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| I parlamentari e avvocati Niccolò Ghedini e Luigi Pecorella, difensori del premier, Silvio Berlusconi |
I giudici della Corte Costituzionale hanno aggiornato a domani mattina alle 9 la camera di consiglio in cui decideranno sul Lodo Alfano. E’ presumibile che la loro decisione possa arrivare in giornata, ma è anche possibile un nuovo aggiornamento
Oggi ha preso il via alle 9.30 in udienza pubblica, come previsto, l’esame di costituzionalità da parte dei 15 giudici della corte Costituzionale sul Lodo Alfano, la legge che assicura al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e alle altre tre più alte cariche dello Stato (presidente della Repubblica, presidenti di Camera e Senato) la sospensione dei processi penali.
Dopo che il relatore, Franco Gallo, ha presentato le questioni di illegittimità avanzate dal tribunale di Milano e dal Gip di Roma - le sedi che ospitano tre procedimenti a carico del premier - la Corte ha ritenuto inammissibile la costituzione in giudizio della Procura di Milano, rappresentata dal professor Alessandro Pace
Poi è stato il turno dei tre avvocati del premier e di quello della presidenza del Consiglio, l’avvocato dello Stato, Glauco Nori.
Ghedini: «Legge uguale per tutti, non sempre la sua applicazione»
Nel suo intervento, il deputato Niccolò Ghedini, avvocato di Berlusconi, ha sottolineato che «la legge è uguale per tutti, ma non sempre lo è la sua applicazione»; Ghedini ha parlato per una quindicina di minuti, facendo notare che con il lodo «è stato realizzato, con una legge ordinaria, un “edificio” costituzionalmente resistente» e che «il legislatore è spesso intervenuto a modificare la legge su sollecitazione di questa stessa Corte».
Il legale, poi, ha difeso la scelta della legge ordinaria per il lodo, che «nel caso concreto, è la scelta corretta per quanto riguarda la sospensione dei termini processuali sulla base di posizioni soggettive»; è a questo proposito che ha ricordato - riferendosi alla posizione istituzionale di Berlusconi - che «la legge è uguale per tutti, ma non lo è la sua applicazione».
In conclusione, Ghedini ha ricordato anche che esistono norme particolari, riservate per esempio, a chi ha commesso reati rivestendo incarichi nella pubblica amministrazione o nelle forze armate;infine, ha respinto l’ipotesi di concedere il lodo solo per determinati reati: a suo avviso, «qualsiasi differenziazione, per quanto riguarda la concessione o meno del legittimo impedimento a comparire, sarebbe, questa sì, incostituzionale, se prevista in base a tipologie di reato». Per Ghedini, insomma con il lodo «è stata realizzata la condivisibile finalità di questa legge».
Pecorella: il premier non può essere uguale agli altri parlamentari
«Con le modifiche apportate alla legge elettorale, il presidente del Consiglio non può più essere considerato uguale agli altri parlamentari, ossia non è più “primus inter pares”, ma dev’essere considerato “primus super pares”»: così l’avvocato Gaetano Pecorella ha difeso, davanti alla Consulta, la costituzionalità del lodo Alfano, escludendo che la legge introduca elementi di disparità del trattamento e dei cittadini innanzi alla legge.
Pecorella ha aggiunto che bisogna prendere atto del fatto che «con la legislazione di oggi sulle elezioni delle cariche politiche, la posizione del presidente del Consiglio si è venuta staccando da quella che era stata disegnata dalle tradizioni liberali».
Pecorella ha spiegato che al premier oggi, a differenza del passato «sono espressamente riconosciute funzioni nei rapporti con il Parlamento europeo, sono la Commissione Ue e nei rapporti tra Stato-Regioni: il premier non è più “primus inter pares” come lo era nel 2004. Oggi - ha aggiunto Pecorella - le coalizioni depositano il programma elettorale indicando il nome del loro leader. Rimangono certamente salde le prerogative del presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio è l’unico che riceve la sua legittimazione dalla volontà popolare».
