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Alitalia, resa dei conti piloti-Cai

03 novembre 2008
  | Michele Lombardi

Alitalia: si apre la resa dei conti con i sindacati ribelli. Mentre oggi le cinque sigle che non hanno firmato l’accordo di palazzo Chigi chiamano a raccolta i lavoratori, il presidente di Cai Roberto Colaninno lancia la sua sfida a piloti e assistenti di volo, riuniti oggi in assemblea per affrontare la rottura di venerdì: «Basta con i veti». Se le assemblee sceglieranno la linea dura? Netta la posizione di Colaninno: «Non ci arrenderemo alla logica del ricatto e assumeremo il personale di volo con la chiamata nominativa».

Le parti sono distanti e il clima è pesante fra i lavoratori, che oggi pomeriggio dovranno decidere se proseguire con azioni di lotta o invece ammainare la bandiera, abbandonando l’Aventino. I vertici di Cai ostentano ottimismo e si preparano decollare il primo dicembre: «Ritengo la fase sindacale chiusa e sono convinto che alla fine imbarcheremo anche i piloti nell’avventura di rilancio dell’Alitalia», spiega l’amministratore delegato Rocco Sabelli, che guiderà anche la Nuova Alitalia. A novembre, verrà inoltre scelto il partner internazionale, che si aggiungerà alla cordata italiana con una quota del 20 per cento massimo e un impegno aggiuntivo al capitale di 1 miliardo, che è stato sottoscritto dai soci di Cai.

La grana sindacale e il partner estero sono i due nodi da sciogliere in fretta, probabilmente entro metà settembre. Ma le ultime fasi della partita si giocheranno anche sul fronte europeo, dove la Commissione Ue dovrà pronunciarsi sul rimborso del prestito ponte di 300 milioni, considerato un aiuto di Stato, che molto probabilmente finirà sulle spalle della bad company.

In teoria, il commissario Augusto Fantozzi sarà chiamato a restituire la somma al Tesoro, ma ci sono molti dubbi che ciò si verifichi in pratica con il risultato che i contribuenti non avranno indietro i loro soldi. Ci sarebbe anche il verdetto dell’Antitrust Ue da superare, ma i soci Cai non sembrano preoccupati dal matrimonio con AirOne, che azzera di fatto la concorrenza su scala nazionale. A Bruxelles, il dossier Alitalia è nelle mani del commissario ai Trasporti Antonio Tajani (un fedelissimo di Silvio Berlusconi), che sta lavorando a un atterraggio morbido in sede Ue per l’offerta della cordata italiana.

Più controversa rischia di essere la scelta del partner soprattutto se si farà prima di dicembre, quando il progetto Fenice dovrebbe essersi lasciato alle spalle le turbolenze sindacali e le stampelle politiche. I vertici Cai oggi si dovrebbero incontrare con gli emissari di British Airwais, che però è la più defilata fra le compagnie in attesa di entrare nella partita Alitalia. Resta in pole position Air France-Klm, ma Lufthansa non si è tirata indietro, anche se i tedeschi guardano con interesse alla valorizzazione di Malpensa come hub. E questo piace molto alla Lega di Umberto Bossi, mentre i partiti della Pdl più “romani” potrebbero parteggiare per Air France, la cui strategia ruota da sempre attorno allo scalo di Fiumicino. In ogni caso, l’opzione del socio straniero rischia di essere il primo ostacolo politico serio per Colanninno e gli altri della cordata, che finora hanno avuto la strada spinata dal governo e dall’intero centrodestra.

Il patron di Cai sembra deciso, però, a non farsi condizionare da pressioni esterne: «Trattiamo con tutti. L’alleato non deve venire qui per insegnarci cosa fare», ha spiegato Colaninno pochi giorni fa. E Sabelli puntualizza: «Ho un mandato per trovare la soluzione industriale migliore. L’unica cosa che voglio dire è che non esiste un nesso tra alleato e hub prescelto». In attesa di scoprire se Cai avrà le mani libere quando si tratterà di scegliere tra Air France e Lufthansa, il primo ostacolo si chiama sindacato. Sarebbe infatti paradossale che partisse un’ondata di agitazioni mentre Cai non ha preso ancora possesso della cloche di Alitalia. Se così fosse, il governo potrebbe precettare piloti e assistenti di volo ma sarebbe una pessima prova generale. Il clima è pessimo.

«Spero che i miei colleghi piloti non vadano lavorare con Cai», dice Massimo Notaro, leader dell’Up. Il rischio è che si vada a una conta drammatica per chiamata nominale: una strada piena di incognite per i lavoratori, ma anche per Cai.


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Commenti inseriti 8 — pagina 1 di 2

03/11/2008 13:37 marzio, genova.

piloti pieni di privilegi e ******** volanti si credono indispensabili, hanno un solo vantaggio, che cascano sempre in piedi grazie ai sindacati ***********
marzio

02/11/2008 21:05 sandro, sanremo.

Complimenti a chi ha votato Berlusconi (ex-membro della loggia massonica eversiva P2, come afferma il "venerabile" Licio Gelli senza essere smentito dall'interessato). Meritereste di pagarvi il prestito ad Alitalia da soli!!! E invece lo pagheremo tutti noi...

02/11/2008 19:38 Emy

Una cosa è certa ,a pagare NON SARa' IL CAVALIERE!! E' il solito giro nella grondaia,la palla parte dall'alto e finisce nel cxxx più in basso,cioè nel nostro.... Quello combina cxxxxx,ha fatto fallire l'accordo con i francesi ventilando LA CORDATA ITALIANA e chi paga ? Chi paga l'é Bacciun ! E tutti ancora con le manine sugli occhi a negare l'evidenza ! Si venda una villa e paghi lui i SUOI errori,( e ,magari,faccia tassare quelli che l'hanno votato e lo voterebbero ancora,)cosa c'entro io ?

02/11/2008 18:44 Movimento Indipendentista Ligure, Liguria.

Una storia "diversa".
L'Estonia, con meno abitanti della Liguria (1.370.000) ha una capitale, Tallinn, che ha quasi gli stessi abitanti di Genova ( 521.000 abitanti) e, come Genova è il principale Porto nazionale. Ha una sua compagnia aerea di bandiera, la Estonian Air che vola dall'aereoporto della capitale che è situato a circa 4 Km. Circa 1,46 milioni di passeggeri hanno volato nel 2007 con un incremento dell'11,5 % rispetto al 2006. L'aereoporto di Tallinn è un vero Hub per passeggeri e merci. Se pensiamo a Genova e alla Liguria che sono anche un pò più grandi, viene da ....piangere !
Se pensiamo poi all'Alitalia, viene da inc....... !

02/11/2008 16:15 Antonella L., Genova.

Matteoli dice che la "bad Company" restituirà i 300.000 allo Stato italiano.
Vorrei saper come farà, essendo solo piena di debiti che lo stesso Stato italiano (ovvero noi contribuenti) dovrà saldare!


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