Narcotest per i consiglieri del comune di Roma. Su base volontaria perché, per legge, non può essere obbligatorio. È la proposta del sindaco Gianni Alemanno, che verrà concretizzata con una mozione del capogruppo del Pdl in Campidoglio.
E domani sarà lo stesso Alemanno il primo a sottoporsi al test: appuntamento alle 11.30 all’Istituto di Medicina sportiva Acqua Acetosa dove il sindaco si sottoporrà al drug test. «Darò l’esempio - ha detto - lo farò domani. Per me dovrebbe essere obbligatorio ma non si può fare».
E se per Regione Lazio e Provincia di Roma, per ora ci sono soltanto prese di posizioni personali, si profila vicino il test per i consiglieri capitolini visto che Alemanno ha spiegato che sarà il capogruppo del Pdl Dario Rossin «a fare una mozione e poi stabiliremo una procedura volontaria però con un certo carattere di obbligatorietà».
Secondo Alemanno «non c’è una questione di privacy perché chi fa uso di droga può perdere di lucidità e penso che chi ha incarichi istituzionali debba essere nel pieno possesso delle proprie facoltà».
Tra i primi a sottoscrivere la proposta è stato il presidente del IV municipio Cristiano Bonelli (Pdl). «A nome di tutti i presidenti di Municipio del Pdl - ha affermato -, posso annunciare la nostra disponibilità ad estendere questo narcotest non solo a chi sieda in Aula Giulio Cesare, a Palazzo Valentini o alla Pisana, ma anche a tutti coloro i quali siano investiti di cariche municipali. Ferma restando la libera facoltà di ciascuno di rifiutare questo tipo di esame, credo che, non avendo nulla da nascondere, nessuno si sottrarrà a questa prova di trasparenza». Il capogruppo capitolino Pdl Dario Rossin ha raccolto l’invito del sindaco perché «ritengo importante - ha detto - dare un segnale di trasparenza; mi farò carico di presentare una mozione in Consiglio comunale con la quale chiederò di introdurre questo esame, al quale i singoli rappresentanti istituzionali decideranno autonomamente di sottoporsi».
Chi si è augurato che il test-antidroga si faccia davvero in Campidoglio è stato anche il capogruppo de La Destra il Francesco Storace: «Spero che non sia la solita boutade». E non sembra visto che il presidente del Consiglio capitolino Marco Pomarici ha sostenuto che se l’Aula delibererà il narco-test a 48 ore dal voto metterà nell’aula Giulio Cesare o nell’infermeria Ipa, un presidio sanitario per chi volesse sottoporsi ad un prelievo o al test della saliva. Se dalla Provincia di Roma ufficialmente non c’è stata nessuna presa di posizione, il consigliere provinciale Pdl Marco Scotto Lavina ha annunciato che «con una apposita mozione chiederemo al presidente Zingaretti l’introduzione del narco-test anche i consiglieri della Provincia di Roma». Il consigliere regionale Fabio Desideri, che ieri per primo ha lanciato l’idea, chiede «di programmare subito un test antidroga in giunta e in consiglio prima delle elezioni di marzo. Poi, dalla prossima legislatura, i controlli dovranno diventare una prassi, un appuntamento fisso per i politici romani».
Ma dall’ufficio stampa della Regione hanno replicato: «Siamo troppo impegnati con il piano per l’influenza A per pensare al narcotest». «E dire che tutto era iniziato con l’affaire-Marrazzo», ha ricordato l’europarlamentare di Fi Alfredo Pallone
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Sarò prolisso : Ben fatto !
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