La crisi finanziaria. La situazione si sta aggravando e sta portando il sistema verso una situazione di deflazione. E per fare fronte alla situazione le banche saranno costrette a raccogliere «un ammontare di capitale pari a quello già raccolto dall’inizio della crisi». La politica monetaria della Bce deve comunque essere indirizzate fermamente contro la crescita dell’inflazione.
Sono alcuni passaggi della lezione che il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha letto oggi a Berlino. «La crisi finanziaria porta verso la deflazione, la politica monetaria deve tenerne conto» ha detto Draghi, suggerendo anche che il governo delle monete si indrizzi al controllo dei prezzi in maniera «ferma» ed eviti «l’assunzione di rischi di mercato».
Per Draghi inoltre gli eventi del week-end mostrano quanto possano essere impreviste e drammatiche le svolte negli eventi specie in un momento in cui la «crisi finanziaria si sta aggravando, le perdite sui crediti ricominciano a crescere e le previsioni sui risultati delle banche non sono buone». Per questo motivo il governatore suggerisce che nel caso di crisi di dimensioni rilevanti, sistemiche, «si arrivi a risposte coordinate internazionalmente».
Goldman Sachs crollo del 70%. L’azienda annuncia un utile di 1,81 dollari per azione, in calo del 70% a 845 milioni di dollari, pagando dazio alla crisi di mercato che appesantisce gli utili bancari e delle attività di intermediazione. In discesa i ricavi netti, dimezzati a 6,04 miliardi da 12,3 un anno fa. Tra numerose voci attive, spicca il rosso sul segmento «principal investments» che nel trimestre si attesta a 453 milioni di dollari. Le svalutazioni sono state 1,1 miliardi, altro numero che non ha tranquillizzato gli investitori. I dati di utile sono stati superiori alle attese, che secondo Reuters Estimates erano a 1,75 dlr di eps, mentre i ricavi sono stati inferiori al consenso di 6,3 miliardi. «È stato un trimestre difficile in cui si è visto un marcato calo dell’attività su clientela e la discesa dei valori patrimoniali degli asset» ha spiegato in una nota Lloyd Blankfein, chief executive della maggiore delle big banks di Wall Street sopravvissute alla attuale crisi. «La gente si attendeva un pò di buone notizie in un mare di cupezza e non credo che le abbia sentite» afferma Matt McCormick, portfolio manager e analista bancario per la Bahl & Gaynor Investment Counsel.
La banca, ben nota per la sua politica aggressiva negli impieghi in conto proprio, ha intanto lanciato un messaggio di cautela per bocca del Cfo David Viniar, che nella conference call dopo l’annuncio dei dati ha detto che Goldman «è diventata più prudente sol fronte dell’assunzione di rischi». Viniar ha comunque detto che la banca continua a guardare alle opportunità, specialmente nel campo dei distressed asset. Nel terzo trimestre i risultati della divisione investment sono scesi del 40%, l’intermediazione di reddito fisso è scesa di due terzi e il trading azionario si è dimezzato.
Non è andato bene neanche l’asset management, con ricavi in calo del 6% e una raccolta netta negativa di 7 miliardi. Steve Goldman, market strategist della Weeden & Co, ha sottolinearo la delusione su «ricavi più bassi delle attese», mentre Mike Holland, presidente della omonima società di investimenti sottolinea che in questo contesto di mercato turbolento «Goldman Sachs non rassicurerà il mercato se non riguardo alla sua capacità di fare un ottimo lavoro in ogni contesto di mercato».
Da Walter Todd, portfolio manager di Greenwood Capital Associates, le note più pessimiste: «il Tier one è al 11,6%, ma quello Lehman era all’11% e sono falliti. Quindi a che serve guardare quel numero?...Il Principal investment è in rosso di 453 milioni e finora era stato molto positivo per loro. Pensare che ci siano società finanziaria che possono evitare di essere toccate da questa implosione (dei mercati) è ingenuo». Dopo un preborsa negativo, a borsa ben avviata Goldman resta in calo ma sopra i minimi e cede intorno al 3% a quota 131,40 alle 17 italiane. Le azioni della ex rivale Lehman, ormai annichilita, valgono poco più di 20 centesimi.
