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Manette francesi per il “boss” Tagliamento

26 novembre 2009
  | Paolo Isaia

Un’inchiesta giudiziaria scuote il mondo dell’imprenditoria e della politica della Costa Azzurra, con possibili risvolti anche in Italia. Perché italiano è uno dei personaggi principali coinvolti nelle indagini, coordinate dal parquet di Marsiglia, omologo della nostra procura della Repubblica, è Giovanni Tagliamento, 53 anni, personaggio ritenuto legato alla malavita organizzata, molto noto nel ponente ligure per diverse vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto.

Basti pensare che nel 2007 la direzione investigativa Antimafia di Genova aveva disposto il sequestro dei beni di Tagliamento - immobili, conti correnti, attività commerciali a Sanremo e Ospedaletti - per un ammontare di circa 900 mila euro.

Al momento, i particolari dell’inchiesta sono protetti dal massimo riserbo, anche se i reati contestati agli indagati sarebbero di natura finanziaria, particolare confermato dal fatto che il blitz, risalente all’altra mattina, ha visto in azione anche il Gir, unità che comprende anche agenti specializzati in reati fiscali. Tagliamento è stato catturato nel suo appartamento, a pochi chilometri da Mentone.

Tra i fermati, infatti, ci sono il sindaco di Beausoleil, Gerardo Spinelli, quello di Berre-les-Alpes, Maurice Lavagna, e l’imprenditore Lino Alberti. L’ipotesi è che sia stata creata una “cupola” politico-affaristica con l’obiettivo di mettere le mani su ingenti finanziamenti pubblici, il tutto a suon di mazzette.

Il blitz è scattato all’alba di martedì, ed ha visto impegnati tra Mentone, Beausoleil, Roquebrune e La Turbie almeno una cinquantina di investigatori della polizia giudiziaria e dei Gruppi di intervento regionale di Nizza e Marsiglia.

Al termine di un’operazione preparata nei minimi dettagli, sono state fermate complessivamente quindici persone, la maggior parte delle quali poi trasferite alla caserma Auvare di Nizza. Il blitz ha provocato un vero terremoto nell’ambiente politico, in particolare a Beausoleil, dove il sindaco Spinelli è stato prelevato nella sua abitazione all’alba, mentre stava dormendo. Il primo cittadino di Beausoleil è stato successivamente “scortato” fino al municipio, dove ha assistito alla perquisizione del suo ufficio, così come dell’ufficio del settore urbanistica.

Prima di fermare Spinelli, le forze di polizia erano entrate in azione nella prestigiosa proprietà della famiglia Grundig. L’obiettivo era un altro “notabile” locale, l’imprenditore edile Lino Alberti, 64 anni; contemporaneamente, a La Turbie, sono stati sottoposti a fermo il direttore generale dell’ azienda di Alberti, Maxime Cassan, e la moglie. Ma non è finita. A poche centinaia di metri, un’altra squadra del Gruppo di intervento regionale è intervenuta nell’abitazione di Giovanni Tagliamento. Durante l’irruzione, gli uomini erano muniti di giubbotto antiproiettile. Con loro, anche un’unità cinofila antidroga. Anche Tagliamento è stato prelevato dagli agenti: non ha opposto resistenza.

Lontano dalla costa, ma nell’ambito della stessa inchiesta, avviata nel giugno di quest’anno dal giudice marsigliese Charles Duchaine, una altra persona molto nota è finita nelle maglie dell’inchiesta. Si tratta di Roger Mouret, ritenuto un personaggio di spicco della malavita - malgrado un casellario giudiziario quasi vergine - in quanto considerato come una figura di primo piano del clan italo-grenoblese. Maurice Lavagna è stato invece preso ieri.

Ma quali legami occulti possono unire bene un amministratore pubblico, un grande imprenditore, e due presunti malavitosi? Il sindaco Gerardo Spinelli, per voce del suo avvocato, ha gridato al complotto politico. Mentre Gerardo Baudoux, consigliere di Lino Alberti, ha dichiarato che nonostante il fermo è presto per tirare conclusioni affrettate. Al quesito, del resto, non hanno risposto nemmeno negli uffici giudiziari di Marsiglia, dai quali non trapela nulla. L’unica indiscrezione è che l’ inchiesta sia nata dal sospetto di reati finanziari, commessi dagli indagati: si parla di presunta corruzione, appropriazione di beni pubblici e riciclaggio.

L’inchiesta sarebbe comunque alle fasi iniziali: ulteriori sviluppi sono attesi nei prossimi giorni.


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Commenti inseriti 2 — pagina 1 di 1

26/11/2009 12:38 WGenoa!, Imperia.

@Glauco70: veramente il boss è italianissimo a tutti gli effetti. Viveva stabilmente a Ospedaletti dove mio marito gli portava pure la posta quando era agli arresti domiciliari: viveva alle spalle nostre con bei macchinoni a nostro spregio, ma fino a quando era in Italia "faceva comodo a qualcuno in alto": in Francia ci ha solo provato...

26/11/2009 09:34 glauco70, genova.

tutto il mondo è paese..anche in Francia...solo che i cognomi sono italianissimi...poi ci lamentiamo se all estero siamo malvisti....i


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