Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 09/02/2010 h.23:17

Bossi, con un “Va’ pensiero”
liquida l’inno nazionale

16 agosto 2009

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Gabbie salariali, dialetto obbligatorio, bandiere regionali. Adesso via l’Inno di Mameli. Lo smantellamento, da comizio e mediatico - ma i leghisti giurano che non sono boutade - dell’Italia che ha 150 anni continua. E Bossi fa il picconatore con accento lumbard.

A Ponte di Legno con il raduno leghista e la Padania con doppia titolazione dialettale, rilancia e consolida le ultime tesi. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, obiettivo l’Inno di Mameli.
da YouTube, l’inno di Mameli

Basta Mameli
«Quando cantiamo il nostro inno, il “Va’ pensiero”, tutti lo cantano perché tutti conoscono le parole, non come quello italiano che nessuno conosce»: lo ha detto il ministro delle Riforme Umberto Bossi, parlando alla festa della Lega di Ponte di Legno. Secondo Bossi, il fatto che più gente conosca le parole del “Va’ pensiero” significa un maggiore attaccamento alla Lega “perché la gente ne ha piene le storie”.
da YouTube, il “Va’ pensiero” di Verdi

Bersani buon segretario Pd
Bossi, che nei giorni scorsi ha espresso il suo apprezzamento per Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd, non ha nascosto la sua ammirazione per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Napolitano sì, Ciampi no
«Preferisco Napolitano a Ciampi - ha detto Bossi - Napolitano è sempre stato ragionevole, non si e’ mai opposto al governo». Bossi ha quindi ricordato che con il Capo dello Stato e’ stato possibile dialogare. «È una cosa importante - ha detto - perché è lui che firma le leggi. Per fortuna che il governo non l’ha mai avuto contro. Il presidente della Repubblica deve essere il piu’ possibile neutro».

Il film su Barbarossa
«Il nuovo potere e il Barbarossa oggi abitano a Roma e con questo film vogliamo lanciare un messaggio a Roma ladrona: non esagerare»: così Bossi dopo la proiezione di un trailer sul film ‘Barbarossa’ che verra’ proiettato in anteprima il 2 ottobre al Castello Sforzesco a Milano. Bossi, che non ha nascosto la commozione per le scene delle battaglie, dal palco della festa della Lega ha invitato a partecipare alla prima del film: «Vi regaleranno un libro che metterete nel posto piu’ bello della vostra casa e quella serata non la dimenticherete. Ci saranno ambasciatori, consoli e tanti personaggi che di solito vedete solo sui giornali. Resterete a bocca aperta. Vedrete - ha proseguito dopo un lungo racconto storico sulla Lega Lombarda - la storia del grande popolo padano che e’ sempre stato schiacciato dal dominio del centralismo romano».

Dialetto, Calderoli pronta la bozza e il Pdl si divide
«L’anno scorso a Ferragosto ho portato la bozza del federalismo fiscale che in meno di un anno è diventata legge. Oggi Bossi ha in mano la bozza di legge sui dialetti e vi garantisco che non durera’ tanto di piu’ per diventare legge». Lo conferma il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. «’Nel 2006 - ha detto Calderoli - avevamo presentato una proposta di legge costituzionale perche’ ci fosse la tutela delle lingue locali e dei dialetti e anche della lingua italiana. Oggi infatti la lingua italiana e’ il dialetto romanesco che ci passa la Rai’’. Calderoli e’ quindi ritornato sulla polemica delle scorse settimane sull’esame di dialetto per gli insegnanti: ‘’Noi vogliamo un esame per far si’ che chi prende 110 e lode a Reggio Calabria venga riqualificato rispetto all’80 che arriva a Milano o a Brescia’’.

