l’investimento e poi farlo fruttare.

Peraltro, nel complesso che ospita i magazzini i commercianti privati sono sempre meno (altro sintomo della crisi del comparto), diversi locali sono rimasti vuoti e ormai una considerevole parte dell’edifico è occupata dalle cooperative. Quello dell’impianto fotovoltaico non è l’unico progetto in cantiere che riguarda il rapporto tra floricoltura, energia ed ambiente. Sempre l’Amaie, ad esempio, ha elaborato una proposta per il riutilizzo delle acque reflue del depuratore per l’irrigazione delle aziende floricole, che oggi in gran parte consumano l’acqua potabile della rete cittadina.


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