Il Secolo XIX Ultime notizie Ultimo aggiornamento: 03/07/2009 h.21:49

E il boss tentò
di scappare in pigiama

28 dicembre 2008

È finita con un tentativo di fuga andato a male, poco prima dell’alba di stamani, la latitanza di Pietro Criaco, inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia e indicato dagli inquirenti come uno dei killer di punta della cosca Cordì di Locri.

Criaco, che si nascondeva in una mansarda assieme alla moglie Nadia Romeo a ai due figli, si è arrampicato in pigiama sui tetti pensando di riuscire a dileguarsi, ma è stato bloccato dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria che con le fotoelettriche hanno illuminato a giorno l’intera zona. L’uomo era ricercato da undici anni, per una condanna definitiva a 19 per il tentato omicidio di Antonio Panetta, di 31 anni, uomo della cosca Cataldo, avvenuto a Locri il 31 dicembre del 1997, e associazione di stampo mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Primavera” a carico delle cosche Cordì e Cataldo, coordinata dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri. Assieme a Criaco, che doveva sentirsi al sicuro dal momento che non sono state trovate armi, sono stati arrestati per favoreggiamento Giovanni Mollica, e i suoi due figli, Pietro e Salvatore, di 23 e 20 anni. Gli investigatori, sulle tracce del latitante da mesi, non hanno mai smesso di cercarlo nemmeno la vigilia di Natale. E proprio agli uomini e alle donne della polizia il procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone ha rivolto i suoi «ringraziamenti particolari».

Per il ministro dell’Interno Roberto Maroni l’arresto di Criaco «è il modo migliore per concludere il 2008». Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso evidenzia il «sacrificio di investigatori che, per questo risultato, hanno lavorato anche nel giorno di Natale». Intanto, a Bovalino la notte scorsa, Giuseppe Gioffrè di 51 anni ed il figlio diciassettenne sono rimasti gravemente feriti in un agguato avvenuto in una zona centrale della cittadina. Gioffrè, nato a San Luca ma da anni residente con la famiglia nel Torinese dove è titolare di una ditta di carpenteria, ha precedenti penali per reati di mafia, droga e contro il patrimonio ma tutti riferibili al Piemonte. Sui due, in vacanza con la famiglia in Calabria per le festività natalizie, i sicari hanno scaricato diversi colpi di pistola colpendoli al volto e al torace. In queste ore Gioffrè e il figlio lottano tra la vita e la morte nell’ospedale di Locri.Sull’episodio indagano i carabinieri.


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