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Stupri a Roma: «Il Dna è dello stesso uomo»

04 luglio 2009

Il Dna e una supertestimone. Potrebbero essere queste le carte decisive per dare un volto allo stupratore che a Roma colpisce nei garage: due le vittime accertate, alla Bufalotta un mese fa, all’Ardeatino due notti fa.

Ma sempre all’Ardeatino il giorno prima dell’ultima aggressione lo stupratore aveva tentato una nuovo abuso: ma la donna, una poliziotta, secondo gli abitanti del quartiere, lo ha messo in fuga urlando. Ora è lei la supertestimone. Una parte della sequenza del codice genetico dello stupratore dei garage sarebbe già emersa dai laboratori scientifici.

Indiscrezioni, fornite da fonti qualificate, forniscono i primi esiti degli esami sui reperti, i vestiti e lo scotch usato per legare le vittime: il Dna sarebbe coincidente. Alcuni cromosomi compatibili sembrano quindi indicare che a stuprare la studentessa universitaria ventunenne due notti fa all’Ardeatino, e un mese prima una giornalista alla Bufalotta, sarebbe lo stesso uomo.

Inoltre il nastro adesivo usato per immobilizzare le vittime è dello stesso tipo. Sembra quindi prendere corpo, anche dal punto di vista scientifico, l’ipotesi dello stupratore seriale.

La Questura però frena: precisa che gli esami sul Dna non sono terminati e che «alcuni reperti relativi al caso di via Sommer si trovano ancora negli uffici di via di San Vitale». E mentre la tensione di chi si occupa delle indagini è alta per poter chiudere i casi di violenza sessuale il prima possibile, e con dati certi che non possano essere smentiti, continua il lavoro minuzioso di collegamento tra quanto avvenuto nei due quartieri romani della Bufalotta e dell’Ardeatino, e altri episodi, apparentemente non legati al “modus operandi” dell’aggressore in questione.

Importantissima per le indagini viene ritenuta una donna, che potrebbe diventare una sorta di supertestimone, che la notte prima della violenza alla studentessa ventunenne si è trovata a tu per tu con il presunto violentatore. «È una poliziotta, ha saputo reagire, ha urlato e lo ha messo in fuga», dice più di un abitante della via dove è avvenuto il tentativo di aggressione, appena due chilometri da via Sommer. Tutto sembra coincidere.

Dal mephisto nero calzato in testa, all’altezza dell’uomo, che la testimone si è trovata di fronte all’interno del garage. Questo episodio, alla luce di quanto accaduto a poche centinaia di metri la sera dopo, ha dato una scossa alle indagini, che ora puntano a verificare se oltre alla donna ci siano altri testimoni che quella sera hanno notato qualcosa di strano, come ad esempio qualcuno che abbia visto fuggire l’uomo, magari a bordo di un’auto o di una motocicletta.

Intanto, i vari dettagli delle indagini sui due stupri, così come uno screening approfondito di altri tentativi di stupro o casi simili avvenuti a Roma, proseguono con la comparazione di quanto emerso finora. La caccia è ad uno stupratore seriale non sadico, che non picchia le donne, non infierisce su di loro ma, dopo essersi appostato, sceglie la vittima, la aggredisce, la minaccia e la violenta


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Commenti inseriti 2 — pagina 1 di 1

05/07/2009 12:44 Italo62

Lo cominciano a rappresentare come un malato di mente.
Come quel ba......... di DELFINO.
Come Delfino comincerà ad uccidere e poi se lo prenderenno 16 anni di condanna.
Basta!!!! Voglio la pena di morte

05/07/2009 00:51 Miriana M, Genova.

Uno stupratore seriale, "non sadico", "non picchia le donne", "non infierisce su di loro", ma le aggredisce, le minaccia, le violenta. Un vero gentleman.
Mi piace anche la reazione dei governanti: ragazze imparate a difendervi xchè noi, nonostante tutte le strombazzate sulla sicurezza, non lo possiamo fare. Hanno gettato la spugna. Comunque se i corsi di autodifesa verranno fatti a Genova parteciperò anche io. Come dice quel proverbio? Chi fa da sè fa per tre?


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