Bugie, bugie, soltanto bugie. Se la piazza protesta la colpa è dell’opposizione che ha avviato una campagna di disinformazione e non certo dei contenuti del decreto 137, quello sul contestato «maestro unico». Una agguerritissima Mariastella Gelmini, ministro dell’istruzione, insiste su questo tasto, replicando al Senato dopo il dibattito sul provvedimento. E per non offrire il fianco a chi le rimprovera una scarsa propensione al confronto, annuncia che già da domani convocherà tutte le associazioni studentesche. A una sola condizione - aggiunge - «che si discuta sui fatti». Intanto continua a difendere il suo male-interpretato provvedimento. «Non è vero - dice, mentre monta la protesta dai banchi del centrosinistra - che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna o delle piccole isole».
Difende le ragioni che l’hanno spinta a valutare anche la condotta nel giudizio finale sugli alunni - «le immagini degli insegnanti messi alla berlina mi auguro diventino un ricordo» - e a ripristinare i voti in pagella «reintrodotti per esigenza di trasparenza nella valutazione scolastica dei ragazzi». Sul maestro unico ha già rassicurato tanto ieri, assieme al presidente del consiglio: 5.750 classi in più (82.950 alunni) in cinque anni (2.350 classi già dal prossimo anno scolastico); e nessuna didattica «in solitario»: al maestro, diventato per volontà di Berlusconi `prevalente´, saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione. Delle proteste dice di non aver paura, assicura che avrà «la tenacia della goccia che scava la pietra della demagogia» fiduciosa che il tempo le darà ragione e si compiace del fatto che «alcuni intellettuali di centrosinistra, come Luigi Berlinguer, abbiano tenuto ferma la bussola della ragionevolezza».
E dopo aver criticato Veltroni, che, secondo lei, cerca di cavalcare la protesta studentesca, ed elogiato il presidente della Repubblica per la sua saggezza rivolge un appello agli studenti invitandoli ad azioni di protesta che non arrivino alla occupazione delle scuole o, come già avvenuto, di stazioni ferroviarie. «Ragazzi - esorta - avanzate proposte ma non accontentatevi di restare fermi a un dibattito in difesa dello status quo perché questo Paese ha bisogno di riforme». Gli studenti, che hanno continuato anche oggi a protestare in tutta Italia con una escalation di occupazioni ma senza grandi interruzioni della didattica, si dicono pronti a incontrare il ministro (seppure dopo una convocazione «tardiva» fanno notare). «Ma questo - avverte l’Unione degli studenti - non basterà a fermare le mobilitazioni. Il movimento si fermerà soltanto quando il Governo ritirerà il decreto 137».Obiettivo che sembra lontano dalle intenzioni dell’Esecutivo.
BERLUSCONI E LA POLIZIA
«Io non ho mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto invece che chi vuole è liberissimo di manifestare e protestare ma non può imporre a chi non è della sua idea a rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c’è stato un divorzio tra i mezzi di informazione e la realta»`. E´ quanto ha detto il premier Silvio Berlusconi tornando alle polemiche dei giorni scorsi sulla scuola da Pechino.
«I titoli che ho letto venendo qui, che parlano di Polizia nelle scuole, non sono condivisibili, sono un divorzio dalla realta»` afferma il premier tornando alla polemica di queste ore sulla scuola. ´`Ho detto soltanto - precisa Berlusconi - che lo Stato non e´ più legittimato ad essere Stato se non garantisce ai cittadini i propri diritti. Tutti hanno il diritto di protestare, ma non quello di impedire di andare a scuola a chi non vuole protestarè’. E Berlusconi va avanti sostenendo di «sentire come un preciso dovere del governo quello di garantire i diritti dei cittadini». «Con tutta la preoccupazione e la necessaria `leggerezza´ che il caso ritiene, non possiamo non intervenire e sottrarci così al nostro dovere». «Volete manifestare in piazza? Siete i benvenuti - afferma Berlusconi - ma almeno non sparate bufale sul numero. Di solito, si moltiplica per 25 l’entità dei manifestanti».
Ma ecco nel filmato qui sotto le dichiarazioni del premier di ieri:
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Commenti inseriti 80 — pagina 1 di 9
Non sarà invero un manipolo di malconsigliati manigoldi riversati in istrada a mettere in iscacco e a repentaglio le istituzioni, per Giove! Reagiremo con veemenza a codesto vituperio nei confronti della democrazia, posto in essere da un'accolita di mariuoli e lestofanti per i quali nutro pena e riprovazione. Vigileremo con incessante rigore affinchè gli alunni diligenti e zelanti possano aver accesso in iscuola e indi frequentarla con rinnovato profitto e indefessa abnegazione,
Silvio Berlusconi
Bravo Mauriz ti sei dimenticato di dire che tutte ste tv di sx non valgono una mazza, visto che il garante le ha rimproverate di dedicare più del 70% al governo e a esponenti della maggioranza. Ti do una notizia in anteprima anche Libero e il Giornale sono di sx, aspettano solo il momento buono.....e poi sono tutti razzi vostri.
Diana ****, perche non te ne vai a Milano , magari ad'Arcore così sei a posto,puoi baciare i piedi allo ** e a tutta la sua banda ( banda bassotti ovviamente )
Dopo il post di Mauriz mi rifiuto di commentare ancora questa notizia, manco Berlusconi sarebbe stato in grado di dire qualcosa di più filogovernativo.
E, confermo, questo paese si sveglierà dal torpore destra/sinistra solo quando il collasso economico arriverà al suo apice, cioè la fame e la sete di buona parte della popolazione.
Continuate pure a divertirvi e scannarvi sui partiti e sui loro esponenti che in 20 anni ha portato al disastro questo Paese.
Saluti
Molti studenti intervistati in TV non conoscono i motivi della protesta.
Scegliere lauree che offrono sbocchi occupazionali e non da precari come lettere, filosofia, scienze politiche e altre similari. Tali lauree vanno bene solo per i leader politicizzati della protesta che sfruttano il popolo bue e sono destinati a fare ben remunerate carriere in politica. Studiare e non vivere sui sacrifici dei genitori.
In ogni modo la colpa è sempre di Berlusconi che ha in mano tutti i media.
Televisioni 100% a Sinistra: RAI 3 nazionale e regionale;La7. C.Destra:solo ½ ora di TG 4 di E.Fede
Programmi TV Sinistra A.Zero; Ballarò; Che tempo che fa; ½ h.; otto e mezzo; Infedele; parla con me.
C.Destra: nessuno
I giornali non di partito a maggiore diffusione nazionale sono tutti orientati a Sinistra:
La Repubblica; Corsera; La Stampa.
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