Il Loetschberg, il traforo in terra svizzera che doveva avvicinare l’Italia al cuore dell’Europa, rischia di diventare il buco nero dei rapporti internazionali tra Roma e Berna nell’ambito dei trasporti. La colpa - stando a ciò che dicono gli elvetici - sarebbe del treno Etr 470, più noto come Cisalpino, che negli ultimi tempi avrebbe creato fin troppi disagi. L’ultimo, lunedì, proprio all’interno del Loetschberg, rimasto bloccato al traffico per ore sin dalla mattina. Un Cisalpino di passaggio è rimasto in panne, costringendo all’evacuazione tutti i passeggeri trasferiti poi su altri treni. Tutti i collegamenti ferroviari tra il Vallese e l’Oberland bernese hanno subito forti ritardi, facendo irritare gli amministratori elvetici per l’ennesima volta
Ora in Svizzera cresce l’insoddisfazione per la scarsa affidabilità dell’Etr 470: a guidare la “rivolta” anti-Cisalpino è il sindacato dei ferrovieri, che ne chiede la totale sostituzione con convogli locali. Ad appoggiarli ci sono anche le Ferrovie elvetiche (Sbb), che dopo tanto sopportare avrebbero perso la pazienza: i dirigenti del gruppo pensano ora al trasferimento della manutenzione dei treni in Svizzera, come è stato riferito ieri dall’agenzia di stampa Ats.
Agire rapidamente in tal senso sembra però più facile a dirsi che a farsi: sarebbe infatti decisamente lunga la serie di ostacoli contrattuali. Nello specifico occorrerebbe trovare una soluzione di comune accordo proprio con il partner italiano Trenitalia. E le trattative, con il nervosismo di questi giorni, non partirebbero certo con il piede giusto.
Le ferrovie svizzere ci sono andate giù dure: convinte che «non vengano assolti in misura sufficiente i doveri contrattuali in merito alla manutenzione», ritengono un’opzione praticabile la richiesta di «un sostanziale trasferimento della grande manutenzione dei pendolini in Svizzera», oggi eseguita in larga parte proprio in Italia. Severi anche i sindacati d’Oltralpe: «I viaggiatori e il personale sono incomodati dagli inconvenienti, e hanno perso la fiducia» nel treno ad assetto variabile della società Cisalpino (nata una dozzina d’anni fa come affiliata delle Ffs e di Trenitalia), è quel che si legge in una nota del sindacato svizzero del personale dei trasporti (Sev). Quest’ultimo chiede alle Ferrovie federali di bandire il pendolino fino a che non avrà raggiunto uno «standard di qualità svizzero». «Se non fosse possibile ottenere queste norme di qualità nell’ambito della odierna struttura aziendale, il Sev esige dalle Ffs che rilevino la maggioranza, e dunque la direzione, della società Cisalpino». Un brutto colpo per l’Italia. Tuttavia, in un comunicato, le Ferrovie svizzere definiscono «irrealistica» la richiesta di sostituire il pendolino tricolore.
Il Loetschberg, inaugurato nel 2007 dopo 8 anni di lavori e con una spesa di 3.5 miliardi di dollari, accorcia (accorcerebbe) i tempi di percorrenza fra Italia e Germania di un’ora: Cisalpino permettendo. Alla faccia del Made in Italy, che esporta ritardi proprio nel Paese che ha fatto della precisione e della puntualità il proprio marchio di fabbrica.
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Commenti inseriti 8 — pagina 1 di 2
Per il signore di Lugano: la ringrazio per non aver perso occasione per denigrare il mio Paese, ma (visto che io dalle sue parti ci ho vissuto 10 anni), le faccio notare che, anche se dalle vostre parti "al made in Italy non ci ha mai creduto nessuno", le Ferrari, le Maserati e le Lamborghini che girano con targa elvetica, non mi risulta siano state costruite in Ticino. Per quanto concerne lo "Swiss made", anche se il mio ferro da stiro Jura (il modello più caro, l'unico vero svizzero, ovviamente) mi ha mandato in corto circuito l'impianto elettrico di casa, non sono così "sempliciotto" (ed uso un termine cortese ...) da pensare che un esemplare difettato valga a denigrare un'intero Paese e chi ci lavora ... Concludo informandola che quando sono andato a vedere il cantiere Alptransit (lei, lo ha fatto ?) mi sono accorto che la maggior parte delle macchine degli operai che lavorano lì sono targate Italia ... alla faccia di chi disprezza il lavoro italiano...
In Italia non ci si rende conto (gli italiani conoscono poco la CH) ma effettivamente i rapporti "ferroviari" fra Svizzera e Italia sono difficili da anni. La causa è da ricercare soprattutto nella differente importanza del trasporto pubblico in Svizzera (paese "campione del mondo" per quanto riguarda le ferrovie !!!) e in Italia dove, soprattutto se rapportato all' importanza demografica del Bel Paese, svolge un ruolo poco piu' che "marginale".
Gli elettrotreni ad assetto variabile della società "CISALPINO" (di costruzione Fiat Ferroviaria, ora Alsthom) sono sempre stati problematici, inaffidabili poco confortevoli e non rispondenti agli standard costruttivi in uso in Svizzera. La loro messa in servizio, anni fa, è stata evidentemente un errore e adesso ci si trova a dover far fronte a situazioni di emergenza. Quanto al "Made in Italy"...beh, parliamoci chiaro, in Svizzera, perfezionisti come siamo, non ci si è mai creduto molto !
Le amministrazione ITALIANE non mancano a farsi conoscere altrove.
saluti
pasquale
purtroppo la dirigenza di questa azienda non ascolta noi lavoratori che siamo a contatto con il pubblico e con il mezzo meccanico,snobbando sistematicamente i nostri consigli atti a migliorare il servizio.cosi non si va da nessua parte,grazie e arrivederci!!!!
Trenitalia è servita!! Quando i dirigenti non sanno lavorare l'Italia fa figure del menga anche all'estero.
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