Gli ex An difendono bandiera e italiano
«Il disegno di legge sui dialetti di cui parla il ministro Calderoli è ben diverso da quello sul federalismo, non facendo parte del programma di governo. Non c’é pertanto nessun vincolo di maggioranza e non ci sarà la nostra disponibilità a votarlo»: lo afferma Italo Bocchino, vicepresidente vicario del Gruppo Pdl alla Camera. «La Lega ritiene che vada introdotto lo studio del bergamasco o del dialetto della Val Trompia nella scuola. Io sono personalmente e serenamente contrario». Così il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli. Napoli

Donadi (idv), cd inno nazionale in regalo a ministri carroccio
«Regaleremo ai ministri leghisti un cd con l’inno nazionale, così anche loro potranno impararlo. Aggiungeremo anche un bel vocabolario d’italiano, in modo che la nostra lingua non rappresenti più un ostacolo per loro». Lo afferma in una dichiarazione Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell’Idv. “Il caldo agostano - aggiunge Donadi - ha sicuramente influito sulle parole di Bossi e sulle dichiarazioni dei leghisti di questi ultimi tempi. Affermazioni, quindi, che non vanno prese troppo sul serio. Da chi è ministro della Repubblica ed ha giurato sulla Costituzione, però, c’é da aspettarsi un minimo di saggezza e responsabilità in più. Anche ad agosto. La ricchezza dei dialetti è un patrimonio di tutti, ma questi non si valorizzano certo - conclude Donadi - infangando i valori nazionali”.


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Commenti inseriti 53 — pagina 1 di 6

18/08/2009 10:59 maccolata, puntoG.

Illustre XXX,
creda, non è una questione politica, è questione di sapori.

Di conservare il dialetto come fosse basilico :) ne ho sentito parlare la prima volta dagli zii almeno vent'anni fa.

A parer mio per salvare una tradizione se ne rompe una ben più importante: quella di essere per tradizione, il dialetto, tramandato per bocca da comunità rurali illetterate.

E non insegnano più le poesie nelle scuole!!! ah cavallina cavallina storna, ... altri non osa!

18/08/2009 10:01 Voctor, Genova.

Bossi, con un ?Va? pensiero? liquida l?inno nazionale mentre la SINISTRA ( si fa per dire ovviamente) con la sua continuativa NON politica (ormai guarda solo dal buco della serratura delle camere da letto) liquida definitivamente il proprio consenso elettorale.

Dei vetri geni incompresi, non c'è che dire!

18/08/2009 08:51 galatina, Genova.

A Bossi basta rispondere con un "Va'...dove il pensiero ti porta, in quel luogo lontano dove già diverse persone ti hanno invitato ad andare..."

18/08/2009 07:51 Alessandro_USA

*** offensivo*** Con tutte le cose che ci sono da fare per risollevare l'economia italiana ormai nel baratro da tempo immemore questi pensano a bandiere, inni e gabbie salariali (liberisti dei miei stivali, siete solo dei burocrati che parlano dialetti del nord).
Andate a lavorare e fatela finita! E tanto per ricordarlo ai destrorsi, il vostro incompetente Berlusca era OTTO anni fa quello delle tre i, internet, impresa e inglese... gli italiani continuano ad avere piu' cellulari che figli e di internet e pc continuano a non capirne una mazza, le imprese sono a mollo e l'inglese, beh, su quello stendiamo un velo pietoso. Aneddoto, a Fiumicino, nella capitale, arriva il mio aereo pieno di turisti stranieri e il tipo dal controllo strilla alla gente: ao', nun ce semo capiti, dovete da sta' dietro la riga ggialla... ovviamente invisibile, e senza cartelli in alcuna lingua, neppure italiana... Scene simili a Venezia.

17/08/2009 23:57 margheritaeffei

Non so perchè , molti associno l' Inno di Mameli al fascismo ed alle sue sventurate guerre . Gli inni dell' epoca erano , oltre alla Marcia Reale , che era suonata per prima in ogni cerimonia , Giovinezza giovinezza , inno ufficiale del fascismo e poi Fischia il sasso , inno dei Balilla . Vari inni a Roma , tipo Sole che sorgi libero e giocondo e , qualche volta , Si scopron le tombe si levano i morti ....
Ma Fratelli d' italia , direi mai o quasi mai .


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