Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 03/07/2009 h.21:49

Bertinotti va all’attacco: «Di Pietro è di destra»

26 luglio 2008

Fausto Bertinotti parla al settimo congresso di Rifondazione comunista e commuove la platea di Chianciano che, gli tributa circa 10 minuti di applausi. Emozione, grande e diffusa quella provocata dalle parole di uno degli ultimi, veri leader del comunismo italiano. Ieri e oggi ha occupato la settima e quinta fila, ha firmato autografi, si è fatto fotografare.

Le sue parole sono state una scossa energetica e che forse faranno riflettere un congresso che sembra avviato sullo scontro, forse fatale, tra Vendola e Ferrero, Bertinotti ha condannato l’antagonismo fine a sé stesso.

Sciopero generale. «Cosa c’è di più forte di una opposizione politica - ha detto - se non lo sciopero generale. Lo sciopero da sempre è il banco di prova dell’opposizione». Ma non basta proclamarlo perché per l’ex presidente della Camera bisogna ricostruire un’opposizione larga e diffusa nella società contro le politiche del Governo Berlusconi, che accentua le precarietà, rifiuta il sostegno ai salari e alle pensioni, penalizza la scuola pubblica, nega il contratto e cancella la lezione di Don Milani. «Non basterebbe già questo per uno sciopero?» si chiede Bertinotti. «Le ragioni ci sono ma lo sciopero non è all’ordine del giorno, perché è lontana l’idea del conflitto sociale. E il conflitto sociale non si fa premendo un bottone».

Per portare la gente a manifestare in piazza, c’è bisogno, per Bertinotti di un processo politico-culturale. «Bisogna intervenire sulla formazione del senso comune del Paese. Il malcontento non basta. Dobbiamo inventare nuove forme di lotta. Bisogna saper intervenire efficacemente sulla linea del sindacato. Il problema dell’autonomia e della indipendenza del sindacato è il nostro problema, il nostro e non degli altri. La mobilitazione ha bisogno di convinzione dell’efficacia della lotta, ma anche conta chi la promuove».

Bertinotti chiede a Rifondazione comunista di ripartire dal «basso», dall’autogoverno e dall’autogestione. La prospettiva è quella di una costituente aperta, per rimettersi in cammino con grandi e lunghi pensieri. «La forza dell’antagonista non può resistere a lungo - ha sottolineato - se resta forza minoritaria». Contro il capitalismo totalizzante e incivile, contro Berlusconi e le destre ha concluso il suo intervento Bertinotti «la nostra unica parola è liberazione». L’intervento, sostenuto nei toni della voce e nella passione, potrebbe aprire nuovi scenari nel settimo congresso e allontanare quei processi «di distruzione» adombrati da Franco Giordano. Bertinotti ha guadagnato a fatica la sua poltroncina in quinta fila, abbracciato tutti i compagni lungo il percorso e non ha trattenuto le lacrime.

Di Pietro è di destra. E quanto alle attuali forze di opposizione, il giudizio di Bertinotti è critico. «Dobbiamo costruire un’opposizione di sinistra - ha precisato -. Oggi non c’è perchè non c’è sinistra. Il Pd non ha i fondamenti per essere un partito di opposizione. E Di Pietro, e in generale la cultura populista, possono anche apparire ma non sono di sinistra, anzi sono una cultura di destra». «L’opposizione di sinistra parte dalle ragioni del conflitto sociale - ha aggiunto -, esplora la più classica della contraddizioni tra diritto e lavoro, sapendo che oggi la sfida tocca l’umano perchè la specie umana è messa a rischio dalla globalizzazione capitalistica».


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Commenti inseriti 15 — pagina 1 di 2

28/07/2008 01:52 Vintimigliuso, Genova.

Per me, di centrodestra da 50 anni,Bertinotti vale 100 Di Pietro. Detto questo ( è una frase di moda..., la pronunciano Storace e Diliberto, come Castelli e Casini in tutte le trasmissioni TV...) : ribaltone nel PRC,vince Ferrero. Bene. Avanti, compagni, alla riscossa ! Ancora due o tre correnti in un partito della forza dello zerovirgolazerovirgolaqualcosa (perchè mica è rimasto al consenso avuto alle ultime politiche,mi sa tanto che è ancora sceso...) e non se ne parla più. Complimenti al Nuovo Segretario ! Lui, sempre educato e a puntino come un abatino,che non trascende mai durante le discussioni ( e questo,lo dico con convinzione e senza ironia) va a suo favore. Aspetto che si pronunci su quei ventinove "giustiziati " ossia appesi per il collo in quel dell'Iran .

27/07/2008 23:48 giancarlo, genova.

Una delle poche cose giuste dette da un socialista all'epoca di Craxi:"siamo la sinistra più scema d'Europa".Era Signorile.
La smettiamo di accoltellarci?Abbiamo visto il risultato delle ultime politiche,è il caso di dividerci ancora?Non ci siamo più,sono un vecchio compagno che vive per la maggior parte del suo tempo all'estero per lavoro,,mi capita anche di non venire a votare perchè,onestamente,non saprei di chi fidarmi.Questo 53 a 47 fa tanto vecchia DC e fa tanto ridere i polli.Se vogliamo fare qualcosa svegliamoci,prima che sia troppo tardi (se già non lo è).E facciamo qualcosa di serio,per una volta,senza litigare per le poltrone (scusate,compagni,ma m sembra che le cose stiano andando per questo verso).

27/07/2008 18:29 passante

Fermo restando che quel che ha detto Bertinotti di Di Pietro, a mio avviso, non è affatto un'eresia, copio ed incollo un'interessante parte di una canzone dell'immortale Giorgio Gaber, che, come al solito faceva (fa) riflettere chi lo ascolta/va:

"Tutti noi ce la prendiamo
con la storia
ma io dico che la colpa e' nostra
e' evidente che la gente
e' poco seria
quando parla di sinistra o destra
Ma cos'e' la destra
cos'e' la sinistra
Ma cos'e' la destra
cos'e' la sinistra"

27/07/2008 13:35 Federico D., Genova.

Bertinotti afferma che anche da una sconfitta si può imparare. Poi attacca Di Pietro accusandolo di essere “di destra” e dimostrando così che dalla disfatta che ha subito non ha imparato proprio niente. Non ha nulla di meglio da fare che sottolineare ciò che lo divide da uno che, come lui, si oppone all’attuale governo, invece che fare argine contro colui che sta distruggendo la democrazia.
La solita sinistra masochista che sa solo farsi del male da sola.
Giordano, dal canto suo, non è stato da meno, bollando Di Pietro come giustizialista, proprio come da anni fa Berlusconi.
Perché tanta acrimonia contro Di Pietro? Forse perché rappresenta la loro cattiva coscienza? Forse perché sa fare quello che loro non sono stati capaci di fare? O forse solo perché temono che possa rubar loro dei voti?
Così facendo dimostrano di non avere statura politica e i compagni devono solo mandarli a casa..

27/07/2008 13:14 Marco

Caro Bertinotti,
neache tu mi sembra tanto di sinistra...

L'ex-ministro Daminiano ci ha scippato il TFR e tu pensavi al tuo maglione di cachemire...


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