Riguardo alla proposta francese sulla depenalizzazione dell’omosessualità, all’Onu «la Santa Sede ha ribadito il suo sostegno alla depenalizzazione, ma ha sottolineato come la proposta vada ben oltre questa intenzione, puntando ad omologare ogni orientamento sessuale generando quindi incertezza giuridica».
Lo afferma la Radio Vaticana, ricordando che «la proposta è stata sostenuta da una sessantina di stati sui 192 paesi rappresentati all’Onu». «È con soddisfazione - sottolinea in proposito l’osservatore permanente al Palazzo di Vetro monsignor Celestino Migliore - che ho raccolto da molti rappresentanti permanenti una eco positiva alla posizione della Santa Sede: è giudicata ragionevole e ispirata al buon senso». Secondo l’arcivescovo Migliore, «la stessa configurazione delle posizioni espresse o non espresse nell’ambito dell’assemblea generale, e cioè 66 in favore della dichiarazione dell’Unione europea, 58 a favore della controdichiarazione presentata dalla Siria e 68 astenuti, ci dice che l’argomento va ancora discusso con calma, trasparenza, rispetto reciproco e molto buon senso».
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| Papa Benedetto XVI |
«La Chiesa è per il rispetto di tutti i diritti che riguardano la dignità della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio. E questo principio non viene meno anche nel caso dell’omosessualità, intorno alla quale è stata innescata una polemica del tutto gratuita e senza senso», ribadisce da parte sua il cardinale Renato Raffaele Martino in un’intervista all’Osservatore Romano. «La Chiesa - spiega il presidente del Pontificio consiglio Giustizia e Pace e predecessore di monsignor Migliore all’Onu - si oppone decisamente alle legislazione di quegli Stati che condannano, a volte sino alla pena capitale, l’omosessualità. Anzi è pronta a scendere in campo con tutte le sue forze e in ogni ambito per difendere la vita di ogni persona, dunque anche degli omosessuali». Per il presidente di Giustizia e Pace, «diverso è il caso in cui si vorrebbe costringere la Chiesa ad accettare l’identificazione del matrimonio naturale tra un uomo e una donna con forme di unione tra persone dello stesso sesso: facciano ciò che vogliono ma non pretendano di equiparare queste realtà, ben diverse tra loro. Abbiamo ricevuto da Dio - spiega - il dono preziosissimo della libertà, anche della libertà di scegliere se peccare o no. In nome di quella stessa libertà però non si può impedire alla Chiesa di ribadire la sua posizione». Per Martino, «anzichè polemizzare su altri presunti diritti da inserire sarebbe molto più importante profondere le nostre energie per far rispettare da tutti quelli sanciti da sessant’anni e ancora negati in tanti paesi del mondo».
LA REPLICA DI GAYNET
«Nemmeno il primo giorno dell’anno il Vaticano si da pace sulla questione omosessuale. È molto triste che la gerarchia si compiaccia che la depenalizzazione dell’omosessualità non sia maggioranza nel mondo». È il commento di Franco Grillini, presidente dell’associazione di informazione Gaynet, sulle critiche espresse da monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente del Vaticano all’Onu, rispetto alla campagna per l’abolizione della pena di morte sostenuta dall’Organizzazione. In una nota Grillini sottolinea che «al Vaticano, chissà perché, la parola depenalizzazione conduce al matrimonio gay e all’adozione. Il tutto condito con una critica all’Onu perché si parla di abolizione della pena di morte ma, secondo il Vaticano, non difende la vita in tutte le sue fasi ovvero non si è contro aborto ed eutanasia come si ci fosse una qualche relazione tra fatti tra loro completamente diversi». Di conseguenza, continua Grillini, «il ridicolo sillogismo tra depenalizzazione dell’omosessualità e matrimonio gay porta la chiesa romano cattolica nei fatti a schierarsi con le peggiori dittature e con le più oscure teocrazie islamiche».
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