Ieri fonti Rai hanno fatto sapere che il prossimo Festival si svolgerà nella terza settimana di febbraio, cioè dal 16 al 20, sulla falsariga di quella novità – rispetto alla tradizionale collocazione a cavallo tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo – già sperimentata per l’ultima edizione, per esigenze di palinsesto e pubblicitarie. Non trova conferme, al momento, l’ipotesi di un’ulteriore anticipazione al 9 febbraio, paventata da qualcuno, che ha già messo in allarme una parte degli albergatori di Sanremo. Lo spostamento dell’evento nella prima metà di febbraio confligge infatti con la stagione turistica invernale sanremese, mette in difficoltà gli hotel che lavorano in quel periodo con i tour operator che portano i gruppi.
Gli albergatori chiedono insomma oggi a Zoccarato quello che un anno fa chiedevano a Borea: che il Comune faccia sentire la sua voce con la Rai, più attenta a seguire le proprie logiche, in particolare quelle legate all’appeal pubblicitario del Festival e quindi agli investimenti degli sponsor che fanno i loro calcoli sullo share del cosiddetto “prime time”, la prima serata televisiva, in determinati periodi dell’anno.
Zoccarato osserva: «Capiamo bene le esigenze della Rai, ma la Rai deve capire le nostre. Per quanto riguarda le date del Festival, cercheremo di intervenire affinché siano concordate in modo da coniugare gli interessi televisivi con quelli dei nostri albergatori. Ma è un obiettivo che ci possiamo porre per il 2011, anche se alla dirigenza della Rai spiegherò cosa si attende la città già con la prossima edizione, che è quella del sessantennale. Io credo che la Tv di Stato abbia tutto l’interesse a mantenere con il Comune un buon rapporto».
Quanto a “Ti lascio una canzone” – quest’anno le nove puntate della trasmissione dall’Ariston hanno registrato una media di oltre 6,6 milioni di spettatori e del 31,6 di share –, la Rai intenderebbe portarsela a Roma per risparmiare sui costi organizzativi, riducendo durata e consistenza della spedizione sanremese. Una manovra che sarebbe consentita dalla convenzione, che obbliga la Rai a realizzare 10 eventi di prima serata in tre anni a Sanremo: nove sono appunto già stati allestiti con l’edizione 2009 di “Ti lascio una canzone” all’Ariston, il decimo sarebbe semplicemente la conferma dell’Oscar Tv di Daniele Piombi. Dice Zoccarato: «Portare a Roma “Ti lascio una canzone” sarebbe una dichiarazione di guerra prima ancora di cominciare a trattare. Quanto all’Oscar Tv, è un format che va rivisto e potenziato, magari anche svecchiato, perché Sanremo non vuol essere un “cimitero degli elefanti”, né fare da “valletta” a trasmissioni-principe come i Telegatti. L’appuntamento deve coinvolgere di più la città, darle maggiore visibilità, diventare un evento mondano, avere un presentatore di primo piano».
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Commenti inseriti 3 — pagina 1 di 1
Cè una convenzione , nella convenzione ce scritto che la Rai non deve avvisare nessuno. Se cosi' non fosse il sindaco ha il potere di annullare l'evento. Ma siccome è stato eletto da ristoratori ed albergatori a Roam potra farsi un giro....vabbe' chiamamola vacanza pagata dai cittadini.
Basta con stò festival!!!!!!!
Non se ne può più ---
Io non lo guardo certamente, ma ogni anno sentire i soldi spesi dalla rai per stà schifezza di manifestazione.. con cantanti di TERZA fascia... lasciamo perdere..
Il caro,bravo,buono e bello Sindaco Zoccarato,non ha ancora capito che a Sanremo,la RAI,ha sempre fatto quello che ha voluto. L'unica voce in capitolo che ha il Comune,è quella di metterci un sacco di soldi
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