Questo elemento, per Pecorella, deve essere tenuto in considerazione dai giudici della Consulta in quanto esclude che il lodo Alfano produrrebbe una ingiustificata «disparità di trattamento».
Tre le possibili soluzioni:
il no ai ricorsi e quindi l’ok al Lodo Alfano così com’è;
l’accettazione parziale con la dichiarazione di parziale incostituzionalità del Lodo, le cui parti non approvate dalla Consulta potrebbero essere modificate con un disegno di legge;
infine, la bocciatura integrale della legge, come avvenuto per il precedente lodo Schifani.
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Commenti inseriti 69 — pagina 1 di 8
nessuno deve essere immune davanti alla legge, tutti devono poter difendersi davanti alla legge, tutti quelli che risultano colpevoli devono scontare le pene commisurate.
tutti nessuno escluso.
chi ricopre una carica pubblica deve dare l'esempio sia nel non prestare il fianco ad eventuali occasioni procedurali sia nell'accettarne gli inconvenienti.
questa e' serieta' il resto e' umiliante pagliacciata.
"Le leggi elettorali sopravvenute hanno mutato questa situazione per cui, come ha detto con grande chiarezza Fini, il Governo ed il Pres. d. C. nella sostanza lo eleggono gli elettori e non le camere. Non a caso il nome del candidato alla Presidenza è scritto molto chiaramente sul simbolo elettorale".
Quindi, fammi capire Pietro: sul simbolo elettorale c'era scritto Berlusconi presidente e questo vale per far si che il popolo abbia scelto lui. Mentre sugli altri simboli non essendoci scritto niente, che s'impicchino? Allora, la legge Calderoli, nella sostanza, non esiste o si adatta a chi mette un simbolino sulla scheda elettorale? Non ho veramente parole per considerare un abominio di ragionamento del genere...
Che poi, dei giudici facciano i politici, non c'è che dire, è vero. Ma non mi risulta che al parlamento siedano pletore di giudici politicizzati. Magari di avvocati si, ma di giudici non mi risulta.
X Pietro P. leggo -Cari Enio e Mioz, lasciate perdere il latino. Mioz, tu, poi, sei ampiamente recidivo. E' del tutto ovvio che Pecorella ha detto "primus super pares".- Obietto che la tua è solo una vexata quaestio anche perché non aggiungi nulla a quello che è stato il carteggio tra me ed il sig. Enio. Lui ha inteso una cosa, io ho riportato un'altra. Poteva essere anche in aramaico il testo e non si sarebbe spostato il problema. Se però ti serviva un aggancio per entrare nel contraddittorio... che tu sia il benvenuto al banchetto, perché così mi dai la prova di esserti svegliato da un letargo che mi stava creando qualche apprensione. Meglio leggerti e contraddirti che trovarti ad esternare qua e là sul sesso degli angeli o sul perché Gesù ha detto Quo vadis?. Come vedi sarò recidivo col latino, ma almeno dimostro buona volontà.
Se passa il lodo, non pago più niente e mi ritengo libero di fare ciò che voglio ( senza nuocere a nessun collega cittadino per bene.
Quindi cari politici delinquenti .............. cominciate a tremare!!!!!!!!!!
Italiani ............... ma per favore, invece di continuare a parlare di destra e sinistra, ......................... ma mandiamoli a casa tutti e riprendiamoci ciò che è nostro.
Comincio ad essere stufo
2° Parte
Tanto più in un Paese in cui, come tutti sanno (compresi quelli che fanno finta di non saperlo), accanto a tanti magistrati che fanno solo il loro lavoro, ce ne sono altri che perseguono disegni politici.
Garantire che i risultati elettorali non vengano annullati dall'azione di chi fosse tentato di usare le risorse giudiziarie per costruirci sopra carriere politiche è una garanzia minima che la democrazia deve dare a se stessa."
Mi pare che non ci sia altro da aggiungere.
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