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Prostituzione, carcere per clienti e lucciole

12 settembre 2008
  | Angelo Bocconetti

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Sarà reato, ma solo in strada. Il disegno di legge, varato ieri mattina dal Consiglio dei ministri e presentato da Mara Carfagna, titolare del dicastero delle Pari Opportunità stabilisce che chi esercita la prostituzione «in pubblico o in un luogo aperto al pubblico», potrà essere arrestato, esattamente come il cliente. Il disegno prevede anche un inasprimento delle pene per chi organizza questo commercio, sia per chi sfrutta minorenni per mandarli sul marciapiede.

La “prostituzione”, però, continuerà ad essere considerato dal codice penale un “non reato”: in linea teorica, quindi, potrà essere esercitato in “luoghi non aperti al pubblico”. Non ci sarà, però, neanche il ritorno delle case chiuse che, il 20 settembre del ’58 (esattamente cinquanta anni fa, quindi) furono abolite dalla legge della senatrice Nina Merlin: «Le “case chiuse” legittimerebbero l’esercizio della prostituzione – così ha spiegato questa sottigliezza giuridica lo stesso ministro Carfagna – il nostro disegno di legge, invece, è punitivo. Rappresenta uno schiaffo durissimo per questo indegno mercato».

La reazione delle opposizioni è stata a due facce. Critiche da parte del Pd: «È solo una soluzione di maquillage, ipocrita: nasconde tutto sotto il tappeto», ha commentato l’ex ministro Giovanna Melandri. Possibilista l’Italia dei Valori: «Noi siamo pronti a dare il nostro contributo», dice Antonio Di Pietro. La reazione più dura, però, arriva dalle associazioni cattoliche che si occupano del recupero di chi è costretto a prostituirsi in strada: «Voglio proprio vedere come faranno a mettere in carcere i sei, sette milioni di italiani che, ogni settimana, si rivolge alle prostitute, ed alle decine di migliaia di persone che esercita questo mestiere» è la sfida che arriva da Don Ciotti. Critiche anche le organizzazioni delle lucciole: «Peccato: sentivamo la Carfagna come una persona vicina a noi. Ci sbagliavamo». Sarcastica la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute. «Eppure la signora Carfagna ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie».

Il testo firmato, elaborato di concerto tra la Carfagna, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ed il Guardasigilli, Angelino Alfano, è snello: quattro articoli appena. Nella scala delle sanzioni, le lucciole ed i clienti, sono sul gradino più basso: arresto da 5 a 15 giorni ed ammende tra i 200 ed i 3000 euro. Fino ad ora, la prostituzione in strada era punibile soltanto contestando il reato di adescamento, di difficile interpretazione e, quindi, inapplicabile. Molto più severe, invece, le pene per chi organizza il commercio del sesso: le pene previste vanno dai 4 agli 8 anni per i promotori e da 2 a 6 anni per chi partecipa. Rischiano tra i 6 ed i 12 anni, ed una multa che varierà tra i 15.000 ed i 150.000 euro chi induce alla prostituzione i minori di diciotto anni. La pena è poi aumentata di un terzo se il minore in questione ha meno di sedici anni. Il disegno di legge prevede che le attenuanti per gli imputati non possano mai essere equivalenti o prevalenti rispetto alle aggravanti: e ciò per avere la certezze di pene severissime. I minori costretti alla prostituzione saranno riconsegnati alle rispettive famiglie o alle autorità diplomatiche dei paesi di provenienza.

«Abbiamo deciso di agire contro la prostituzione di strada perché procura allarme sociale, e non solo per difendere il decoro urbano. Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore. Non comprendo chi possa usare così il proprio corpo. – ha spiegato il ministro - Ma mi rendo anche conto che si tratta di un fenomeno che esiste e che non sarà mai debellato. Proprio come la droga. Abbiamo deciso di togliere la linfa a questo commercio che, spesso, nasconde forme di violenze private, abuso sulle persone e sui minori, spesso anche lo stupro».

Ma non sarà un percorso facile quello del disegno di legge. Le opposizioni, infatti, non intendono firmare una cambiale in bianco. Il Pd è il più critico nei confronti della maggioranza: «Su alcuni punti, come nella tutela dei minori, potremmo anche dare il nostro appoggio. Ma la filosofia che c’è dietro il provvedimento non ci piace. La prostituzione continuerà ad esserci, solo che non sarà più visibile. E’ questa la soluzione?» spiega Vittoria Franco, ministro ombra delle Pari Opportunità. C’è, però, tra i Democratici, chi è disposto anche a qualche ulteriore concessione al governo: è il caso del sindaco di Padova, Flavio Zanonato, uno dei primi a varare provvedimenti amministrativi contro le lucciole ed i loro clienti. E chi, invece, vuole dare battaglia: «Se applicato alla lettera, questo disegno di legge lascerà via libera solo alle “agenzie di escort”, ovvero alla prostituzione più industriale» dice Silvio Viale, radicale eletto nelle liste del Pd. L’opposizione dei centristi è più “tecnica”: «E’ un’operazione di mera propaganda. Non ci sono risorse per le forze dell’ordine», è la tesi di Michele Vietti, ex sottosegretario del terzo governo Berlusconi.


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Commenti inseriti 114 — pagina 1 di 12

16/09/2008 16:30 giorgio gl, genova.

vorrei prorio vedere se passerà legge il decreto fatto dalla moralista carfagna.se arrestassero tutti i clienti ele prostitute in una sola sera altro che sovrafollamento carceri.probabimente metteranno fuori gli elementi socialmente non pericolosi per far posto a questi ultimi.ma da una donna cosa ci si può aspettare .

15/09/2008 21:10 gianni m, genova.

quelli che sentivano la carfagna vicina tipo comitati e varie associazioni debbono mettersi il cuore in pace che da una che ha fatto caledari non ci si può apettare nessun aiuto.questa e la persona più sbagliata che possa esserci in questo campo.la galera non risolve niente-bisognerebbe capire chi esercita di sua volontà.e chi ci và-come vuol fare creerà un esercito di molestatori

15/09/2008 20:57 elio g, genova.

solo da una che ha esposto il proprio corpo poteva mettere clienti e prostitute invece di fare qualche proposta per chi vuol esercitare al pari degli sfruttatori dei delinquenti.bisognerebbe rimuoverla perchè non è in grado di gestire un cosa cosi seria.

15/09/2008 20:51 giuliano cc, genova.

soltanto la carfagna poteva proporre carcere per prostitute e clienti da una che ha messo il proprio corpo in vista non ci si poteva aspettare altro.speriamo che ci sia una forte opposizione .i veri delinquenti stanno fuori dovrebbe vergognari dellla sua ombra.

15/09/2008 19:03 piero, ge.

Così a naso, mi sembra un problema di snobismo: sono poco chic le battone di strade; molto meglio quelle che mercificano il proprio corpo per ottenere i favori del gran capo. Siamo sempre lì: al popolo ignorante basta poco per farlo fesso agli altri basta garantirgli di non fargli pagare le tasse. Con la crisi che c'è forse è la volta buona che andremo a fondo in buona compagnia. E'dal tempo delle crociate che furon divise in pubbliche e private.


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