Petrolio a quota 90 dollari. All’inizio della giornata di contrattazioni a New York, i futures sul petrolio con scadenza ad ottobre vengono scambiati a 91,76 dollari al barile, in ribasso di 3,95 dollari rispetto all’ultima rilevazione di ieri. Il greggio si attesta a un valore del 38% più basso rispetto al record fissato lo scorso 11 luglio a 147,27 dollari al barile.
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Commenti inseriti 8 — pagina 1 di 2
Tremonti dice che lo Stato italiano ha fatto il massimo ed ora tocca agli Italiani ricominciare a spendere e a far girare l'economia, ma si è dimenticato che i nostri stipendi sono fermi da anni ed il nostro potere di acquisto si è dimezzato mentre le aziende hanno visto aumentare l'utile netto con cifre da capogiro.
Chi ci tutela?
Questa è la vera crisi.Non ci si nasconda dietro al crollo dell'economia americana, da noi e per noi dipendenti la crisi era già cominciata da anni, ma ora, visto che le aziende sono in serio pericolo, ci dobbiamo pensare noi e sempre noi........con i nostri stipendi dimezzati. Se lo Stato avesse vigilato sull'aumento dei prezzi, l'economia in Italia sarebbe migliore. Questi signori comincino pure a calarsi le braghe, ma davvero però, poi anch'io acquisterò l'auto nuova e il televisore al plasma.L'economia deve sprofondare ancora perchè i prezzi non sono adeguati agli stipendi.L'Italia è alla catastrofe, mentre potrebbe essere uno dei paesi più ricchi.
X "Francesco,UK" e "primo genovese, zena",
Certamente la realtà di Singapore è molto "particolare" : una piccolissima Repubblica Indipendente ( un territorio che è 1/6 della Liguria !) che riesce a "resistere" in mezzo ai colossi dell' Indonesia, India,Cina,Giappone,Australia.
Senza complessi di inferiorità. Non faceva la stessa cosa la piccola Repubblica di Genova, nell'Europa dei gandi "regni" e dei grandi "imperi" ? Un'attuale pubblicità di una Banca recita: "Sull'impero di Carlo V° non tramontava mai il sole. I suoi affari erano gestiti dai genovesi". C'è più insegnamento politico ed economico in questa sintetica "pubblicità" che in un corso universitario !
Noi Indipendentisti Liguri riteniamo che una Liguria Indipendente, anche oggi, possa riavere un suo ruolo nell'economia globale, come ce l'ha Singapore. L'unico vero problema è la "classe dirigente", che deve essere onesta, preparata e capace! Noi non abbiamo fretta. Puntiamo sui giovani.
abbiamo capito tra un po' pure DIO dira' che in italia c'e' crisi
BASTA parlarne e' ora di agire
finche' avremo politici/industriali/sindacalisti /dirigenti pubblici come li abbiamo noi...beh, cosa ci aspettiamo?
sono tutti superlaureati,mostri di capacita'...!!!ma allora io che campo col mio stipendio di semplice inpiegato e tengo famiglia (moglie e due figlie) e-a stento-ma riesco ad arrivare a fine mese, sono un genio, un premio nobel per l'economia !!!!!! mamma mia, non lo sapevo!!!!! finche' avremo dei (autocensura) a capo dei governi e delle economie mondiali...non potre' mai esserci tranquillita'.
Questa crisi è figlia della globalizzazione. Non si può sposare la produzione all'estero ed impoverire l'economia di una nazione. Non dai lavoro a nessuno e costringi le persone a chiedere soldi in prestito.
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