Gli autovelox installati dall’amministrazione provinciale lungo la via Aurelia sono perfettamente in regola. Lo ha stabilito il ministero dell’Interno che ha così posto fine alla querelle sorta in seguito all’esposto della Polizia Stradale secondo cui l’appalto relativo all’installazione degli impianti che misurano la velocità in cinque tratti della strada statale, quelli ritenuti più pericolosi, non rispondeva alle direttive impartite dal ministro Maroni, nella sua circolare dello scorso 14 agosto. Il comando della polizia stradale aveva infatti confutato la legittimità del contratto che la Provincia e l’Aipa avevano sottoscritto in base al quale indipendentemente dall’importo in contravvenzione, 17,136 euro vanno corrisposti alla ditta. Da qui la controversia che nell’ultimo periodo ha anche scatenato la reazione degli automobilisti con il piede pesante individuati dagli autovelox: molti di più rispetto al periodo precedente, hanno fatto ricorso al giudice di pace, ma oggi con il parere definitivo del ministero dell’Interno difficilmente vinceranno la causa contro la Provincia.
«Il ministero - ha commentato l’assessore alla Polizia Provinciale, Giovanni Ballestra - ha risposto alla nostra richiesta di parere ed il responso è a noi favorevole. Non posso che esprimere soddisfazione anche perchè alcuni organi di stampa ci avevano messo alla gogna con il risultato che gli automobilisti si erano sentiti autorizzati a fare ricorso contro le nostre contestazioni e le istanze presso il giudice di pace sono così aumentate».
Nell’attesa del responso infatti gli autovelox installati sull’Aurelia non erano stati disattivati e i contravventori hanno continuato a ricevere a casa i verbali delle contestazioni.
«Eravamo convinti di essere nel giusto», ha aggiunto il dirigente della Polizia Provinciale Giuseppe Carrega che bolla come imprudente la contestazione mossa dalla polizia stradale. «La mancanza della dovuta prudenza ed attenzione quando si trattano materie giuridiche complesse - ha detto il dirigente - hanno determinato inusuali contrasti tra enti e autorità e hanno ingenerato confusione e conflittualità non giustificata nell’utenza e nell’opinione pubblica».
Nel convincimento di aver condotto ben l’appalto, la Provincia è dunque andata dritta per la propria strada certa che il contratto con l’Aipa di Milano non conteneva nessuna violazione delle prescrizioni della direttiva del ministro Maroni . «Il ministero - ha aggiunto l’assessore- ha convenuto con noi che le osservazioni mosse alla nostra gara d’appalto europea dalla polizia stradale non sono condivisibili».
Per l’esattezza nella comunicazione pervenuta in prefettura e trasferita dal prefetto Maurizio Maccari agli uffici provinciali si legge: “Per quanto concerne specificamente il contratto stipulato dall’Amministrazione provinciale di Imperia, il noleggio del sistema di rilevamento automatico delle violazioni ai limiti di velocità, si osserva, tenuto contro anche di un approfondimento effettuato in sede interdipartimentale, che il rilievo al contratto mosso dalla sezione della polizia stradale con riferimento al costo unitario per il rilevamento delle infrazioni, non appare condivisibile”.
«Abbiamo lavorato al meglio - ha concluso Ballestra - e raggiunto il nostro obiettivo: gli automobilisti hanno adottato una guida meno veloce ed sono diminuiti gli incidenti stradali».
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Commenti inseriti 2 — pagina 1 di 1
Egregio signore,chi va o torna dal lavoro è esonerato dal seguire le norme del codice della strada?Non mi pare.Nei Comuni i controlli sono scarsi in quanto scarso anche il traffico.Ciò non toglie che in flagranza di reato agli art. che regolamentano la velocità dei veicoli, le Forze dell'Ordine non comminino pene severe a coloro che mettono in pericolo l'altrui incolumità,ltre alla prpria chiaramente.
Se uno rispetta i limiti di velocità non ha bisogno di attaccarsi a norme o cavilli burocratici...Certo è che nei comuni la notte i controlli sono praticamente assenti, mentre mattina o pomeriggio istallano il velox che spesso colpisce chi va o torna dal lavoro
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